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  • Oliviero Beha
     
    16
    lug.
    2015

    E adesso parliamo di De Benedetti…

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    La centrale Tirreno Power
     
    La centrale Tirreno Power

    Fonte: Dagospia.com
    ‘QUESTA COSA PULITA NON POTRÀ MAI ESSERE’ – IL COLLOQUIO TRA IL SOTTOSEGRETARIO DE VINCENTI E ANDREA MANGONI, AD DI SORGENIA, CHE ALL’EPOCA ERA ANCORA SALDAMENTE IN MANO AI DE BENEDETTI, MENTRE ‘AGGIUSTANO’ LA LEGGE PER FAVORIRE TIRRENO POWER: ‘NON DEVE SEMBRARE UN’INGERENZA’
    Si cerca una via d’uscita, pure illecita, per riaprire gli impianti di Vado Ligure, sequestrati perché non rispettavano le norme ambientali: secondo i pm, i manager hanno distribuito un totale di un miliardo di dividendi invece di spendere i soldi necessari per evitare malattie e morti. Con la collaborazione della politica…

    Giuseppe Filetto per  “la Repubblica”
    «Il vice ministro Claudio De Vincenti esplicita ad Andrea Mangoni la sua preoccupazione perché il suo interessamento non venga visto come un’ingerenza ». Lo scrive il Noe nell’annotazione trasmessa alla Procura di Savona. «Bisogna stare attenti a non fare… delle cose che un domani peggiorano la situazione — dice De Vincenti, attuale sottosegretario alla Presidenza del Consiglio — : devo evitare di dare l’impressione di ingerenza… sennò… passo… facciamo il gioco del…».

    Attenzione alle date. È il 22 settembre 2014, è esplosa l’inchiesta sulla centrale elettrica Tirreno Power di Vado Ligure. Ci sono 87 indagati di disastro ambientale, omicidio colposo ed abuso. In gioco ci sono 800 posti di lavoro, la tensione cresce e c’è un problema di ordine pubblico. Azienda, amministratori e politici si muovono per riaprire gli stabilimenti di Vado, sequestrati dal gip.

    Mangoni è il direttore generale di Sorgenia (società da cui a marzo è uscita la Cir della famiglia De Benedetti), azionista di riferimento di Energia Italiana che, insieme a Gdf-Gaz de France, controlla Tirreno Power. Mangoni dice all’allora vice ministro dello Sviluppo Economico, non indagato: «Ti volevo chiedere: noi stiamo finendo i nostri giri… e siccome ora le scadenze sono della delibera della Regione… a noi ci viene soprattutto da lì, a livello istituzionale, ma anche di rappresentanza diciamo parlamentare di quei collegi… intendo dire nostri, cioè… Pd, una richiesta molto forte, di avere un segnale da parte del Governo».

    «Fammi sentire Burlando, così mi regolo un attimo…», promette il vice ministro.
    Si cerca una via d’uscita. Pure illecita. Anche se De Vincenti afferma: «Nel merito dell’azione di governo ho sempre operato nel rispetto delle leggi e ricercato le soluzioni possibili per salvaguardare l’occupazione. Non mi sembra sia una colpa».

    GLI AGGIUSTAMENTI A ROMA
    Giuseppe Lo Presti, dirigente del Ministero dell’Ambiente, ha il compito di preparare il rinnovo dell’Aia. «Una porcata — come la definisce nelle intercettazioni ambientali — scritta dal Ministero dello Sviluppo Economico». Che lui e il collega Antonio Milillo “devono sistemare”: «Il ministro fra un’ora andrà a parlare con l’altro ministro e devono mettersi d’accordo… Loro hanno scritto questa: “Al fine di salvaguardare i livelli di occupazione… è autorizzato l’esercizio provvisorio…”».

    Postato da Redazione
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