• Biografia
  • articoli
  • scrivimi
  • Oliviero Beha
     
    31
    ago.
    2015

    La Roma fa piccola una Juve senza testa

    Condividi su:   Stampa
    roma-juve

    Da ieri il campionato ha una favorita diversa, per lo scudetto, anche se siamo ancora in agosto. Ma mentre la Roma di Garcia ha già cambiato i propri connotati rispetto al debutto miserello di Verona, quella plurititolata di Allegri è sembrata per 85’ esattamente quella che aveva perso nella prima con l’Udinese. Da una parte una squadra motivatissima, cui l’arretramento di De Rossi al centro della difesa pareva dare solo vantaggi a centrocampo senza pagare eccessivo dazio dietro, dall’altra una giovane Vecchia Signora senza testa, leggi senza Pirlo o comunque un indispensabile facitore e cucitore di gioco. Così per tutto il primo tempo, passando per un sospettissimo rigore iniziale non dato su Florenzi sgambettato in area dopo 1’ e per un palo splendido e premonitore di Pjanic, c’è stata in campo solo laRoma, con molti pregi e qualche limite. Tra i primi quello di generare l’impressione che fossero più numerosi sul terreno della Juve, mentre semplicemente occupavano tutto il campo. E poi il dinamismo e la voglia su ogni pallone, evidentemente caricati a pallettoni da un evento/disfida che ha segnato come importanza gli ultimi due tornei, da società e tecnico particolarmente ispirati nel preparare la vigilia pur contemplando l’assenza di Totti, in panchina, orfano della fascia di capitano, da uno stadio eccitatissimo che non vedeva l’ora di festeggiare dopo i tanti colpi di mercato, tra cui finalmente un terzino sinistro Digne, appunto degno di questo nome.

    Tra i limiti la difficoltà di concepire ed eseguire l’ultimo passaggio, la scarsa intesa tra gli acquisti davanti (tre su tre), qualche incertezza nelle conclusioni che per un’ora hanno fatto tenere i supporters della Roma: se non si vince contro “questa” modesta e immatura Juventus, quando lo faremo mai? Da parte juventina addirittura il problema non era l’ultimo ma il primo passaggio, la fonte di gioco, le geometrie nella propria metà campo, cioè quella prevalentemente abitata dalla maggior parte dei venti giocatori per quasi tutto il tempo. Poi c’è stata la stecca di biliardo nel piede destro di Pjanic, che dopo un’oretta su punizione ha sbloccato il punteggio, la Juve è rimasta ancora imbambolata e sempre di più quando si è ridotta di un’unità per la doppia ammonizione e cacciata di Evra, e infine Dzeko ha confermato la sua nobilitate infilando di testa a dieci minuti dal termine uno dei pochi palloni veramente accattivanti.

    Tutto questo nel caldo infernale di piena estate che ha fatto da ambiente alla sfida tra i soliti duellanti così acerba stagionalmente. Eppure che l’anima e la stamina juventine ci siano sotto la cenere lo dimostrano gli ultimi minuti, in cui raggelando lo stadio fischiante di paura gli ospiti hanno prima segnato con Dybala e poi chiamato il portiere Szczesny a una grande parata per evitare insieme un paradosso e una beffa.

    Un aspetto che ha colpito è una sorta di clessidra rovesciata umorale: di solito è la Roma che può rischiare di peccare di approssimazione, di polemiche interne, di dissapori anche in campo, insomma di cialtroneria montante. Invece ieri è stata la Juve a manifestare un nervosismo incredibile, forse figlio del poco tempo avuto per rimettere in sesto una squadra cambiata nei cardini e fulminata dagli infortuni proprio in quella zona di campo dove signoreggiava Pirlo. Proteste tra loro e con gli arbitri (al plurale…), una mimica antipatica, una tensione in negativo che si tagliava con il coltello. Insomma, quel “quid”che in positivo di solito trasforma la Juve in “quelli che non mollano mai” e che appunto è trapelato rabbiosamente solo nel finale, quando tutto era ormai perduto e la Roma pensava solo a come gestire la festa.

    E a proposito di festa c’è ancora da dire che se la Roma non ha deluso, l’idea che ci si sia avvicinati al match-clou in un clima comunque infiammato, giocando alle 18 per problemi di ordine pubblico, con la Questura preoccupata di far sapere che “era sconsigliato per i tifosi juventini girare per la città con i simboli della Juve da soli” (E in due? E in tre? Mah…) e rappresentata da oltre mille agenti, è un’idea inaccettabile, per la quale a maggior ragione se non è accaduto nulla (mentre scrivo pare fortunatamente di no) da questo punto di vista, bisogna operare per cambiare le cose. Ma questo – si dice purtroppo senza consapevolezza – “non c’entra con lo sport…”.

    Oliviero Beha, Il Fatto Quotidiano

    Postato da Redazione
     commenti
    Commenti
    3
    Lascia un commento
    Dopp. .
    01/09/2015 alle 16:16
    Aia aiaiaiaii che dolore
    Antonio71 .
    31/08/2015 alle 14:56
    Sig. Beha,non sapendo a chi rivolgermi,visto che l'argomento è poco trattato,ma non poco seguito,scrivo a lei,sperando che in qualche modo mi possa rispondere. I quesiti in realtà sono tre,mi riferisco al mondo dell'atletica. Il primo,volevo sapere,se il mondiale appena chiuso,che è stato anche quello che ha definitivamente consacrato,la fine del duello tra Usa e Russia. È stato quello,più equo per ripartizioni di medaglie per nazioni. Il secondo quesito,visto,mi riferisco alle competizioni ufficiali,che Bolt è imbattuto e imbattibile da 8 anni,se sia,a livello di velocità,il record di numero di vittorie più lunghe o se per esempio,è durato più a lungo il regno di Edwin Moses. Ed infine,tenendo conto,invece di tutte le discipline,a chi appartiene lo scettro di regno più lungo. Grazie e spero proprio che possa accontentarmi,rispondendomi.
    DAVIDE PIRAS .
    31/08/2015 alle 14:08
    Analisi perfetta almeno per come la penso anch'io. Bravo Oliviero!

    Lascia un Commento

    L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

     
    Facebook
    Newsletter
    Resta sempre aggiornato sulle novità del sito di Oliviero Beha
    * Questo campo è obbligatorio