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  • Oliviero Beha
     
    17
    mar.
    2015

    L’avvenire del fascismo-show

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    dolce-e-gabbana

    1. IN ATTESA DI MANDARLI AL ROGO, LA “PINK MAFIA” DI HOLLYWOOD BRUCIA I VESTITI D&G – 2. A CAPO DEL TRIBUNALE SUPREMO NAZI-GAY C’E’ IL PRODUTTORE RYAN MURPHY (“AMERICAN HORROR STORY” E “GLEE”), DUE FIGLI “SINTETICI” CON IL MARITO DAVID MILLER, CHE INVITA I COLLEGHI DI HOLLYWOOD A NON USARE PIÙ LE LORO CREAZIONI NELLE LORO PRODUZIONI
    Dagospia.com

    da Hollywoodreporter.com
    Il produttore Ryan Murphy (“American Horror Story” e “Glee”) sta gettando nella spazzatura i vestiti di Dolce & Gabbana in risposta alle loro esternazioni sui “figli sintetici” e contro le adozioni gay. Murphy promette di non usare più le loro creazioni nelle sue produzioni e invita i colleghi di Hollywood a fare lo stesso. Lui ha due figli con il marito David Miller e si sente oltraggiato, inizia una campagna di boicottaggio simile a quella fatta contro il sultano del Brunei per le politiche anti-gay del “Beverly Hills Hotel” e dichiara: «Non è solo una questioni gay, riguarda anche moltissime donne. La fecondazione in vitro è un miracolo della scienza che aiuta le famiglie a coronare i loro sogni. Non credo che queste famiglie compreranno più un simile marchio».

    La polemica si ripercuoterà anche sulla comunità gay, che ha sempre amato gli abiti a firma D&G: «E’ così ignorante e datato parlare in questo modo. Oggi esistono tipi diversi di famiglie. Invito tutti a buttare i loro vestiti nella spazzatura o a ridarli indietro. E’ davvero ipocrita, soprattutto visto che Stefano anni fa si era detto disponibile alla fecondazione artificiale. Sognava di avere un figlio. Hanno venduto l’immagine della famiglia nelle recenti campagne pubblicitarie e nelle passerelle, e questo è il massimo dell’ipocrisia. Le famiglie non si usano come uno stratagemma. La mia prerogativa ora è farli fuori dai miei show».

    Alla campagna di boicottaggio hanno già aderito Elton John, che sui social ha lanciato l’hashtag #boycottDolceGabbana, la tennista Martina Navratilova, Ricky Martin e Courtney Love, che sul web ha scritto: «Ho appena raccolto tutti i miei vestiti Dolce e Gabbana e li voglio bruciare. Non ho parole». ha anche postato un mosaico “Volta & Gabbana” che mette a confronto la copertina di “Vanity Fair” del 2005, dove i due stilisti posavano circondati dai bambini sotto il titolo ‘Il desiderio di essere padri’, e la copertina di “Panorama” con il titolo “Viva la famiglia (tradizionale)”.

    2. I GAY LINCIANO DOLCE E GABBANA
    Je suis arcaico. E dunque sto con Dolce&Gabbana: non fraintendetemi, non intendo quello. Anzi, se devo dire la verità quei due non mi sono mai piaciuti, odio la moda, mai stato a una sfilata, tanto meno alle loro feste chic con super ospiti alla Madonna, trenini, coriandoli e cocktail, tutto rigorosamente in stile omosex.

    Però ecco, se mai avessi avuto un capo Dolce&Gabbana oggi l’avrei esibito con orgoglio in faccia a tutta la gente che piace, da Elton John a Victoria Beckham, passando per Courtney Love e Ricky Martin, quelli che in queste ore stanno invitando a boicottare i negozi D&G. O a bruciarne i vestiti. In attesa, magari, di bruciare direttamente loro. Che, tanto, sono «arcaici»…

    Com’è che, al giorno d’oggi, da stilisti alla moda si diventa arcaici, in pochi attimi? Semplice: basta dichiararsi non del tutto contrari alla famiglia tradizionale. Non bisogna mica esporsi troppo, macché: basta dire una cosa rivoluzionaria, come per esempio che per fare un figlio ci vogliono una mamma e un papà, ecco. Che due uomini, per quanto si impegnino, non ce la faranno mai da soli. E due donne neppure. Basta questo.

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    Postato da Redazione
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