• Biografia
  • articoli
  • rubriche
  • scrivimi
  • Oliviero Beha
     
    02
    lug.
    2015

    L’Italia, grossista di migranti bambini

    Condividi su:   Stampa
    bambini-migranti

    Lo sconcio pateracchio finanziario con la Grecia e il terrore sparso dall’Isis hanno momentaneamente rimosso dalle prime pagine la questione dei migranti. Il modo in cui è stato trattato sia il caso Tsipras che l’incubo del Califfato (che l’epocale migrazione mediterranea) dimostra un vuoto o perlomeno un grave deficit di politica da parte dell’Unione Europea, sempre più edificio costruito su malcerte palafitte.

    Nei giorni scorsi si è svolto a Mantova un Festival speciale, il primo International Children’s Rights, organizzato dalla Fondazione Malagutti Onlus che dal 2002 si occupa dell’assistenza di minori in difficoltà sulla falsariga della Convenzione Onu sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza del 1989. Il nesso tra migranti in generale e migranti giovanissimi o addirittura neonati, molti dei quali in viaggio disperato e solitario, è stato immediato. Ho partecipato a un focus sulla questione, che ha messo insieme vari addetti ai lavori del settore, rappresentanti di associazioni, testimonianze dirette di giovani sopravvissuti all’esperienza, ufficiali della Marina Militare impegnati in operazioni di soccorso ecc., e ne sono uscito stravolto. Un conto è seguire queste vicende ormai catalogate come rubrica sui media tra uno sbarco e l’altro, un salvataggio e l’altro, una strage e l’altra da casa propria, oppure anche in trasmissioni tv in cui la strumentalizzazione a priori la fa da padrona. Ben diverso è trovarsi infilato tra i racconti e le immagini di una tragedia senza confini. A partire dai più fragili coinvolti, appunto i bambini o addirittura i neonati che nel passaggio a braccia dalle imbarcazioni di fortuna alle navi salvifiche stringevano il cuore. E’ naturale che i bambini o più in generale i minori siano i primi a dover essere presi in considerazione, perché hanno più vita da vivere e sono i più indifesi. Non hanno scelto nulla, si sono trovati  comunque in una situazione tremenda destinati a divenire subito dei numeri da usare come munizioni contrapposte in quel vuoto della politica e di un progetto sensato di cui si diceva.

    Molti sono gli aspetti in parte conosciuti in parte ignorati quasi del tutto dell’odissea in questo caso per mare dei migranti. Se si salvano, c’è la fase del centro di accoglienza dove regnano il caso, la fortuna e l’approssimazione totali, con tempi biblici e modalità assurde, a partire dalla difficoltà dell’identificazione. Restando ai minori, e ai minori non accompagnati, quello che tutti o quasi chiedono all’arrivo se ne hanno l’età è poter studiare. E invece di parcheggio spesso animalesco si tratta, come di parcheggio è il caso di parlare per la fase successiva, quando i minori vengono scaricati in comunità deputate, quale la Fondazione che ha organizzato il Festival mantovano. Due tra le tante sono le impressioni che in compagnia degli altri partecipanti a questo focus mi porto complessivamente dietro. La prima è che “anche se non è carino dirlo” si conti molto sull’aiuto del mare, sul fatto cioè che ci pensino le tempeste a decimare coloro che non si vorrebbero veder approdare nelle Lampedusa di turno. Meglio morti che profughi, parafrasando uno slogan d’antan. La seconda è che in definitiva lo Stato italiano nella difficoltà e nella confusione di una vicenda che lo sommerge (cfr. l’Unione Europea sempre molto indietro nei confronti della realtà) si comporti da “grossista di migranti”, senza cura né distinzione, specie se si tratta di minori. I mediatori culturali nelle varie situazioni sono palesemente inadeguati, e per chi si è salvato dalla morte in mare si apre un inferno in terra. Un dramma nel dramma che fatica ad essere compreso.

    Oliviero Beha, Il Fatto Quotidiano

    Postato da Redazione
     commenti
    Commenti
    0

    Lascia un Commento

    L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

     
    Facebook
    Newsletter
    Resta sempre aggiornato sulle novità del sito di Oliviero Beha
    * Questo campo è obbligatorio