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  • Oliviero Beha
     
    06
    lug.
    2015

    Le smanie (ridicole) del calciomercato

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    calciomercato

    Sostengono gli esperti del calciomercato, quelli che smanettano sugli smartphone anche mentre dormono dando le notizie indifferenti alla loro veridicità, che “da anni non si ricordava una campagna acquisti così scoppiettante”. Sarà, anche perché è sempre la storia dell’oste e del vino che deve essere buono, dal momento che giornali e trasmissioni radiotv e flusso sui siti decollano nei giorni del calciosuk addirittura più che con le cronache delle partite. Sarà, ma a me sembra un gran pasticcio con la sola certezza che i valori del campo vengono rispettati negli affari.

    La Juventus spende perché se lo può permettere, avendo i conti a posto e gli introiti garantiti dagli ultimi quattro anni di Champions. Così oltre a portare a casa il fringuello d’attacco più promettente a colpi di decine di milioni, Dybala, prende da svincolato un campione del mondo come Khedira. In più rastrella nelle varie categorie i giovani migliori e li prenota, o li acquista e li lascia maturare finché non diano frutti. E poi ci si chiede come mai almeno in Italia (ma adesso è competitiva anche in Europa) trionfa. Trionfa prima come società e poi come squadra, come è logico che sia.
    Nel suo piccolo, anche la Lazio con il suo deus ex machina chiaccheratissimo, Lotito detto Lotirchio, sa come far funzionare un club, prima la relativa campagna acquisti e poi la resa sul campo.

    Il resto è un pandemonio, a partire dalle due milanesi reduci dal campionato cittadino più scadente degli ultimi anni (qualcuno dice di sempre, ma non ci credo…). Stanno trattando i giocatori, uno al giorno o alla notte, come se davvero fossero pagine della raccolta Panini, figurine e non attori di uno spettacolo complesso. Il Milan sta cambiando tutto, pare con i soldi di Mister Bee e del fondo che rappresenta, e tra i giocatori che acchiappa e quelli che si lascia scappare in extremis è un autentico ambaradan. Davvero compra ciò che gli serve, essendo un organico un puzzle di cui non sbagliare le tessere? Non ne sarei così sicuro, anche se il presidente olgettino pare più caricato che in passato. L’Inter se è possibile, e con i soldi di Thohir di cui si lamentano le origini da paradiso fiscale, fa ancora peggio, accumulando giocatori su giocatori e alzando i prezzi astronomicamente per fare contenti i venditori. Arriva, per quasi 50 milioni tra costo e ingaggio a quel che si legge, dalla Francia strappato a Galliani un Kondogbia, che non sembra fino ad ora un talento extra size alla Pogba, costato nulla alla Juve e in proporzione stimato il doppio se non il triplo. Più logico un Allen, allora, sperimentato nel campionato italiano e forse nel ruolo di mastino tuttocampista il migliore dello scorso campionato. Costa un terzo del tal Kondogbia, vorrà dire qualcosa? Oppure si preferisce acquistare all’estero per i soliti, indicibili, “neri” e tangenziali motivi?

    Sulla sponda interista, poi, deflagrano le polemiche: sul caso Salah, che sarebbero in procinto di “scippare” alla abituale malaccorta Fiorentina, ci sono forti sospetti di irregolarità, con il telefono di Mancini forse non intercettato ma di sicuro caldo in periodi non abilitati ai negoziati. Direte: lo fanno tutti. Verissimo, ma si lamentano solo quelli che ne vengono danneggiati. Poi spunta il padre di un certo Imbula, perso dall’Inter in extremis per il Porto, che dice di essere stato addirittura minacciato dagli intermediari post-morattiani “che lo fanno vomitare”.

    Cose da non credere, e anche un po’ ridicole… Pensate se il campo con la effervescente protervia dei risultati si incaricasse di sconfessare tutto questo Carnevale di movimenti? Ci sarebbe da ridere… Non c’è nulla da ridere, invece, sulla storia di Platini, in corsa per cancellare l’ombra dello svizzero levantino Blatter, che sembra sul punto di rimangiarsi tutta la sua intemerata sul fair play finanziario, leggi la pulizia e l’accettabilità dei conti dei club. Per rispettarlo, in parecchi dovrebbero prima vendere per poter acquistare. Come leggete, non succede per nulla. Ma del resto di “scoppiettante” per ora ci sono soprattutto gli scandali, dagli arresti (caso Catania) ai rinvii a giudizio (caso scommesse). Questo però agli esperti interessa meno. Se non accende la luce una Procura (e non certo la Procura Federale di Palazzi, nomen omen…), meglio rimanere al buio. I riflettori usiamoli per le smanie del calciomercato.

    Oliviero Beha, Il Fatto Quotidiano

    Postato da Redazione
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    1
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    Dopp. .
    06/07/2015 alle 16:46
    I neri vanno molto di moda

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