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    08
    feb.
    2015

    Da Lincoln a Renzi, il mercato dei parlamentari nella patologia della politica

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    parlamento-italiano

    Fa scalpore tra gli uomini di buona volontà la differenza di trattamento per le transumanze parlamentari: passi che so dall’IDV a Berlusconi e sei un traditore, uno zozzone, un venduto, uno Scilipoti. Fai il percorso inverso e dalle radure montiane o dalle guglie del M5S affluisci da Renzi ed è scouting, normale amministrazione, “convinzione delle coscienze che cambiano idea o maturano”.

    Siamo di fronte a una gigantesca presa per i fondelli perché:
    1) Da che mondo è mondo “si convincono” gli avversari parlamentari con denaro, prebende, potere, lusinghe, a fin di bene come il presidente Lincoln nell’omonimo film (abolizione della schiavitù) o a fin di vantaggi più o meno spiccioli, personali e politici.
    2)La differenza di valutazione che il lessico esalta nei due casi citati rende l’idea della malafede imperante.
    3) Di qui nasce la richiesta (Lega, M5S) dell’abrogazione dell’assenza costituzionale del vincolo di mandato, ovverosia della possibilità del singolo rappresentante del popolo di rispondere prima alla sua “coscienza” (da intendersi alla lettera oppure mercantilmente)  che al vincolo di partito, nelle file del quale è entrato in Parlamento.

    Davvero si pensa che questo sarebbe un passo avanti sulla strada della democrazia? Centralizzare le coscienze non sarebbe un “affare da screanzati” (cfr. il meraviglioso scrittore Tommaso Landolfi)?

    o.b.

    Postato da Redazione
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    6
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    guido bassi .
    09/02/2015 alle 16:14
    Sono d'accordo sulla nota, non sul titolo, che suggerisce un paragone assurdo fra Lincoln e, diciamo, Scilipoti nel segno della "patologia" della politica. Ma quella del Lincoln di Spielberg non è patologia, è politica, forse addirittura con la maiuscola, in una società già "liquida" in cui troviamo rovesciata e incomprensibile per noi la situazione odierna, con i repubblicani al posto dei democratici e viceversa. Le attuali transumanze parlamentari (non tutte uguali effettivamente: una cosa è trasferirsi da Nord a Sud, un'altra da Nord-Est a Nord / Nord-est), deplorevoli o perfino inutili (come l'ultima), spiegabili o inspiegabili, si muovono comunque tutte sul terreno dell'umano-(davvero)troppo-umano.
    Francesco Cuccuini .
    09/02/2015 alle 08:47
    Il vincolo di partito non mi convince. Anche perchè, pur obbligato a restare nel partito con cui sei entrato in parlamento, puoi sempre votare come il partito a cui vorresti approdare. Che fanno ? Ti buttano fuori dal partito... ma non puoi andare via. Punterei piuttosto sul massimo di due legislature. Ola
    Francesco Sanna .
    08/02/2015 alle 19:54
    Vincolo di mandato per evitare tali prese per il culo. Due legislature, e a casa ad occuparsi delle proprie mansioni. FINE cioè del professionismo politico.
    stefano .
    08/02/2015 alle 19:47
    vincolo di mandato e due legislature
    Bruno Amore .
    08/02/2015 alle 15:27
    Il termine "democrazia" andrebbe sostituito con "prezzemolo", tanto viene utilizzato da chiccchessia per richiamare, criticare, condannare chiunque, in politica ma anche nelle riunioni condominiali, non si sottoponga al "politicamente corretto": che non vuol dire nulla. Abbiamo innalzato lodi al signore che ha reso nulle le ideologie e conseguentemente depotenziato i partiti, unico caposaldo di remora morale degli iscritti e degli eletti. Resta la coscienza di chi ha chiesto voti per realizzare delle cose e rimane la sua libertà di adoperarsi a quello scopo "intruppandosi" con chi è più vicino al suo pensiero, quando ne avesse uno. Ma farli decadere quando "cambiano casacca" non ha senso politico visto che vengono eletti in liste e non scelti dal votante. Si trattasse di elezioni con collegio uninominale, quelli che l'avessero eletto, potrebbero chiedergliene conto. Ora chi lo dovrebbe dimettere, il compilatore della lista bloccata nella quale è stato eletto?
    elena guerini .
    08/02/2015 alle 12:55
    buongiorno stimato Beha. Credo ormai che di democrazia ne resti ben poco ovunque parte si guardi, forse la democrazia non funziona in questo parlamento e in questa Italia? Come cittadino se votassi un parlamentare che dopo poco ,lusingato da promesse e vantaggi ,cambi partito non ne sarei per niente felice e preferirei un vincolo di mandato ,almeno in questo caso.E mi chiedo ..possibile che il parlamentare voltagabbana non entri nel movimento 5 stelle? Nessuno, nemmeno per idea,tutti che ambiscono agli altri partiti ,ma al M5s no !Perchè guadagnano poco? Sono sotto dittatura?Troppo impegno? O troppo onesti? Io penso la prima.Cosa vuole dire democrazia? Poter vendersi al migliore offerente? Grazie Elena

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