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  • Oliviero Beha
     
    09
    set.
    2015

    E il naufragar m’è dolce nel mare di saliva

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    renzi-cernobbio

    La Costituzione se la vede brutta e anche antropologicamente, come fisionomia culturale, nessuno è più lontano da Renzi di Zagrebelsky. Nel frattempo, nel buco nero in cui è precipitata, la politica si affida agli epiteti zoomorfici, evocando liti da scuola elementare. Tutto ciò non si è però percepito più di tanto a Cernobbio, nell’ annuale workshop Ambrosetti, dove il premier si è confrontato con politici e imprenditori in un clima equoreo, se è vero come è stato raccontato da più di qualcuno che è stato travolto da “un mare di saliva” . Ed è inutile rimarcare il solito ruolo di nostromo del collega-pupo Riotta, che ha fatto a Cernobbio con Renzi quello che aveva già fatto con il medesimo in tv e un po’ con tutti i detentori di potere nelle varie stagioni della sua fulgida carriera. Temo che il punto non sia già più Riotta, e udite udite neppure Renzi, di cui si dice che venga circondato dal consenso chinato più del suo antenato Berlusconi. Da che mondo è mondo certamente chi detiene o anche solo si pensa rappresenti qualsivoglia potere, tanto o poco che sia, è circondato dagli yes men, dai lacché, dai leccaculo ecc. Non manca una rigogliosa letteratura su questo umanissimo e un po’ schifoso versante.

    Ma mi domando che cosa sia cambiato non tanto nelle persone quanto nelle modalità di questa produzione di saliva all’ ingrosso. Ce n’è di più, ce n’è di meno, è mutata oltre alla quantità anche la qualità della saliva ecc. ecc. Ebbene, mi pare che ce ne sia di più e abbia differenti caratteristiche. Si badi che non è un discorso su Renzi o su Berlusconi, né sul paesaggio politico così differente che ai tempi dell’ ex Cav. putiniano generava contrapposizioni mediatiche ben diverse da quelle di oggi. No: se la saliva è il contrario della facoltà critica, la ottunde disarmandola, bagnandone la polvere da sparo intellettuale, oggi quella che sta sparendo è proprio la facoltà critica, sommersa dalla saliva. Perché monta l’alta marea della saliva? Perché tecnicamente nessuno sembra più avere il tempo mentale per pensare e quindi nutrire la facoltà critica che annega sotto i nostri occhi. È il tempo il fattore decisivo. Una società che si esprima a tweet, a partire dai maggiori in grado, perde in profondità di acume quello che invece guadagna in rapidità di espressione. Ci si abitua a questo stato di cose, l’istante normalizza l’insieme e l’approfondimento diventa roba da Zagrebelsky, per capirci. Il processo di superficialità e consequenziale deresponsabilizzazione che il web favorisce (nessuna demonizzazione, solo constatazioni) genera un buco, che qualcosa deve pur riempire giacché né in fisica né nel resto si sopporta il vuoto. Di qui una generale predisposizione alla acriticità, che si sposa perfettamente con la saliva di cui sopra.

    Costretti a risentire a freddo quello che dicono, e scrivono, gli stessi esercenti di saliva avendo il tempo per farlo sarebbero forse costretti a inorridire. Non pro o contro Renzi, ma semplicemente contro loro stessi. È il contesto descritto che li vuole “senza pensieri”, come dicono a Napoli a proposito di un altro importante elemento della nostra vita… È una sorta di deriva intellettuale che spinge al tifo, depauperandosi il ragionamento appunto perché nessuno sembra più avere a disposizione il tempo e quindi la volontà di analisi. È il trionfo della sintesi, dello slogan adrenalinico, del generatore instancabile di saliva.

    Vorrei sbagliarmi, ma se è così davvero la questione va oltre Renzi, la Costituzione traballante e gli insulti tra i Mattei. Ci riguarda tutti ed è il termometro di un declino (dite che succede anche negli altri Paesi? E allora?).

    Oliviero Beha, Il Fatto Quotidiano

    Postato da Redazione
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    Dopp. .
    09/09/2015 alle 21:37
    Moggi aveva un poter di pene trazione sui giornalisti..e il sistema...ah e allora certi politici? Comunque a parte le stupidaggini della cassazione è evidente che la penetrazione a cui si allude son le cosiddette " informazioni " privilegiate che pochi( o forse moltissimi) potevano acceder grazie alla faciloneria di Moggi nel millantar risultati e " accreditarsi " le simpatie di questo e quello..chi fa schifo son quelli che " sapevano" come andavano le partite e non lo hanno mai denunciato..aspettando di pararsi il culo e coscienza con la divina provvidenza della giustizia.contro il manovratore del sistema di cui facevano e fanno ancora parte.. Meglio due feriti che un morto( il sistema vero)
    Dopp. .
    09/09/2015 alle 21:23
    Degrado genera degrado..il degrado di twuuuuitter( a proposito perché lei o tutti noi che schifiamo questo ridicolo modo di esprimere pensieri con una mezza frase siamo sempre li ?), il degrado dei cellulari ( si usano come lasciapassare per tutto) come se prima di queste tecnologie o stronzate varie il mondo fosse fermo, ignorante..mette ora è vivace, felice e con la testa piena di idee( si fa per dire) ? Prendersela con marino perché Roma fa schifo, con la droga o i camorristi perché deturpano i quartieri, o con Renzi che fa lo splendido sulle macerie..fa comodo alla parte più vanitosa di noi stessi.." Perché infondo noi siamo meglio di tutto questo" ..quando poi ti accorgi che le cose migliori che hai dentro ( idee, sogni, purezza d'animo, gentilezza, amore, fantasia creatività) si vanno a far benedire difronte alla marginalità delle pochezze esteriori perché è più comodo o vanaglorioso far così..

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