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    09
    dic.
    2014

    Roma, in scena la “Cooperativa” Olimpiadi 2024

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    olimpiadi2024

    Naturalmente almeno in apparenza il Parma in vendita e la candidatura di Roma (& company) per i Giochi Olimpici del 2024 sono due vicende lontanissime tra loro, e non collegabili. Almeno in apparenza. Riassumiamole brevemente entrambe. Dopo un’ottima annata anche senza Russel Crowe, ma con Donadoni e Cassano, la stagione scorsa il Parma si era classificato sesto guadagnandosi il posto in Europa League. Grande festa del club presieduto dall’imprenditore bresciano Ghirardi, e grande doccia fredda. Niente Coppa, ci sono debiti del club non saldati in tempo e l’igiene amministrativa prevale sul risultato del campo. Al posto del Parma va il Torino di Cairo. Ghirardi si strappa i capelli e si dimette, almeno provvisoriamente. La cittadinanza lo prega di rimanere e quindi all’inizio di questo campionato c’è ancora lui, con il club che non paga gli stipendi e la squadra che non ne azzecca una chiudendo la classifica in odore di retrocessione. Dopo aver cercato di vendere la società a destra e a manca, adesso sembra proprio che il Parma sia destinato a finire nelle mani di una cordata russo-cipriota, nulla a che vedere con le Mille e Una Notte degli Emiri e degli Sceicchi in shopping continuo in Inghilterra, Francia e Spagna. Resta una storia non a lieto fine per un club che è già passato attraverso le supreme nequizie della consorteria Tanzi-Parmalat. E lo sfondo è una gestione evidentemente non oculata e la cronica mancanza di denaro, in un calcio che assorbe troppe risorse e non dà proventi, come si deduce dallo stato pre-bancarottiero di molti nostri club.

    Per la candidatura di Roma alle Olimpiadi 2024, che il premier dovrebbe rendere pubblica in una con il Presidente conifero Malagò lunedì prossimo, c’è grande fervore, specie ora che da Montecarlo il Cio di un presidente dal cognome augurale, Thomas Bach, ha allargato l’ospitalità dei Giochi da una città come sempre in passato a altre città della medesima nazione o anche no, estere (il paesaggio è ancora nebbioso…). Domanderete: ma non ci avevano già provato negli anni ’90 per i Giochi 2004, poi andati ad Atene e trasformatisi successivamente in un non inedito bagno economico che molto ha a che vedere con la spasmodica crisi greca che conosciamo? Il dualismo Carraro-Pescante, con un Rutelli sindaco espostissimo verso il sacro fuoco di Olimpia, non giovò (fortunatamente?) alla candidatura. Domanderete ancora, dal momento che siete “per antonomasia” lettori svegli di questo giornale: ma all’inizio del 2012, immersi nel montismo senza limitismo, non venne salutata con favore in piena crisi di spread e similia la rinuncia ufficializzata dal Signor Loden alla candidatura per Roma (dopo battibecchi con Milano) 2020? Sembrò francamente troppo pensare alla cravatta olimpica in un corpo cittadino e italiano ancora penosamente in mutande.

    E adesso? Adesso che tutto va bene madama la marchesa e specie la capitale sta vivendo il suo momento di fulgore giudiziario e mediatico per quella quisquillia della mafia dei Carminati, Buzzi e compagnia delinquente (participio presente), adesso sembra davvero il momento opportuno per riproporre una volta ancora la candidatura romana. Tanto per formalizzare definitivamente la propria candidatura all’organizzazione dei Giochi estivi tra dieci anni, le città interessate hanno tempo fino al 15 settembre 2015. Dunque ci sono i mesi necessari per rimettere insieme i cocci capitolini del momento (secondo Malagò e la politica, sportiva e non) oppure per fare in modo che lo straccio di opinione pubblica rimasto in questo Paese dimentichi tutto e raschi il proprio palinsesto individuale e collettivo dalle brutture odierne (secondo i timori già sperimentati di chi scrive).

    E’ vero, fino ad ora l’organizzazione delle Olimpiadi è stato un salasso per i soldi pubblici e per la comunità di riferimento, ma adesso al Cio parlano di Giochi “low cost” e possiamo anche far finta di crederci. E’ vero anche che finora le Olimpiadi sono sempre state uno splendido business, ma per la cerchia-gruppo-cricca che le organizzava, e sulla continuità di tale costume non fatichiamo a scommettere.

    Resterebbe da spiegare che nesso ci sia tra un Parma così male in arnese e la candidatura di Roma. Io credo di non doverlo spiegare, che ogni lettore sia tranquillamente in grado di giustapporre le due tessere in un unico mosaico, quello di un sistema-Paese che al momento non è in grado di fare progetti seri e attendibili sul proprio futuro, di qualunque settore si tratti. Vi do appuntamento tra sei mesi, con l’Expo in piena attività. Voglio vedere se le risposte di allora saranno propedeutiche a una candidatura olimpica, oppure no.

    Non ho parlato finora di campionato, in una giornata di frenate con il solo Genoa che sventola grifoni come non gli capitava da anni. Ma poiché mi dolgo di un livello così mediocre del nostro calcio (che caccia un altro allenatore, Bisoli, dal Cesena, mentre il il cavallo di ritorno, Mancini, “ha rotto” in termini ippici), lasciatemi dire che Sassuolo ed Empoli ognuno con la rosa di cui dispone (assai più competitiva sulla carta quella del confindustriale Squinzi) giocano davvero bene, fa piacere vederli. E a quanto pare non affondano neppure nei debiti…

    Oliviero Beha, Il Fatto Quotidiano

    Postato da Redazione
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    Dopp. .
    10/12/2014 alle 00:48
    Non mi stupisce che i giornali di Berlusconi parlino di Renzi che se la fa coi mafiosi(gli piacerebbe al pd che la mafia vera facesse trust)cosa non farebbe Berlusconi per far risalire Renzi nei sondaggi...
    Dopp. .
    10/12/2014 alle 00:39
    Renzi sta dimostrando di essere un grande statista..tratta con mafiosi, lobbisti, criminali, dittatori, parla coi bambini e con le badanti, promette a tutti decidendo lui le priorità del paese..davvero un fenomeno
    Dopp. .
    10/12/2014 alle 00:32
    L'expo sarà un evento eccezionale..unico..tutti potranno ammirare da vicino farinetti che pensa di essere il monopolista del Made in italy( andasse. A zappare sto fenomeno), malago e la boldrini andranno a fare shopping nei gazebo e la moglie di Renzi darà il suo numero di telefonino ai picciottini di turno
    Dopp. .
    10/12/2014 alle 00:27
    Squinzi sta imparando a fare i soldi facili col calcio..altro che buzzicone
    Dopp. .
    10/12/2014 alle 00:23
    Nessun grande giornale o tv apre con i 2 a 2 a tavolino..poi scimmiottano lotito o Ferrero che fa le battute e tutto va in caciara...l'importante e trovare il fesso da mettere in prima pagina..costruirci sopra romanzi inutili in un quadro miserabile( mentre l'altro lato della medaglia.la parte migliore..Renzi... si pavoneggia come al solito in tv)..povero paese..

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