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  • Oliviero Beha
     
    31
    dic.
    2014

    Sul Colle “ci vorrebbe un amico”…

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    napolitano_

    Tra qualche ora Giorgio Napolitano diffonderà il suo nono e ultimo discorso di Capodanno alla Nazione. Poi, questione di giorni, abdicherà dal secondo mandato smozzicato. Nel frattempo l’habitat politico da Renzi in giù rimugina pubblicamente che “ci vorrebbe un Pertini”, con la stessa scioltezza con cui c’è chi dice (cfr. Sposetti, ex tesoriere comunista e post che ne ha viste e trattenute tante) “speriamo non sia uno Scalfaro”, inteso come candidato ben visto dalle Procure. C’è parecchia confusione sotto il cielo romano e la situazione – ce lo concederà il Grande Timoniere che nel caso non è Renzi… – non è affatto eccellente. Che non ci sia un Pertini in giro è più che ovvio: così come era palese la delicatezza di scegliere un Presidente della Repubblica subito dopo la strage di Via Fani.

    Eppur vero che nell’intervallo tra la sua seconda presidenza della Camera e il Quirinale l’ottantaduenne antifascista era stato lasciato ai margini, come anziano un po’ svampito più che altro dedito al campionato italiano del “lento fumo della pipa” (ero presente…). E invece, dopo aver battuto tutti i record di adesioni parlamentari facendo convergere su di sé Dc, Pci e Psi, il “vecchio” Pertini si dimostrò assai più giovane di molti altri e meno rimbambito di quanto non lo ritenessero i Grandi Elettori, inclini a votarlo forse anche per questo… Scalfaro invece uscì presidente sugli effetti devastanti sull’opinione pubblica della strage di Capaci, non farei quindi paragoni di sorta. Forse che adesso, mentre il Paese è in agonia anche se ci dicono il contrario, vedete all’orizzonte estese proteste popolari o iniziative politiche di massa di qualche respiro? Tolto Landini, e l’intermittenza di Piazza e di Palazzo del M5S, francamente ci avviamo a una elezione così importante con il popolo assai moscio. Anche perché l’inquilino del Colle non lo voterà lui, ma i suoi rappresentanti finiti in Parlamento grazie a una legge dichiarata inconstituzionale per vari aspetti dalla Consulta. Un pasticcio, via… A cui preventivamente si teme che vada ad aggiungersi il cosiddetto fenomeno dei “franchi tiratori”. Espressione che politica e media hanno ridotto a una formula molto negativa, rovesciandone così la clessidra semantica ed etimologica. Ma come, secondo l’art.67 della benedetta Costituzione che si continua a smucinare con il sorriso i singoli parlamentari devono rispondere alla loro coscienza senza vincolo di mandato (per Grillo è la Rete che li manda, ma voglio pensare a un calembour), e poi debbono votare secondo le strette direttive di partito? E il partito che fa? Si accorda con un altro partito, leader to leader, per esempio al Nazareno, affinché per il Quirinale ed altro si voti in un certo modo. Siamo sicuri che sia giusto e normale così?

    Del resto il Napolitano che se ne va ha accettato e condiviso tutto questo, mentre “fungeva da punto di equilibrio per l’intero Paese”. E non mi aspetto quindi un colpo di coda stasera, nel famoso discorso a reti unificate: ce lo vedete che nel momento culminante del finale travolgente per esempio chieda a “italiane e italiani” se sappiano che dopo tutte le Tangentopoli di questo mondo non è stata ancora fatta una legge sui partiti? Ebbene sì, essi determinano tutto ma restano ancora dopo il macello politico nostrano associazioni private, bocciofile con minirequisiti di diritto civile abitualmente ignorati e senz’anima giuridica. Tale legge l’aveva promessa Bersani, ma sappiamo come è andata… Non credo che Napolitano ne farà cenno. Ha salvato la patria da Berlusconi con Monti (!?!), e Berlusconi riciccia per contribuire alla scelta del suo successore, mentre Monti scrive decreti attuativi per il Job’s Act del Nostro di Firenze…Dunque l’unico politologo che abbia individuato il problema resta lui, Antonello Venditti: semplicemente, sul Colle “ci vorrebbe un amico…”.

    Buon Anno.

    Oliviero Beha, Il Fatto Quotidiano

    Postato da Redazione
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    dallafo .
    04/01/2015 alle 13:23
    io azzardo il mio pronostico : Pierferdinando Casini al Q Quirinale.Si ricordi di Daniele da Torino quando succederà. p.s. : Non ho doti da chiaroveggente.
    Dopp. .
    01/01/2015 alle 21:56
    Il mio ricordo di Napolitano? Quando prima di partite per i mondiali diceva che sperava di arrivare al massimo tra le prime quattro...che grande intenditore di calcio..già sapeva che non si poteva vincere col modulo di prandelli....
    Dopp. .
    01/01/2015 alle 21:46
    Napolitano che cita don Carminati come il papa benigni..il trionfo della morale di sinistra che trova slogan come le puttane che rimorchiano i clienti sulla statale..rimasti senza ideali e pezze dappoggio si scelgono amici e nemici con complicità dei giornaletti.
    dallafo .
    31/12/2014 alle 16:49
    la paura è che l'amico si chiami Amato Giuliano.

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