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    30
    gen.
    2015

    D’accordo, De Masi. Totalmente d’accordo

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    parlamento-italiano

    Un rito desueto
    di Domenico De Masi, Inpiu.net

    Due consecutive elezioni del Presidente della Repubblica, per di più accorpate in meno di un biennio, hanno dimostrato quasi con sfrontatezza come le norme che regolano questo passaggio fondamentale della nostra vita democratica siano inadeguate e come gli attuali partiti politici non siano in grado di colmarne le lacune. Mentre il sindaco, il presidente della Regione, il parlamentare del mio collegio sono scelti da me elettore, che con questo atto esercito il diritto fondante della mia cittadinanza, la massima carica dello Stato che mi governerà per i prossimi cinque anni sono stati praticamente indicati da due miei concittadini, nel chiuso dei loro abboccamenti privatissimi. Uno di essi non ha mai avuto dagli italiani neppure il mandato parlamentare e l’altro è un condannato in terzo grado per frode fiscale, cioè per uno dei delitti più infamanti che possa commettere un uomo di Stato.

    Così, in assenza della scelta popolare adottata in tutti i Paesi civili del mondo, l’individuazione del Presidente che governerà l’Italia nel prossimo quinquennio è degradata a gioco salottiero nei talk shaw televisivi, che hanno cercato di tamponare il loro declino nutrendosi di questa kermesse posta alla pari dei quiz che accompagnano il festival di San Remo e il campionato di calcio. La parte più opaca del giornalismo e della cultura si è prestata a questo gioco al ribasso innescato dai soliti dieci anchormen che guidano le danze sgangherate dell’informazione in Italia. Il risultato complessivo di tutta questa operazione, offensiva per la dignità di un Paese che ha conquistato la democrazia al prezzo di milioni di morti, è una ulteriore disaffezione nei confronti della politica e la condanna del prossimo Capo dello Stato a un rapporto scialbo se non ostile con la massa degli italiani che, a prescindere dalla sua statura intellettuale, lo considereranno comunque generato da un inciucio oligarchico.

    Postato da Redazione
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