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  • Oliviero Beha
     
    05
    feb.
    2015

    Grillo due anni dopo E tra due anni?

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    lettera-beppe-grillo-mattarella

    Come spesso, la nota più incisiva intorno all’insediamento quirinalizio di Mattarella è venuta da Beppe Grillo. Nella lettera inviata al Colle, mentre Berlusconi faceva la sua solita parte di scadente capocomico di provincia, l’ex comico “vero” manifesta vari auspici al neopresidente, a partire dall’esortazione a non firmare leggi incostituzionali. Perché è il punto più importante? Anche i riferimenti alla lotta alla corruzione e alla simbiosi criminalità organizzata-partiti lo sono, naturalmente, ma poi accade che come si è visto per il ddl in sonno quegli stessi che applaudono insabbiano quando non cogitano leggi inclini alla corruttela.

    Invece lo spunto dell’incostituzionalità è il vero osso da rodere dell’intiera situazione politica. Afferri il capo del filo, tiri e si sgomitola con l’Italicum un po’ tutto il paesaggio: il patto semiclandestino del Nazareno da esso condizionato e ora sbriciolatosi alle pendici del Colle, il movimentismo senza prigionieri di Renzi che pospone l’intiero Paese alle “riforme” (virgolettate perché parrebbe che l’importante non sia in che cosa consistano ma solo nel fatto che consistano), la garanzia implicita che non si vada a votare fino al 2018 e tutti, da Alfano in poi, riescano a conservare poltrone e sgabelli. E Grillo scrive a Mattarella oggi presidente del Csm ma fino a ieri giudice della Consulta che ha bocciato per illegittimità e incostituzionalità il “Porcellum” senza che nessuno se ne sia dato per inteso: era pacifico che fosse un richiamo a modificare la legge elettorale e a metterla in pratica il prima possibile.

    Non si evince da nessuna parte che si dovesse “salvare la legislatura” dopo simili sentenze della Corte e della Cassazione. Ma l’Italicum sembra andare in direzione opposta, verso il mantenimento dell’attuale “perverso” Parlamento e il varo di una legge recidiva, di nuovo a rischio di incostituzionalità. Di qui il richiamo di Grillo. Ma se, diciamo così, l’M5S è così forte agli orali, che pensa di fare agli scritti? Fuor di formula scolastica, due anni fa sulle ceneri di una politica politicante & esercente mostruosa in Italia si è avverato un Movimento cresciuto elettoralmente fino a risultare il primo alla Camera (senza il conto dei voti dall’estero): l’ha votato un italiano su quattro. Da allora, al netto di dissidenze, polemiche, diasporette e bagarres telematiche, periodicamente ci si interroga su quale possa essere il futuro e il disegno più generale, la “visione” del M5S. Molti infingardi politico-mediatici lo fanno fregandosi allegramente le mani per ogni sondaggio che lo riguardi negativamente, alcuni (quorum ego) vorrebbero tuttavia non veder disperdersi non tanto i voti quanto lo spirito e la strategia di fondo del Movimento. E ogni occasione importante è un metronomo per tentare di capire.

    Mi si obietterà: ma è tutto lineare, non lo vedi, democrazia del web, nomi, vince Imposimato improvvisamente popolare nelle piazze e lo si vota per il Quirinale. E così abbiamo fatto il nostro. Sarò tardo di comprendonio, ma mi pare resti tutt’intiera la domanda: va bene, ma per fare che? È una lotta di lungo periodo, con il M5S di Piazza e di Palazzo (dove peraltro lavora egregiamente) che aspetta come Agata Christie che defungano tutti gli altri partiti per auto-consunzione e raggiunto limite di impresentabilità? E quando pensano che ciò accada, eventualmente? E nel frattempo non si polverizza il Paese? E quindi ammesso (!?!) che alla fine Grillo vinca invece che sopravvivere e basta, nel frattempo non avremo perso tutti? Sono passati due anni dal trionfo: è troppo chiedere dove pensano di ritrovarsi tra due anni, e – insisto – complessivamente per fare che?

    Oliviero Beha, Il Fatto Quotidiano

    Postato da Redazione
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    Dopp. .
    05/02/2015 alle 23:35
    " due anni dopo twitter" Renzi diventa premier..i terroristi fanno propaganda..e grillo viene travolto..ma quando si smetterà questo gioco perverso di raccontare la realtà con questi mezzi che di libertà non hanno nulla se non la facilità con la quale si fa lavaggi di cervelli di masse alle quali non è rimasto nient'altro da credere se non a un dio tecnologico con i suoi feticci da propaganda ?? Al settimo giorno dio si fece un selfii sul suo profilo e il mondo degenerò..

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