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  • Oliviero Beha
     
    16
    set.
    2015

    Da mattina a sera: quanto sei sporca (e abusiva) Roma

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    Scriveva Tolstoj, tra molte altre cose, che “se vuoi essere universale devi parlare del tuo villaggio”. Proviamoci, parafrasando il villaggio nel quartiere a nord di Roma dove abito da un pezzo. Da dove cominciamo? Direi dal Papa, che ha detto che se i conventi si trasformano in alberghi è giusto che paghino le tasse. Che cosa vedo dalla mia finestra, letteralmente e figuratamente? Una serqua di istituti religiosi per lo più di suore che si stanno preparando al Giubileo dell’accoglienza trasformando garage in abitazioni, alzando piani, coprendo terrazze. Per l’arrivo dei pellegrini sarà tutto pronto. Ma è lecito? E chi controlla? Dall’abuso clericale a quello laico il passo è brevissimo. Ogni sorta di superfetazione mobiliare, fungaie di metri cubi non contemplati nelle case, palazzi, villini di quella che una volta era Città Giardino, il tutto naturalmente in fretta e furia e senza vigilanza. Non sfuggono al meccanismo di tali escrescenze edilizie neppure gli asili privati e costosi che spuntano con frequenza direttamente proporzionale all’aumento delle rette di quelli pubblici e al loro soldout.

    Qui dovrebbe partire un discorso sui diritti all’asilo pubblico. Ovviamente regolati sul minore censo e su situazioni di difficoltà, come le ragazze madri. Peccato che difronte agli asili a rette ridotte il numero di ragazze madri cresca vertiginosamente, e lo diventino anche coloro che semplicemente non sono sposate. In più per le straniere, comunitarie o extra che siano, i posti si trovano quasi sempre e magari restano fuori connazionali non certo abbienti. Fa effetto poi che con spirito altamente speculativo si approntino ad asili ville private mentre ad esempio un edificio capiente come il vecchio commissariato di quartiere è stato da anni abbandonato nella fatiscenza più scorante. Fin qui le case.

    E le strade? Fanno letteralmente schifo non tanto e non solo per la loro pavimentazione rifatta con una periodicità sospetta e molesta, quanto perché sono diventate glomeri di immondizia. Intorno ai cassonetti i rifiuti crescono più che a Nairobi, gli operatori ecologici hanno perso la loro memoria di spazzini se non per raggrumare qualche foglia e poi fermarsi per il caffè e i discorsi sulla politica che è “sporca”, l’Ama è protagonista di un’indolenza e di una specializzazione sindacalizzata meravigliose. C’era un cassonetto della carta rivolto con l’apertura non verso la strada ma al contrario, così che il mezzo dell’Ama lo ignorava da tempo. L’obiezione di un cittadino stremato è stata semplice: perché non lo rigiravano? E qui anche l’Ama, alla faccia di tutta la famiglia Gassman che pulisce di buona lena, ha avuto uno scatto d’orgoglio: mica tocca a noi, è un servizio che devono fare altri. Non so se sia vero, di certo è ben pensato…

    Ovviamente potrei continuare. Ma l’idea che non si possa “cambiare verso” nell’amministrare questa degradata metropoli sempre più africana (se ne sono accorte anche le varie specie di volatili) solo perché un eventuale voto prematuro (prematuro? marcio!) invece di confermare il Pd potrebbe scardinarlo a favore del M5S, mi fa inorridire.

    Il terzo Matteo nazionale, il quarto è Messina Denaro, ovvero Orfini di cui ammiro e stimo il fantastico genitore, da questo orecchio non ci sente, né lui né Renzi. Anzi, vaneggiano di Olimpiadi mentre le città serie le disertano (Boston, Toronto). D’accordo, il tifo calcistico pro o contro Marino non guarirà la tabe di Roma e conosco anche il detto romanesco paratolstoiano che recita “il peggio non è mai morto”, e la realtà si incarica di farci l’occhiolino. Ma non è già troppo per tutti?

    Oliviero Beha, Il Fatto Quotidiano

    Postato da Redazione
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    Dopp. .
    17/09/2015 alle 21:49
    I bidoni rivoltati nel camion della monnezza con gli addetti che prendono con le mani i resti di carcase di animali e feci liquide e li gettano alla meno peggio sopra le altre mondizie, col caldo,torrido e africano a fare da contorno( con patate e insalate rancide)..mentre nei palazzi buoni tra una masturbazione con ingoio una soda fresca e rutto libero si decidono come spendere i soldi pubblici ( e come razionarseli tra loro)
    emilio .
    16/09/2015 alle 20:32
    e naturalmente come un congegno ad orologeria se la prende con l'unico che ha fatto qualcosa contro la corruzione dilagante il malgoverno e il malcostume. Lei sa cosa vuol dire aver chiuso Malagrotta? Aver deciso che i rifiuti siano gestiti in un alto modo? aver lanciato la raccolta differenziata? credo proprio chje non si renda conto della portata di questo cambiamento epocale...o forse si (e sarebbe molto peggio). Tra l'altro con la nuova gestione dei rifiuti Roma è tornata ad accedere ai fondi europei che erano stati interdetti per una procedura di infrazioine, proprio per la gestione dei rifiuti, partita alla fine del 2007....
    stefano .
    16/09/2015 alle 17:44
    Ho grande stima di lei (tant'è che la seguo su facebook), ma mi spiega se ha voglia e tempo questa frase per favore "invece di confermare il Pd potrebbe scardinarlo a favore del M5S, mi fa inorridire."

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