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  • Oliviero Beha
     
    31
    ago.
    2015

    Fiorentina: non devo dire che…

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    torino-fiorentina

    Finalmente credo d’aver capito. Per non passare da nemico pregiudiziale della proprietà, i Della Valle Bros., nemico che non sono affatto, ci sono cose che non devo dire o scrivere. Ne elenco alcune, dopo Torino-Fiorentina.
    Non è vero che la Fiore ha giocato una ventina di minuti schiacciando il Torino ma non ha chiuso la partita e ha trascorso il resto del primo tempo a far girare palla tra i difensori, nemmeno bene e assai lentamente. Quindi o il Torino rientrava negli spogliatoi per non uscirne più, oppure avrebbe reagito.
    Non è vero che la difesa è ancora peggiore e più lenta dell’anno scorso, leggi Roncaglia, avendo perduto il suo marcatore vero, Savic, per fare cassa (e i tesoretti?).
    Non è vero che il centrocampo si è del tutto spento per un’ora, e Suarez è solo utile-come già scritto – e non certo un fuoriclasse neppure del suo ruolo.
    Non è vero che non c’è stata alcuna reazione dopo la tripletta del Toro, alla faccia della grinta infusa da Sousa (rima quasi baciata) e in un’ora e 10’ nessun viola ha tirato in porta.
    Non è vero che i cambi del Mister sono stati insensati: ma come, ammette in tv che Alonso era frastornato dopo il “fattaccio” coi tifosi e ha condizionato anche gli umori dell’intera squadra, e non è il primo che cambia dopo un tempo? ecc.ecc.
    Quanto al mercato, non è vero che i nuovi non si volevano italiani e giovani, altrimenti avrebbero comprato Baselli e Zappacosta.
    E non è vero che non si volevano i Wallace e i Milinkovic-Savic, trattati per 10 milioni e naturalmente non presi: l’obiettivo era Verdù, dagli Emirati, 32enne, ma a costo zero…E potrei continuare.
    Queste sono tutte falsità che non scrivo. Invece è vero che i Della Valle Bros. stanno investendo non “la” ma “sulla” Fiorentina senza farsene accorgere. E, lo ammetto, dai fatti emerge la loro volontà e non hanno effettivamente bisogno di comunicarla a parole ai poveri mortali, leggi tifosi, in 2000 agli allenamenti. E adesso mi si smentiscano le virgole, invece che accusarmi di giudicare in base ai risultati di ogni singola partita.

    o.b.

    Postato da Redazione
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    Alberto - Capalle (zona industriale) .
    14/09/2015 alle 22:29
    Il giudizio sui Della Valle ritengo che abbia una larga condivisione tra tutti i tifosi, ma con un’importante differenza. Un gruppo di persone parte dal concetto che se vanno via i Della Valle è probabile che andremo a peggiorare. In sostanza se ne fanno una ragione di avere al timone un imprenditore asettico tutto cervello e niente cuore. Questo gruppo è disposto a ingoiare di tutto pur di non rischiare l’ignoto, anche alla luce dei risultati degli anni scorsi, ovviamente. Il secondo gruppo di persone pone alle fondamenta del proprio credo che non basta il denaro e il sottile ricatto “se non vi va bene così trovatevene un altro” per svendere la nostra fiorentinità e per veder repressa ogni tentativo di avere un’idea diversa del “capo”. Qui si parte dal cuore e solo dopo si arriva al cervello. Diciamo che la percezione della dignità minacciata sopravanza l’interesse acquisito e quello in fieri. Chiudo con un aneddoto che è noto a tutti, ma è bene ricordarlo. Subito dopo che Salah ufficializzò il divorzio, fu intervistato Diego Della Valle a cui fu chiesto un commento alla vicenda. Risposta: “non so niente chiedete a mio fratello”. Sarebbe come dire a un padre: “ma che ne pensi che tuo figlio è stato bocciato?” “Boh non so che dire, chiedete a mia moglie”. Ma voi vi piace un Presidente così? E non ditemi che Diego non è il presidente, perché infatti conta molto più dei… Presidenti, altra anomalia tra le decine di questa società, ma qui mi fermo.
    Alberto - Capalle (zona industriale) .
    05/09/2015 alle 12:29
    Una considerazione doverosa: chiunque, con l'entusiasmo che infonde Diego Della Valle quando ha a che fare con l'argomento "Fiorentina" e con l'organigramma ministeriale messo su in Società, completamente avulso dalla materia nonché manifestamente incompetente e inesperto per la maggior parte dei suoi componenti, avrebbe fatto sprofondare la nostra Fiorentina nei bassifondi della classifica. Traendo le somme, al di là di una gestione paradossale, distorta e a tratti pure perfida, si intravedono enormi potenzialità inespresse. E come sempre accade per tutti coloro che dilapidano il patrimonio delle proprie potenzialità sull'altare del proprio interesse non possiamo che mostrare ira e sdegno.
    Fabio .
    01/09/2015 alle 09:28
    Vorrei aggiungere che a gennaio è stato mandato via Macià perché il mercato estivo, sarebbe stato improntato sull'acquisto di giovani italiani per cui, l'esperienza del manager spagnolo, era superflua. Così fu scritto, ma oggi sappiamo che così non è. Probabilmente, come è successo prima con Prandelli, poi con Macià e Montella, i disegni societari, di un fortissimo ridimensionamento, erano già stati posti in essere. Manca ai due signori venuti dalle Marche, la volontà di far crescere la squadra, investendo capitali che possono, attraverso i successi sportivi rientrare raggiungendo determinati obiettivi. Tutto questo a loro non interessa vogliono solo sfruttare la Fiorentina per raggiungere il loro sogno "diventare imprenditori edili". Condivido pienamente quanto scritto dal Prof. Lanza che, tra l'altro, è un mio concittadino con la stessa fede calcistica.
    antonio.lanza .
    01/09/2015 alle 07:09
    Caro Dott. Beha, sono un ordinario di Letteratura italiana da poco in pensione che, pur nato a Roma nel 1949, tifa Fiorentina dal 1954. Ho sempre apprezzato molto i suoi libri ed i suoi articoli, anche in campo extracalcistico. Non ho alcun dubbio nel considerare quella dei Della Valle la peggiore proprietà della nostra storia, pompata da pennaioli prezzolati e da politici fatui. Sa quando me ne accorsi? Nell'estate del 2003, allorché per una manciata di soldi non confermarono Longo e Nicodemo, acquistando al loro posto un venditore di tappeti (Sahid) ed il fratello di un calcitaore (Helguera). Capii che i loro "progetti" erano solo immobiliari e affaristici. Con grande stima, Suo Antonio Lanza

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