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  • Oliviero Beha
     
    08
    lug.
    2015

    L’identità greca contro il vuoto di questa Europa

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    gracia-eu

    Ma bene, finalmente è stato scoperto il colpevole di tutto questo gran casino all’europea: sono quei disgraziati di greci che nel 61% di votanti al referendum di domenica hanno detto no, no a “questa” Unione Europea fatta di sola finanza, no a dei creditori che hanno ridotto sul lastrico il loro Paese assediato ormai dalla povertà e dai suicidi, no al “ricatto” della Merkel giorni prima del voto ellenico. La virgolettatura di ricatto sta per la sostanza delle cose: se viene stoppato dalla Cancelliera il tavolo dei negoziati perché il premier Tsipras ha indetto il referendum, con la formula che se ne riparlerà “il giorno dopo”, era evidente la forzatura sul popolo elettorale perché votasse “sì”.

    La disperata situazione greca, peggiorata negli anni, nei mesi e nelle ultime settimane per varie responsabilità economico-politiche anche degli stessi governanti greci, si è così unita alla reazione a tale “violenza” politica delle cancellerie europee, che altrimenti avrebbero potuto comunque continuare a trattare ad oltranza. Il combinato disposto della realtà e del viso dell’arme tedesco della vigilia ha acceso una fiammella che aspettava da tempo di ardere: quello del senso di identità, di appartenenza a se stessi e alla propria storia in un’idea accettabile di democrazia dal basso. Una specie di miracolo: contro i vantaggi del “sì” sul piano dei finanziamenti, dei prestiti da restituire e complessivamente dei mercati, contro l’intiera casta politica europea e la mediaticità di complemento anche in Grecia, germoglia la vittoria netta dei “no”, appunto oggi i nuovi colpevoli di ogni nefandezza per la Troika e i suoi sodali, all’evidenza intenzionati a non raccogliere minimamente il seme di questa lezione.

    Perché se la Grecia riscopre in una domenica estiva, pur ridotta a brandelli il sabato e il lunedì, il senso di identità, è proprio l’Europa che in tre lustri quest’identità politica comune non l’ha mai avuta, trovata, neppure cercata. Come pure il senso di appartenenza a se stessi e alla propria storia: che cosa ci trovate di lontanamente simile a questo nelle vicende dell’Unione Europea di cui parliamo tutti i giorni? Per tacere di democrazia dal basso, di quell’Europa dei popoli e non delle banche e dei mercati della cui latitanza si lamentano tutte le persone di buona volontà, facciano il Papa o altro. C’è modo anche di parlare di noi, i prossimi della lista nella scia della debacle finanziaria greca, che ahinoi non dipende dai “no” di domenica ma da quindici anni di “sì” sbagliati ed equivoci. Dove siamo noi, dove ci collochiamo, qual’ è la nostra identità, chi ce la dà?

    Assodata la pochezza quasi commovente di Renzi, che in mancanza di qualsivoglia statura politica bene fa a travestirsi da trainer di immagine e comunicazione con i tapini del Pd che gli sono rimasti, un giro d’orizzonte nelle nostre contrade ci dice che anche gli italiani, o soprattutto gli italiani nel contesto europeo, hanno smarrito qualunque particella d’identità, avendo dimenticato chi erano, non sapendo chi sono, non essendo in grado di figurarsi nel futuro. Forse anche noi avremmo bisogno del tizzone di un referendum per accenderci, andando oltre la peraltro sacrosanta preoccupazione del nostro precipizio finanziario accentuato dalla slavina greca. Il mercato della vita sembra aver preso il sopravvento sulla vita del mercato, e ne stiamo pagando un prezzo politico e civico da usurai. E questa dipendenza totale è semplicemente insensata e insopportabile. Dire “no” non è neppure una scelta, ma una necessità.

    Oliviero Beha, Il Fatto Quotidiano

    Postato da Redazione
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    4
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    Dopp. .
    08/07/2015 alle 20:56
    Più si ingrigisce lo scenario più renzi assume tutto il suo splendore, ci sguazza nella melma, ormai ci siam resi tutti conti che il livello è talmente basso e putrido, che Renzi non parla più alla pancia ma direttamente allo sfintere dell'italiano medio, ( quello convinto che sotto sotto esser furbi e un po' mafiosi ti fa evolvere in una dimensione diversa del solito borghesuccio di borgata) insomma..un po di mafia per tutti, un po di soldi freschi in più in busta paga con o senza marketta, un po di fica, un po di cazzeggio anulare..
    Dopp. .
    08/07/2015 alle 20:48
    sembrano sempre attuali sartre, Schopenhauer, Hegel, bene..il,concetto di libertà come libertà dallesser borghese, " noi siamo il nostro corpo" ( viviamo immersi in un futile marpterialismo borghese) , il tempo come concetto astratto pessimistico , veniamo ingoiati nei suoi vuoti e ne usciamo senza una coscienza storica
    Dopp. .
    08/07/2015 alle 20:40
    L'identità delle abbuffate scopate e ladrate di stato...infondo rimane ancora molto( zozzume) nel quale rotolarsi in questa europa..." Cosa ve ne frega dei valori e delle regole quando non hai la dittatura?? Fottetevi tutti ..
    Pasquale .
    08/07/2015 alle 13:47
    Troppo giusto, riscoprire l'identità ci libera. Non solo l'Europa è destinata a scomparire, ma anche l'attuale civiltà fondata su modelli assurdi e inumani.

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