• Biografia
  • articoli
  • scrivimi
  • Oliviero Beha
     
    14
    apr.
    2015

    Parma-Juventus, una sceneggiatura impeccabile

    Condividi su:   Stampa
    parma-juve

    Che ci sia dietro una sceneggiatura a più mani o una sorta di Pro Loco organizzativa, bisogna riconoscere che nell’ultima giornata di campionato le cose sono state fatte in grande, come meglio non si sarebbe potuto. Lo so, dopo aver passato una vita a raccontare un calcio malato e sporco, attraverso inchieste intercontinentali messe naturalmente a tacere, ed essere stato persino frainteso nella storiaccia di Calciopoli non accontentandomi di pezzi di pseudoverità lanciati nelle fauci delle gabbie mediatiche, adesso immaginereste la ipotesi più banale: il Parma in fallimento sconfigge la Juventus, ormai al suo quarto scudetto consecutivo e nei quarti di Champion’s League, in omaggio al betting, alla montagna di scommesse a favore dei Campioni. Quindi lo sceneggiatore summenzionato o l’agente della Pro Loco coinciderebbero con il caposcommesse e allora via, tutto si spiegherebbe secondo i soliti canoni: quelli raccontati raramente e con grande fatica, praticamente mai se non ci si mette di mezzo qualche Procura (della Repubblica, non quella risibile federale interna a Rotondolandia).

    E invece no, non credo fino a prova del contrario che ci sia stata una corsa clandestina a puntare su una davvero imprevedibile eclissi della Juventus, reduce dall’aver fatto a fettine con un undici rimpinzato di rincalzi – pur sempre da Juve – la Fiorentina nella semifinale di Coppa Italia. Casomai banalmente mi assiepo a coloro che pensano a una squadra distratta dalla andata con il Monaco, un po’ svuotata dall’impresa infrasettimanale, certamente incline a prendere la trasferta di Parma come un semplice accadimento obbligatorio del calendario essendo il Parma la squadra e soprattutto la (non)società che è. Difficile non sottovalutarlo, dopo tutto quello che è accaduto negli ultimi tre mesi. Rimane il fatto eclatante che il Parma scamuffo che abbiamo sotto gli occhi batte senza nulla rubare la migliore squadra italiana, quella che non perde mai o quasi, quella che ha abbastanza stamina per surrogare tutto il resto del campionato, quella che non si dimentica mai il coltello tra i denti ecc. ecc.

    Così facendo, in un torneo che pare aver aggiudicato il titolo da un pezzo e molto probabilmente le tre retrocessioni (quorum Parma) accontentando le folle con le scaramucce per i posti a sedere o in piedi in Europa, Parma-Juventus ha costituito il più straordinario spot sulla rotondità misterica della palla che ci si potesse immaginare. Tutto il repertorio fondato sull’immaginario del calcio come possibilità si è inverato in un pomeriggio di sabato, alla faccia di ogni considerazione critica stramotivata sulla penosità del calcio italiano stesso. Allora è vero che non è come nel resto, in cui vincono sempre i più forti, è vero che persino il Parma peggiore può battere la Juventus, è vero che la forza emotiva del pallone scardina gli apparati critici e muove la manovella del tifo ricaricando singoli e comunità.

    Ad esempio, vi ricordate la telefonata tra il presidente della Lazio, Lotito (a proposito, chapeau perché se ne intende e sceglie bene giocatori e tecnici anche se per altri versi incute timore…), e quel tal Iodice dirigente dell’Ischia (ma c’entrerà qualcosa con lo scandalo del sindaco arrestato?), in cui Lotito per l’ennesima volta srotolava il manifesto del “suo” calcio paventando un Carpi in serie A a scapito di inappetibili diritti tv? Bene, Parma-Juve andata così spazza via anche discorsi di questo genere polverizzandoli, posponendo gli interessi al campo, alla sfera che va dove vuole, alle componenti psicologiche del giocatore e della squadra tutta, alle variabili ambientali (ma dove andiamo a giocare, a Parma? Ma ci saranno le docce?….).

    Si può obiettare che una partita così su uno dei due piatti della bilancia, essendoci sull’altro la situazione grottesca complessiva del pallone nostrano bancarottiere, non può compensare nulla, e viene dimenticata il giorno dopo. Non ne sarei tanto sicuro. Ovviamente per la Juventus si tratterà solo di una pausa, di un’amnesia momentanea, di una contro-giornata. Come pure può essere che il Parma addirittura si svuoti ulteriormente dopo aver realizzato l’impresa nell’incredulità generale, destinato com’è a combattere su altri piani burocratico-fallimentari la propria battaglia. Ma si sottovaluta il virus del pallone, il motivo per cui continua ad attrarre le folle anche se spesso lo spettacolo è di scadente fattura, quel potenziale emotivo tra la guerra sublimata (non sempre, ahinoi…) e la fede dichiarata che non ha oggi ancora eguali sul pianeta, se non si valuta pienamente il senso di questo sbertucciato Parma-Juve, che si è incaricato di rappresentare tutto il meglio virtuale della Rotondolatria così spesso affogata negli scandali. Sì, lo sceneggiatore sapeva dove mettere le mani. Degli altri non saprei…

    Oliviero Beha, Il Fatto Quotidiano

    Postato da Redazione
     commenti
    Commenti
    2
    Lascia un commento
    Dopp. .
    14/04/2015 alle 16:17
    gli stadi si riempiono per pochissimo in Italia ma facile mete si svuotano...non mi meraviglierei che dopo questo ciclo ( annunziato da conte che parlo di tre scudetti nella famosa conferenza stampa con gli avvocati..) anche lo Juventus stadium costruito ( e per fortuna inaugurato con uno scudetto..)per apparire sempre strapieno incominci a svuotarsi un po'...si potrebbe dire che gli stadi sono la cifra la metafora di come si muovono le masse..e a questo Renzi servirebbe studiarne un po
    Dopp. .
    14/04/2015 alle 16:02
    Sulla Rai: " la favola dei piccoli che battono i grandi..da raccontar ai nipoti....roba da renziano scemi narcotizzati.." La favola della Lazio che passa dallo stadio vuoto allo stadio strapieno...sempre di " favole " viviamo..anche se non si chiamano più " balle" come una volta..in onor forse della favola di " Pinocchio " Renzi?

    Lascia un Commento

    L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

     
    Facebook
    Newsletter
    Resta sempre aggiornato sulle novità del sito di Oliviero Beha
    * Questo campo è obbligatorio