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    06
    lug.
    2015

    La verità sulla Grecia in due parole

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    La Grecia è sexy. E Terenzio è più attuale dei Nobel
    di Domenico De Masi, InPiu.net

    Recensendo un saggio su Voltaire di Raimondo Craveri, Benedetto Croce scrisse: “Craveri è riuscito a rendere confuso perfino Voltaire”. Parafrasando questa espressione, potremmo dire che Matteo Renzi è riuscito a regalare alle destre persino Tsipras. La differenza tra il neo-liberismo di destra e la socialdemocrazia di sinistra sta nel diverso rapporto con l’umanesimo. La socialdemocrazia mitiga il rigore metrico-decimale dell’economia con l’intelligenza emotiva del welfare, il concetto competitivo di liberté con il valore solidale di fraternité. Tsipras non è un comunista, e Varoufakis non è un collettivista, come si è spinto a dire qualcuno, evocando categorie rozzamente berlusconiane. I due si limitano a contrapporre l’esigenza di crescita a quella di austerità e si ostinano a ricordarci la dinamica reale delle vicende greche.

    I colpevoli dell’attuale situazione greca sono già altrove: hanno spremuto la Grecia con astuzia criminale, manovrando le leve del consumismo e dell’indebitamento, e hanno portato all’estero i loro capitali. Il popolo cui oggi si chiedono sacrifici non ha nulla a che fare con quei delinquenti, composto com’è da una piccola borghesia, da un proletariato e da un sottoproletariato manipolati e truffati per anni da quei colpevoli, con la piena connivenza degli attuali creditori internazionali. E ora è a quel popolo incolpevole – non agli arricchiti – che si chiedono ulteriori sacrifici, resi impossibili dallo stato terminale in cui esso versa.

    John Dewey diceva che l’educazione consiste nell’arricchire le cose di significato. L’intera vicenda greca ci sta educando; ci sta dimostrando quali sono i ritardi e le incongruenze dell’attuale Unione; ci sta costringendo a riflettere sul valore storico della cultura greca e sui nostri debiti nei suoi confronti; ci sta mostrando il discrimine tra la pochezza di alcuni intellettuali nostrani e la lungimiranza dei Sennett, degli Habermas, dei Piketty e dei Krugman; ci sta ricordando la frase di Terenzio che tanto piaceva a Carlo Marx: “Nihil humani a me alienum puto”. Con la giovane età dei suoi protagonisti e dei suoi votanti, con il loro orgoglio esuberante, la Grecia decrepita e stremata ha fatto apparire ancora più decrepita la nomenklatura europea, incapace di vincere persino quando ha il coltello dalla parte del manico. La “Grecia è sexi”, gridavano ieri i giovani di Atene, affrancandosi e affrancandoci forse per sempre dalla menopausa della classe dirigente europea.

    Postato da Redazione
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