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    19
    ago.
    2015

    Fiorentina, ecco perché Della Valle non può spendere

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    Fonte: Calciomercato.com
    La chiave di lettura economica del calciomercato della Fiorentina risiede in un’affermazione scritta dagli Amministratori nella Relazione sulla Gestione relativa al bilancio 2014. La Fiorentina dovrà infatti “perseguire l’obiettivo di riequilibrare i risultati economico-finanziari, anche attraverso la riduzione dei costi del personale, ma con l’effettuazione di operazioni di mercato che consentiranno di reperire risorse utili per l’autofinanziamento”. Da questa breve frase, emerge chiaramente che la priorità della Fiorentina è il riequilibrio dei conti sia economico che finanziario. La Fiorentina dovrà cercare di ristabilire l’equilibrio economico soprattutto attraverso la riduzione dei costi del personale. Questo significa che la squadra viola non può acquistare calciatori dall’elevato ingaggio. In effetti, il “colpo” di mercato sinora realizzato, ossia Mario Suarez, proviene da un club come l’Atletico Madrid, piuttosto attento nella gestione del costo del personale, in relazione ai ricavi percepiti. Nel 2013/14 l’Atletico Madrid ha speso complessivamente come costo del personale la cifra di 123 milioni, pari al 66,5% del fatturato netto, nonostante la vittoria in campionato e la finale di Champions. Anche Kalinic proviene da un campionato, come quello ucraino, che ad eccezione dello Shaktar Donetz, non elargisce emolumenti eccessivamente elevati. Anche sul fronte delle cessioni emerge chiaramente l’indirizzo gestionale di ridurre il costo del personale. In quest’ottica rileva la cessione in prestito al Besiktas di Mario Gomez. Gli stessi prestiti di Diamanti, Gilardino e Richards hanno avuto un effetto importante sul costo del personale non più sostenibile nel secondo semestre del 2015. Occorre anche precisare che lo sforzo economico non ha determinato un valore aggiunto in termini di risultati sportivi sperati, come l’accesso alla Champions League o l’accesso alla finale di Europa League. Si pensi che nel 2013/14, il Siviglia aveva un fatturato netto di 72 milioni di Euro con un costo del personale di 58,8 milioni di Euro. In particolare la sfida col Siviglia ha smentito la teoria di Benitez che vince la squadra che fattura di più. La cessione di Stefan Savic all’Atlético de Madrid è da inquadrare nell’esigenza di realizzare una plusvalenza economica, che aiutasse a ristabilire l’equilibrio economico, e nell’esigenza di attingere a una fonte di finanziamento per l’acquisto di altri calciatori. Invero, già una buona parte delle“risorse utili per l’autofinanziamento” sono state reperite con la cessione di Cuadrado, che è stato ceduto al Chelsea, durante la sessione di mercato di gennaio 2015. Secondo gli Amministratori, la cessione di Cuadrado può essere valutata in circa 35 milioni di Euro, di cui 30 milioni di Euro come corrispettivo per il trasferimento e bonus aggiuntivi per un totale di 2 milioni di euro e le prestazioni del calciatore Mohamed Salah, valutate in circa 3 milioni di Euro. Il giudizio sull’operazione Cuadrado-Salah era indubbiamente da 10 e lode, se Salah fosse stato contrattualizzato anche per il 2015/16, tuttavia tale voto scende, perché il calciatore egiziano si è accasato alla Roma. La seconda chiave di lettura economica del mercato della Fiorentina è da ricercare nel Fair Play Finanziario. ACF Fiorentina ha chiuso l’esercizio 2014 con un risultato prima delle imposte negativo per € 49,4 milioni. Per il calcolo del breakeven del periodo di riferimento, con l’applicazione delle rettifiche permesse dal Regolamento, è emerso un risultato positivo per il 2012 di 10,1 milioni di Euro; un risultato positivo per il 2013 di 9,4 milioni di Euro e per il 2014 un risultato negativo di 45 milioni di Euro.

    In base a quanto scritto dagli amministratori il dato triennale aggregato presenta valori negativi per circa 25,5 milioni, che è un valore rientrante nei limiti massimi previsti dalla normativa che, per il triennio “2012-2013-2014”, è pari a 45 milioni se coperti mediante apporto di capitale dei Soci. Nel caso della Fiorentina, i versamenti effettuati dai soci hanno garantito la copertura della perdita dell’esercizio. Il problema potrebbe sorgere per le prossime stagioni, perché Fiorentina dovrà presentare dei bilanci, che presentino valori positivi in modo da non dover incorrere in richiami o sanzioni da parte della Uefa. Infatti, per la valutazione del triennio 2013, 2014 e 2015 il valore massimo della perdita consentita negli esercizi presi in esame, purché coperta mediante apporto di capitali, sarà pari a 30 milioni di Euro. Nel caso della Fiorentina, il risultato aggregato dei primi due esercizi del triennio, presenta una situazione di perdita cumulata pari a 35,6 milioni. Pertanto sarà necessario chiudere il bilancio dell’esercizio 2015, in base ai criteri del fair play finanziario, con un risultato positivo di almeno 5,6 milioni di Euro.

    E’ inutile ricordare che per chiudere un bilancio in utile occorre che i ricavi superino i costi e che le voci principali di costo per una società di calcio sono il personale e gli ammortamenti dei cartellini dei calciatori.

    Ovviamente, nell’ambito di un’operazione di razionalizzazione e contenimento dei costi, sarà importante salvaguardare la competitività della squadra. Una delle leggi fondamentali nella gestione economica di un club di calcio sancisce che spesso è il successo sportivo che determina il successo economico, in special modo nei campionati di calcio “teledipendenti”.

    In effetti, nella Relazione sulla Gestione 2014 è scritto che per la gestione del 2015, si continuerà a riorganizzare il comparto aziendale con l’inserimento di figure professionali che possano permetterne la crescita in ogni suo ambito ed incrementare i ricavi. Tra i principali impegni figura il mantenimento della squadra a livelli competitivi e la continua crescita del settore giovanile. Tali impegni dovranno necessariamente confrontarsi con l’ottenimento di risultati di bilancio soddisfacenti, anche in considerazione dei parametri del Fair Play Finanziario.

    Evidentemente il riferimento a figure professionali che possano permetterne la crescita in ogni ambito ed incrementare i ricavi, spiega alcuni avvicendamenti nella guida tecnica e nelle collaborazioni. Una cosa è certa, Della Valle in queste condizioni non può fare il salto di qualità come i tifosi vorrebbero.

    Luca Marotta

    Postato da Redazione
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