• Biografia
  • articoli
  • rubriche
  • scrivimi
  • Oliviero Beha
     
    08
    apr.
    2015

    E il mago Silvan fece sparire Milano 2015

    Condividi su:   Stampa
    3eventitraloro

    Sta avvenendo un fenomeno curioso, anche se non inedito: nella percezione mediatica la macroscopicità di un evento ne cancella o ne riduce la visibilità. Percepita, appunto. Prendo dal mazzo tre casi apparentemente del tutto slegati, ma in realtà confluenti in modo diverso nella stessa direzione: quasi un mago Silvan del sentire comune operasse perché il troppo grande sparisse per colpa della sua stessa enormità. In giro per Roma, in attesa di un Giubileo che mette i brividi fin da ora, è tutta una pubblicità a Milano Expo 2015. Come se fosse vera, o come se i preparativi fossero giusti e tempestivi: e invece sappiamo o sapremmo tutti che le avvisaglie di una bufala gigantesca sono sotto i nostri occhi, anche solo analizzandone gli aspetti logistici e trascurando le contiguità con la delinquenza organizzata, travestita da politica oppure no. Non la inaugurerà Mattarella, forse anche il Papa latiterà. E passi. Ma il 1° maggio Expo 2015 non sarà pronta, ed è un fatto che dovrebbe far drizzare i capelli in testa a tutto un sistema mediatico che ne parla ormai da anni, sia pure distrattamente e cercando con cautela di sopire e troncare… Se un pasticcio del genere fosse successo in un altro Paese, saremmo qui a gridare allo scandalo. E invece stiamo giorno per giorno, pur in mezzo alle notizie che sembrano per lo più date malvolentieri (non su queste colonne, ok), normalizzando una pena infinita che avrebbe dovuto innalzare l’Italia su scala planetaria e inevitabilmente provocherà l’effetto contrario. Sembra che ci sia una congiura generale per comportarsi “come se” Expo rispondesse alle attese.

    Forse la bolla di sapone è troppo gonfia per accettarla. Ancora. Ier l’ altro era l ’anniversa rio, il sesto, del terremoto de L’Aquila. Che non è stato solo un terremoto con le centinaia di morti che sappiamo. Una ferita al Paese, una prova per tutta la comunità, una resa dei conti (mancata, mancatissima) della politica nel momento della tragedia. Non sto a rivangare sei anni di vergogne. Ma che Renzi, proprio lui non un rappresentante del suo governo, non si sia sentito in dovere di condividere fisicamente con la sua presenza i postumi di un simile dolore dovrebbe far inorridire per insensibilità. Non è così, salvo ovviamente per le reazioni di coloro che ancora pagano dazio a quel terremoto. Non è così perché ignorare L’Aquila è una dimostrazione di disinteresse tale che si annulla da sé, nelle querimonie scontate. È troppo, quindi evapora, o a sua volta si normalizza nella sfera negativa di chi ormai a un disinteresse del genere è tragicamente “abituato”.

    Infine pesco dalla politica, e dal Pd. Come sapete intorno alla riforma del Senato e adesso a quella della legge elettorale in campo le forze sono disposte con sufficiente nitidezza: da una parte Renzi “che va come un treno” , dall’altra l’opposizione filobersaniana o post-vecchia nomenklatura che gliele manda a dire. Appunto. Non c’è stata finora un’azione concreta di opposizione (non entro qui nel merito della questione) ma solo chiacchiere, minacce risibili, dilazioni ondivaghe ecc. Tale insignificanza, da “ tienimi se no glie meno ”, avrebbe dovuto scatenare una ridda di notizie e commenti, per il vuoto politico che comporta. Invece, praticamente nulla se non la chiosa minimalista e anche qui la normalizzazione del niente.

    Fatti molto diversi, dicevo, certo. Ma che scompaiono tutti così nella loro realtà eccessiva, quasi non ce li potessimo permettere mediaticamente e quindi presso l’opinione pubblica, che li per de di vista abbacinata per troppo sole. Il tutto con il denominatore comune di un’abitudine alla resa, al piano inclinato lungo cui rotoliamo da un pezzo fingendo di no.

    Oliviero Beha, Il Fatto Quotidiano

    Postato da Redazione
     commenti
    Commenti
    1
    Lascia un commento
    Dopp. .
    08/04/2015 alle 20:53
    " non c'è stata finora nessuna azione concreta( se l'avesse detta erri de luca..in questo paese ovattato dove alcuni possono fare e altri non possono neanche parlare..e quindi facciamo questo Expo..).come se per ii media il successo(che poi la qualità di una manifestazione debba esser affidata solo al numero di padiglioni visitati o per meglio dire " battuti"fa ridere)di sta roba fosse solo di farinetti o Renzi è il fallimento invece colpa della mafia( che finalmente ora si batterà col falso in bilancio...)...intanto la Juve si porta avanti col lavoro...

    Lascia un Commento

    L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

     
    Facebook
    Newsletter
    Resta sempre aggiornato sulle novità del sito di Oliviero Beha
    * Questo campo è obbligatorio