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  • Oliviero Beha
     
    28
    lug.
    2015

    Roma caput monnezzae

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    degrado-roma

    Riceviamo & Pubblichiamo il commento di Roberto Pirani

    Possibile che quando si parla di rifiuti a Roma bisogna sempre “distogliere l’attenzione” e parlare di altro?

    Il messaggio di Gassman riportato a media unificati è culturalmente ineccepibile, ma in concreto? Che si fa? Passata “l’ondata mediatica” che si fa?

    In (stra)breve, che una discussione di merito o cercare di fare qualcosa di concreto sarebbe bello:

    Il Sindaco di Roma è Ignazio Marino, che non risponde ad una mail di merito da 3 anni, neppure quando scriveva su L’Espresso, non si confronta (non con il sottoscritto, con nessun tecnico), non approfondisce, annuncia (assurdità conclamate come le) Isole interrate a Trastevere senza neppure poi rettifficare.
    Buttato li il comunicato, e morta li. Passati 8 mesi, e nessuno ha più chiesto: come è finita?
    Scavare a Roma è forse complicato?

    Poi all’Ama si nomina l’ex presidente di Federambiente (interessi legittimi ma non certo coincidenti con quelli collettivi), e si tiene uomini che sono li da 10 anni e hanno sbagliato qualsiasi progetto su una gestione sensata dei rifiuti, (non dico differenziati, proprio come frequenza e puntualità di svuotamento, presenza al lavoro dei dipendenti – e lo ammettono loro stessi o indirettamente gli introiti dal Conai in continuo calo).

    Tralasciamo altra nomine, che ci poterebbe a fare ragionamenti troppo complicati:
    non voglio parlare di Ama, solo dire che si sta spostando per l’ennesima volta l’obiettivo della (non pervenuta) discussione necessaria a far uscire Roma da questo disastro.
    Se fai la Salaria, il fetore è lancinante anche se a Roma non ci risiedi…. (inciso: chiusa malagrotta, si. E Rocca Cencia? Va bene così?)

    La proposta di Alessandro Gassman sarà anche suggestiva, ma paradossalmente rappresenta un reato.
    Non-lo-puoi-fare.
    Una volta che si è prodotto un rifiuto, che tu lo abbia conferito correttamente o meno, questo va gestito unicamente da personale autorizzato di impresa iscritta all’Albo Gestori Ambientali per il trasporto e trattamento dei rifiuti stessi.
    Tralasciamo per carità di Patria che il contratto di servizio fra Comune e Ama sia scaduto dal 2004.
    Qualsiasi iniziativa culturale -tollerata, oppure organizzata come “Puliamo il mondo”- va anche nella giusta direzione, ma è una iniziativa
    episodica, non strutturale.

    Paradosso nel paradosso non si possono fare neppure “operazioni di cernita” (non puoi differenziare quello che trovi abbandonato, se non debitamente autorizzato etc etc.
    Fateci caso: dentro un isola ecologica sei TE che devi mettere nel container giusto il vetro o il cartone, non se ne occupa il dipendente Ama… è la LEGGE che impone questo).
    I preti che durante la crisi di Napoli dentro i cortili delle chiese organizzavano una differenziata emergenziale rischiavano la denuncia per smaltimento non autorizzato di rifiuti. L’organico ogni 24-48-massimo72 ore va trasportato a impianto autorizzato.

    Nel tuo giardino fai come vuoi, nessuno ti dirà nulla, ma nel circuito di raccolta di una città, può agire solo il Gestore del servizio.
    Una volta che li hai raccolti quei rifiuti per strada come suggerisce con alto spirito civico Gassman, se Ama non ha svuotato i cassonetti stradali (lasciamo perdere quel poco di Porta a Porta di Roma che perdiamo solo tempo…) che fai di quei rifiuti raccolti per strada, sui marciapiedi, fuori dalla Metro? Te li porti a casa?
    Li ammucchi vicino a cassonetti strapieni non svuotati? (Così ostacoli anche il passaggio dei compattatori a caricamento laterale con monoperatore che dal camion manco scende. Materiale fuori dal cassonetto viene gestito da una squadra diversa).

    Forse si potrebbe partire da cose più semplici, tipo separare l’organico dal resto, a livello volontario. Tipo mia nonna (ci arrivava da sola… 2 generazioni e si è perso il contatto con la realtà).

    Bisognererebbe finalmente imparare (e i media facessero la loro parte, non semplice cronaca delle opinioni dei politici) che l’organico è rifiuto solo per l’ottusità della burocrazia. E stiamo parlando di oltre 1/3 dei rifiuti di ROMA.
    1500 tonnellate giorno. Minimo. Che poi fanno il giro d’Italia per difetto di organizzazione (eufemismo).
    Lasciamo anchwe perdere intercettare il cibo prima che scada, l’attuale Sindaco ne parlava in campagna elettorale “con 100.000 poveri” oggi forse sono distratto ma non ne sento parlare più.

    La Legge è ottusa e non al passo col 2015, ma questo è un altro discorso.
    Si cambiassero quelle Leggi.
    Gli intellettuali facessero la loro parte (come mi riferii Erri DeLuca nel 2008 “gli intellettuali di Napoli tengono famiglia“…)

    Qualcuno può mettermi per caso in contatto con Alessandro Gassman?
    Di progetti semplici e concreti ce sono molti, peccato che l’Italia non sia Zurigo, dove posso compostare una fetta di anguria nelle compostiere dentro i parchi…..e ancora si attende (da 3 anni) che il Ministero dell’ambiente si degni di fare un decreto con procedure semplificate per gestire la miseria di 80 tonnellate di organico all’ anno.
    Avete idea di quanti condomini di Roma con giardino interno si potrebbero rendere autosufficienti con spese irrisorie? Anzi risparmiando su una “IUC” di oltre 730 milioni di euro a carico dei romani palesemente fuori controllo? (quelli che pagano, ovviamente).

    …ma il Sindaco di Roma si chiama Ignazio Marino e il Ministro dell’Ambiente Galletti.
    Non Gassman o i suoi follower su twitter. Ricordiamoci anche questo. Le Istituzioni non sono Istituzioni per caso.

    E non si capisce neppure perchè un decreto in procedura semplificata (che si attende da  anni) permetterà (forse, se tutto va bene) di gestire 80 tonnellate invece delle 200 che erano state indicate nel 1998 (sempre una inezia, ma è meno della metà!!!) senza che mai  dal millenovecentottantotto venissero emanate procedure, disciplinare, chi fa cosa, quantità, tipologia, chi è il Responsabile, chi deve Autorizzare etc etc.
    Era troppo facile. Malagrotta era così capiente, perchè farsi problemi?… Oggi il disastro arriva sul NY Times.

    Le cose serie oggi infastidiscono i gestori di centri di compostaggio? Gli cala il fatturato?… che ne dice il Ministero?
    Basta aver perso gli ultimi 20 anni senza far nulla per la autogestione dell’organico?

    Vai a Zurigo, e puoi compostare nei parchi la buccia di banana.
    A Roma (in Italia) NO, perché si dorme il sonno dei giusti, fa caldo, il problema è sempre un altro (indicare altre emergenze X a seconda dei gusti…).
    Al massimo a Roma hai a disposizione dei cestini generici, sperando che qualcuno poi li svuoti (un giro a verificare la situazione a Villa Ada?)

    Ripeto la domanda: chi è il Sindaco? Io no. Non te lo ordina il medico di fare il Sindaco, specie di un luogo complicato anche per “Superman”. Ma partire dalle cose semplici mai? Smettere di sprecare denaro pubblico come prima regola, quando? Organizzare un minimo la voglia di riscatto dei romani quando? E a chi spetta?

    La sola cosa con la quale sono concode con l’operato di Ama è racchiusa in questa frase.
    Roma non è sporca. Viene sporcata. Ma per “pulire” il fai da te è una soluzione farlocca. E pure illegale.

    Roberto Pirani

    Postato da Redazione
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