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  • Oliviero Beha
     
    09
    mag.
    2015

    Un contributo per la comprensione dell’Italicum

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    Elezioni

    L’Italicum è una legge bruttissima.
    Il fallimento filosofico di una norma tecnicamente pessima.
    Di Marco Ottanelli

    Entrerà in vigore solo a luglio del 2016, per dar tempo al processo di riforma costituzionale che abrogherà il Senato elettivo. Se per disgrazia (…o per fortuna…) le Camere dovessero essere sciolte prima di quella data, salterebbe tutto. Ma questo sarebbe un altro articolo.
    Una legge approvata, anche a larga maggioranza, anche con gli hurrà dei fans, non è detto che sia una legge buona, che sia una legge bella. L’Italicum è una legge bruttissima, pessima. Sotto molteplici punti di vista, non ultimo quello puramente tecnico: coloro che l’hanno scritta e voluta hanno fatto un lavoro dozzinale pieno di errori, vera causa del tanto lamentato ritardo nella sua approvazione, nonostante il Presidente Renzi lo attribuisse ai gufi ed altri animali: ogni volta che si leggeva in aula o in commissione un comma, saltavano fuori incongruenze, contraddizioni, calcoli sbagliati, grossolane castronerie, alle quali si cercava di ovviare in una serie di emendamenti e sub-emendamenti che rasentavano la pura follia verbale. Chi ha seguito le dirette audio parlamentari, sa.

    Proprio qua si trova il primo fallimento di quella filosofia e di quella politica, condivisibile o meno, del renzismo: il fare, fare subito, senza impedimenti, sfornare “una riforma al mese” che “ce lo chiede la gente”, che è tutt’uno con “Monti e Letta perdevano tempo e rimandavano, noi concludiamo”; fallimento politico perché, neanche al chiuso del Nazareno, Renzi è riuscito a buttar giù un testo appena decente, e lo ha imposto nonostante i mille problemi funzionali (se non costituzionali) che provocherà, alla faccia del ghe pensi mi (…opsss); fallimento filosofico perché la sua forsennata voglia di giovanilismo, di risolutezza, di scatto, con tanto di affidamento di una materia tanto delicata quanto le riforme alla modesta Elena Maria Boschi, che s’è fatta la carriera nelle municipalizzate fiorentine, ha prodotto un ircocervo che niente ha a che vedere con quel limpido e scattante mondo color pastello a metà tra l’olio cuore e il mulino bianco che i renziani hanno fatto sognare durante e dopo le primarie.

    Continua a leggere l’Italicum è una legge bruttissima

    Postato da Redazione
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