• Biografia
  • articoli
  • rubriche
  • scrivimi
  • Oliviero Beha
     
    22
    lug.
    2015

    Da Saatchi & Saatchi a Renzi & Renzi

    Condividi su:   Stampa
    renzi-new-yorker

    Dopo i fuochi artificiali della “rivoluzione fiscale” e del “patto con gli italiani” (si sorride per non piangere), con pieno merito bisogna riconoscere al Premier il primato della pubblicità in Italia. Altro che Saatchi & Saatchi, l’advertising di stampo emozional-politico viene monopolizzato dalla Renzi & Renzi, la nuova agenzia con sede a Palazzo Chigi. Chiunque pensi a una presa in giro del Presidente del Consiglio, si soffermi prima su un ragionamento planetario: non è forse diventata, per mille motivi a partire dal trionfo delle nuove tecnologie, la comunicazione nel suo complesso la cosa più importante che ci sia in giro? E allora è perfettamente consequenziale che il giovane spavaldo, d’estrazione familiare politico-pubblicitaria, abbia imboccato questa strada a passo di carica. La realtà non corrisponde o non può materialmente corrispondere al “claim” pubblicitario? E chi se ne frega, l’importante è il primo passo. E così si è sempre regolato, per un’opinione pubblica largamente infiltrata negli anni dalla dimensione pubblicitaria, nella quale come è noto da più di mezzo secolo grazie a Vance Packard e al suo “I persuasori occulti” le parole e la realtà non coincidono, lavorando le prime a confezionare sogni e raddoppiarli in bisogni.

    Intendiamoci, la cosiddetta propaganda, quella che rende pubblicitaria la politica degli annunci, non l’ha certo inventata Renzi. E la comunicazione, impasto strambo di informazione, pubblicità, propaganda e modo di trasmetterle, si sta imponendo da un pezzo sul palcoscenico pubblico dove tutti si trasformano più o meno maldestramente in attori. Renzi si è solo limitato ad elevare a potenza tutto quello che ha già fatto Berlusconi travestendolo di giovinezza e sedicente politica, in epoche però molto diverse. All’attuale premier è toccata la crisi, al suo predecessore anni in cui la crisi era mascherata da benessere che pubblicitariamente l’ex Cav vendeva politicamente in modo egregio, benché dovesse fronteggiare opposizioni certo più consistenti degli schiamazzi anti-renziani di oggi.

    Che viva in modo totalmente pubblicitario la sua stagione, Renzi lo dimostra anche nella sua ultima creatura, la rinata “Unità”, funzionale persino negli spazi bianchi alla scorta del leader. Giornale tra l’altro contrassegnato dalla pubblicità seria di aziende di primissimo piano, evidentemente pronte al mutuo soccorso. Insieme allo sviluppo della Renzi & Renzi, sta capitando però un fenomeno curioso: la pubblicità intesa comunemente, quella delle merci e non anche delle persone, almeno in tv e in radio si sta deteriorando a vista d’occhio e d’orecchio. E’ la cosa più importante, se infilata nell’imbuto della comunicazione, eppure sta degradando come mai in passato. La stupidità dilaga più del solito, e la spiegazione è che “la gente, i consumatori, sono sempre più stupidi”. Dunque ci si adegua, a Palazzo Chigi come nelle altre agenzie…

    Poi si vedono nefandezze a colori, sotto forma di spot a preservativi e prodotti del ramo, che gridano vendetta. Non per i preservativi, naturalmente, ma per la forma pubblicitaria che li propone. Per non parlare del reparto farmaci, o di quello devastante delle scommesse e dei giochi in genere: siamo invasi da formule pubblicitarie eclatanti con le avvertenze suggerite alla fine in modo semi-incomprensibile che i primi “possono creare gravi danni alla salute” e i secondi invece “dipendenza patologica”. In un Paese annichilito dall’azzardo e in grave crisi di identità sanitaria. E questo solo per degli esempi a braccio. Tempi duri, quindi: basteranno le speciali “reclame” di Renzi a renderli migliori?

    Oliviero Beha, Il Fatto Quotidiano

    Postato da Redazione
     commenti
    Commenti
    5
    Lascia un commento
    Emanuele66 .
    25/07/2015 alle 12:49
    Questo paese è ammalato di cialtroneria. Lo siamo stati tutti magari per gioco, nelle comitive, per poco tempo e per scherzo. La dimensione pubblicitaria impostati come bene dice Beha ha prolungato lo scherzo all'infinito ed ora come giusto, non fa più ridere. È diventata una commedia degli errori tragica. Come tutte le commedie di questo genere non può che avere un epilogo funesto. Ahinoi.
    Dopp. .
    24/07/2015 alle 23:00
    Magari il problema del paese fossero i cipollino cipollino di boldi...dietro le vesti di un pagliaccio si nasconde tutto un mondo vecchio colluso deviato di sempre..mascherato da merkettifici vari
    Dopp. .
    24/07/2015 alle 22:55
    Un monumento della comicità come massimo boldi non può esser umiliato così..
    Maria Rosaria .
    23/07/2015 alle 10:58
    Avevo postato un commento ,senza essermi registrata!Come sempre ,non si può non condividere le sue opinioni sempre puntuali e rispondenti alla realtà .Non è mia presunzione ,ma vorrei dichiarare che ,sin dalla comparsa sul palcoscenico del teatrino politico di tale personaggio ,non mi sono lasciata ,nonostante le gravi difficoltà del paese e le aspettative di un salvatore della patria, irretire dalle sue parole nè ho concesso alcuna chance di attesa di un qualche risultato positivo.non aggiungo altro a quanto lei scrive .Non si può ,però ,trascurare un pensiero compassionevole su quegli italiani che ,ancora persistono nel credere ai suoi sogan pubblicitari!
    Franco Lebrino .
    22/07/2015 alle 19:16
    Renzi a mio parere è un CIALTRONE,( prima che fosse persona pubblica partecipava in quiz televisivi). Un PERFIDO ARRIVISTA che non rispetta gli altri: (...stai sereno Enrico ), INGANNATORE: proclamatosi come il rottamatore (si presenta come castigatore dei cattivi ) e dunque ha finto di stare dalla parte dei deboli per carpirne la fiducia. Ascoltare lui mi sento preso in giro.

    Rispondi a Emanuele66 Annulla risposta

    L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

     
    Facebook
    Newsletter
    Resta sempre aggiornato sulle novità del sito di Oliviero Beha
    * Questo campo è obbligatorio