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  • Oliviero Beha
     
    10
    dic.
    2014

    Schizzi e lazzi indistinti nella palude capitolina

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    ferrara

    Qualche giorno fa, a tiepido sullo scandalo di Mafia Capitale, sul giornale da lui diretto Giuliano Ferrara ha esternato. A lungo. L’articolo si intitolava “La Corleone dei cravattari”. Una bella articolessa, contro il “pensiero unico” della cronaca dei media secondo lo stile quasi sempre inutile dell’amato Falstaff de’ noantri: articolessa sbagliata, per almeno tre ordini di motivi. 1) La sottovalutazione dell’inchiesta, derubricata dall’uomo del Foglio a “bufala” tipo “Amici miei”, e del “migliaio di pagine della Procura”, quando la faccenda sta invece montando sempre più, le pagine delle sole intercettazioni sono più di 70 mila, possiamo aspettarci di tutto nei prossimi giorni, magari non solo al di qua del Tevere… 2) Il considerare tecnicamente esagerata la definizione di “mafia” da parte degli inquirenti, quando trattavasi secondo lui di qualche “ladro”, di “millantatori”, dei “cravattari” appunto e di un humus diffuso “in ogni grande città”: poi si scopre che gli agganci con “Cosa nostra” e la ‘ndrangheta zampillano con palesi e gravissimi risvolti elettorali. 3) La disattenzione nei confronti della disgraziata mafiosità antropologica italiana, figlia del cosiddetto “familismo amorale” che ci perseguita e ci fa sciascianamente come siamo. Per cui non solo non è più affare di coppola e lupare, ma neppure soltanto di legalità o illegalità: si esce dalla porta principale del reato per rientrare dai finestroni dell’etica devastata e polverizzata.

    Lo so, a Giuliano che fa di sé provincia non piacciono i “moralisti”, tendono alla noia… Ma di questo passo la palude avanza e resta acquisita e indifferenziata. Il buco nero è assai più profondo di quel che sembra, e giacché in nulla si sopporta il vuoto, nella politica come nell’imprenditoria come nelle cooperative, nella routine quotidiana esso viene occupato da un altro pieno, appunto quello intercettato dalle indagini (fatta salva la presunzione d’innocenza). Ma questa vicenda macroscopica non è solo cosa giudiziaria. Non lo dico io, ma un libro di quattro anni fa che cito passim: “…Eppure non ci vogliono i giudici per comprendere che la corruzione è tornata come forma normale di rapporto tra politica e impresa; che nessuno può pensare che si fermi sulla soglia del centrosinistra; che questo rende ancora più indisponente e fragile il moralismo che si leva troppo spesso dalle nostre fila; che la risposta sta in un coraggioso cambiamento delle istituzioni, della rappresentanza, della forma politica; che l’esempio va dato prima di tutto da noi; che i cittadini vogliono testimonianze di una diversità dei comportamenti; che questo vale più di mille processi a Berlusconi; che, infine, per cambiare rotta non bastano piccoli accorgimenti, ma una virata, uno shock che ridia voglia al popolo di credere più profondamente nella nostra sincerità e voglia di alternativa…”.

    Più che un libro sui partiti che non esistono più se non per quello che “non” dovrebbero essere (“Oltre i partiti”. Ed. Marsilio), è un libro sulle persone, su come sono diventate, su come considerano la politica ecc. C’è dentro tutto quello che ora le cronache riempiono di circostanze e nomi, senza aspettare riscontri né analizzare con un minimo di cura quello che è stato intercettato, in un’ indistinzione sovrana dove tutto sembra eguale. Per il cinico Ferrara è una “supercazzola”, per Goffredo Bettini, autore del libro citato, era già allora invece un presepe degenerato alla moviola, in un discorso politico e culturale. Lo ripete oggi, dopo il ruolo importante giocato fino a qualche anno fa nel Pd romano, la distanza che ne ha preso nell’Alemanneide, gli schizzi di fango della centrifuga delle intercettazioni. In un mondo di “cecati” forse la sua lente di ingrandimento è preziosa. Oltre la canizza, certo…

    Oliviero Beha, Il Fatto Quotidiano

    Postato da Redazione
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    13
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    homofaber .
    12/12/2014 alle 07:57
    Giuliano Ferrara barrisce litanie monocordi da considerevoli stagioni; oltretutto così altezzose e strumentali (ancor più che ciniche) da catalizzare trasversale antipatia e oltretutto così stanche da costargli addirittura l'ouverture alla prima serata Rai 1 (l'inascoltabile e inguardabile 'Qui Radio Londra') donatagli a misura extra-large da Silvietto suo e chiusa per desertificazione degli astanti tv (l'annunciata terza serie non s'è mai iniziata) malgrado le motivazioni ufficiali farfuglino altro. Papi Berlusconi (tramite la Lario) e il limpido Verdini si dividono la proprietà del suo 'Foglio' (con partecipazione di Zancheddu, imprenditore sardo), da lui stesso fondato e diretto (e di cui ha minima quota) in perenne crisi di vendite ma sempre in edicola grazie all'amorevole filigrana degli editori nonchè sponsors, ammaliati dalla linea catto-liberal-conservatrice del quotidiano. E' da sempre colto da profonde catarsi, che l'hanno portato dalla tessera Pci alla conversione craxiana con lo spumeggiante Psi da bere; dallo spirito sessantottino di Valle Giulia e l'organizzazione di 'Mille musicisti per la pace' all'appoggio indiscriminato verso ogni azione bellica degli States; da uomo dichiarato Cia a ministro berlusconiano di Forza Italia (ma qui non v'è sostanziale antitesi); dalla "libertà assoluta per tutti" alla censura verso i gay ("l'omosessualità è contro natura") e verso l'aborto (sorvoliamo); dal laicismo ateo a un Cattolicesimo di forte impronta giudaica (la moglie Anselma Dell'Olio è americana di origine ebraica); da mille apparenti contraddizioni all'unica linfa che lo tiene ancor più grasso dei suoi chili e sempre leggiadramente sguazzante: uno sconfinato opportunismo (quindi una sistematica mistificazione e canzonatura di quello che non gli aggrada e non lo ingozza) e una conclamata amoralità (che lo esenta da ogni confronto con lo specchio)
    Dopp. .
    11/12/2014 alle 23:44
    Ma tu non sei orgoglioso di avere una giornalista di sinistra come la meli che smerda la Mussolini perché fascista e quindi mafiosa? Poveretti...ridotti a fare il tifo per una pseudomafia alla cacio e pepe per non perdere il potere nell orticello
    Dopp. .
    11/12/2014 alle 23:38
    Sono d'accordo su tutto..anche Flavia vento dice che carminello e un mafioso e che lo stato deve fare lo stato...grande momento per il paese
    Dopp. .
    11/12/2014 alle 23:25
    Vi state a preoccupare perché i mafiosi non cagano il pd? Poverini..state a calare perché so gli italiani che non vi cagano più...e non dite che son mafiosi
    Francesco .
    11/12/2014 alle 12:07
    Speriamo che con la tanto attesa eliminazione delle province e relativi sprechi venga eliminato anche Ferrara. Un esempio clamoroso di spreco di spazio e di ossigeno.
    Umberto Gazerro .
    11/12/2014 alle 01:01
    È da un po di tempo che non se lo caca più nessuno a Ferrara potevi fare a meno di tirarlo in ballo. .
    vis39 .
    10/12/2014 alle 20:19
    fra Ferrara e Beha non so quale sia il peggiore.
    gab66 .
    10/12/2014 alle 19:46
    Giuliano Ferrara ha sempre fatto del cinismo snobbistico la sua cifra di vita. Ha il vuoto dentro e non sopporta che altri pensino che debbano esserci dei valori. Lui i suoi li ha distrutti nella sua giovinezza rivoluzionaria, non può guardarsi allo specchio e si vergogna anche solo di pensare che certi valori esistono nonostante lui.
      Dopp. .
      11/12/2014 alle 23:19
      Perché nella politica esistono dei valori?
    Bruno Amore .
    10/12/2014 alle 15:36
    Lui, Ferrara, ha sempre minimizzato la delinquenza strutturale che pervade l'Italia da Sud a Nord, perché non vuol essere assimilato agli italiani che un po' "mariuoli" siamo tutti. Trovò persino irrilevante che Mangano (delinquente condannato per delitti di mafia)facesse lo "stalliere" (io avrei detto guardia del corpo) nella villa del Presidente del Consiglio dei Ministri di allora. Sono ormai secoli che minimizziamo sull'esistenza della delinquenza organizzata e ci sono stati fior fiore di intellettuali che ne hanno persino negata l'esistenza. La fortuna di Ferrara è che ha un editore che paga le spese, in un paese che finanzia qualsiasi pezzo di carta con scritto "giornale o quotidiano" politico, altrimenti dovrebbe farsi mantenere dalla moglie americana.
    gianfranco messi .
    10/12/2014 alle 14:09
    dopo decenni mi chiedo perchè a Ferrara viene riconosciuta anche solo un pò di autorevolezza. Come mai? Il suo curriculum è molto inferiore a quello di tanti altri professionisti che nessuno conosce.
    Giancarlo Milani .
    10/12/2014 alle 13:45
    Ho ascoltato ieri sera Ferrara a Ballarò. ha l'atteggiamento di quelli che "minimizzano" le vicende o per essere falsamente originali o, peggio, per fare come i mafiosi che dicono che "la mafia non esiste" con lo scopo di mettere tutto a dormire o infilarlo nel comodo dimenticatoio della gente. Oltretutto dal pulpito di Ferrara non ci si può aspettare nulla di buono perchè non è indipendente economicamente. Bravo Beha.
    salvatore testa .
    10/12/2014 alle 11:11
    ..io non sto con gli ippopotami!

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