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  • Oliviero Beha
     
    17
    lug.
    2015

    Capitale stravolta, Nazione inetta

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    scontri-casal-san-nicola

    Dagospia.com
    RIVOLTA CAPITALE – DOPO TREVISO, SCOPPIA LA PROTESTA ANTI-PROFUGHI ANCHE A ROMA: SCONTRI SULLA CASSIA, RESIDENTI E ATTIVISTI DI CASAPOUND CONTRO LE FORZE DELL’ORDINE – 4 AGENTI FERITI – SALVINI: NON ROMPETE LE PALLE A CHI PROTESTA

    Cassonetti incendiati e lancio di sassi e pietre contro la polizia al Casale San Nicola sulla Cassia durante il trasferimento di un gruppo di profughi nel centro di accoglienza allestito nell’ex scuola Socrate – A fianco dei residenti, attivisti di Casapound: “Da qui non ci muoviamo” – Nessun ripensamento del prefetto Gabrielli: “I profughi entreranno nel centro. Nessun passo indietro”.

    Da “Repubblica.it”
    Volano sedie, manganelli alzati, caschi in testa, urla, cassonetti incendiati e lancio di sassi e pietre contro la polizia. Tensioni e scontri sulla Cassia a Roma, precisamente al Casale San Nicola, durante le operazioni di trasferimento di un gruppo di profughi nel centro di accoglienza allestito nell’ex scuola Socrate.

    A poche ore della rivolta di Treviso dove i migranti sono stati trasferiti in una caserma, è scoppiata la protesta anche nella zona nord della capitale. I residenti sono sul piede di guerra, da tempo, supportati da CasaPound. Dopo una trattativa con gli agenti e diverse ore di presidio, la tensione è salita quando è arrivato un camioncino con a bordo alcuni migranti.

    La situazione è degenerata in pochi secondi: i residenti hanno indietreggiato, gli attivisti di destra hanno avanzato indossando i caschi, dai manifestanti sono partiti fischi e slogan “No al centro immigrati”, “andate via”, “è un abuso di potere”. Gli agenti hanno alzato gli scudi e trascinato via alcune persone, poi le cariche: un muro contro muro di CasaPound e degli agenti del reparto mobile in piena tenuta antisommossa, i sassi lanciati contro le forze dell’ordine con quattro agenti rimasti feriti, le manganellate e cittadini in lacrime. Il pullman con a bordo i 19 profughi è rimasto bloccato dietro i blindati, poi scortato ha percorso la strada tra cori di insulti e lanci di bottiglie fino a raggiungere l’ex scuola dove sono entrati insieme a un mediatore culturale.

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    Postato da Redazione
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