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  • Oliviero Beha
     
    02
    ott.
    2015

    La Rai, il Governo, gli ascari e gli acari

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    renzi-rai

    Com’era prevedibile, si doveva prima o poi (quasi più poi) arrivare al solito confronto infiammato tra politica e Rai sulla base dell’informazione. Niente di nuovo, se non il timore di molti che Renzi sia più invasivo di Berlusconi dal momento che personalmente non possiede televisioni. Le osservazioni sarebbero tante,

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    in buona parte ripetute. Ne ho scritto per decenni dove ho potuto. Ma qui rilevo che la battaglia sembra essere sempre e solo sullo spazio occupato in reti e tg dalle varie forze (debolezze…) politiche. Gli ascari di turno sono a disposizione, cambiando sempre a tempo casacca. Il leccaculismo impera. Ma sulla qualità della produzione televisiva, o meglio sulla mancanza di qualità della principale (sì, sic!, ancora…) azienda culturale o di circolazione di idee e notizie del Paese, si tace. Se Rai Tre fa per lo più pena, non è perché c’è poco Renzi e troppa minoranza Pd o M5S: fa pena perché programmi e professionisti nel settore sono imbarbariti dall’analfabetismo di ritorno, dalla dipendenza esasperata dal potere, dall’inconsistenza lavorativa ecc.ecc. Insomma fa pena perché fa pena, e non la migliorerà, né la Rete né il Tg come nessuna Rete e nessun Tg, un’occupazione renziana o quale che sia. Ricominciamo a ragionare sui meriti, sui percorsi professionali, sulla qualità dell’insieme, togliamo la polvere stantia piena di acari dal teleschermo. Migliorerà il Paese infetto, che pare invece destinato al precipizio. o.b.

    Postato da Redazione
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    Dopp. .
    04/10/2015 alle 19:39
    Gli italiani spendono molto in scommesse, trucco e apparecchi per le orecchie..( molto anche per il cazzo di conseguenza), poi investono un po' in borsa un po nel mattone perché " la crisi va e vien" e balablabla..una vacanza low cost e uno spaghetto alle cozze..e questo sarebbe il rilancio dell'Italia di Renzi?
    Dopp. .
    03/10/2015 alle 22:56
    Renzi farebbe ascolti sbalorditivi ad affari tuoi su rai1..con quel suo ritmo misto boldi pozzetto e la verve di Bonolis, potrebbe lasciare le macerie politiche in mano a verdini e alla boschi e tutti gli italini applaudirebbero allo spettacolo
    Dopp. .
    03/10/2015 alle 22:52
    Gli italiani consumano di più per paura di apparire poveri ( belli i tg1 con apertutpre sugli italini che sognano la ripresa...)si fanno i zelfie per sembrare quello che non sono..zombie di un paese in marciume..
    DOMENICA IN....strada facendo rotola DOMENICA IN nacque il 3 ottobre del 1976 per intrattenere gli italiani costretti a passare il pomeriggio in casa durante il periodo dell'austerity. Dopo 39 anni è invece Dominica In che costringe gli italiani a fuggire da casa per non assistere alla decadenza della Tv. Nell'edizione del 2015/2016 alla conduzione del pomeriggio la Rai ha posto Paola Perego (moglie del potentissimo agente dei Vip Lucio Presta) e "l'eclettico" Salvo Sottile. Capo progetto (quale sarebbe poi il progetto dopo quarantuno anni di minestre riscaldate targate “Domenica In" ce lo devono spiegare i vertici RAI...) quel promettente giovanotto e innovatore di Maurizio Costanzo. Al seguito del solito circo Barnum domenicale a spese del cittadino c’è poi l'infinita lista di costosi pseudo autori, confusionari e poco pratici di televisione. Quanto basta insomma per fare il peggio possibile con l'immagine della RAI a discapito dei telespettatori. Unica nota positiva: la regia affidata ad una regista interna RAI di provata esperienza e capacità ma con l'unico difetto di non avere "santi in paradiso" e di costare un normalissimo stipendio da impiegata. Come da copione una armata Brancaleone cosi composta non può produrre qualcosa di interessante per il pubblico e gli ascolti lo testimoniano. Lo stesso vecchio "copione" prevede che quando gli ascolti vanno male è sempre colpa del regista, delle luci, della scena, delle cavallette, della gomma bucata, del raffreddore o del pubblico ignorante ma MAI e poi MAI dei contenuti , dei conduttori ne tanto meno degli autori. NO! Loro non possono sbagliare, loro sono un vulcano di "idee", peccato siano sempre le stesse da anni, come gli stessi siano i loro nomi, ormai più vecchi delle idee che hanno. Per alcuni di essi la televisione è solo un elettrodomestico in vendita nei centri commerciali. Ma sono fortunati, molto fortunati, perché portati in Rai dalle potentissime lobbies, da società di produzione e da loro protetti. In un contesto dove la RETE è vittima e complice di un continuo conflitto di interesse inefficiente e costoso. Guidate da personaggi che nulla hanno a che fare con la Rai ma che le impongono uomini e mezzi, dettano legge agli sceriffi della Rai che con abnegazione si adeguano ai giochi di potere a spese dell'ignaro cittadino. In questi giorni dopo una sola puntata è rotolata la prima testa. La prima testa tagliata ovviamente è stata quella della regista Rai che non ha ovviamente nessuna responsabilità e che comunque nulla avrebbe potuto fare per poter imporre qualsivoglia scelta a POTENTI E MARIONETTE. La sua testa è andata a riempire la prima cesta gentilmente fornita dai potenti di turno ma molte altre ceste aspettano i prossimi capri espiatori tra i lavoratori Rai. Quando un po' di vittime avranno riempito con le loro teste le ceste disponibili, arriveranno a salvare la situazione schiere di professionisti esterni pagati al giorno quello che i dipendenti Rai costano al mese e a volte all'anno. Di tutti questi sporchi e luridi giochini dei soliti “ominicchi” ne fanno le spese i cittadini che ancora pagano il canone. Ci rivolgiamo al DG e futuro AD: se ha a cuore il servizio pubblico, se vuole salvare il salvabile, spezzi il prima possibile questi diabolici e costosissimi patti tra “amici” che hanno il solo obiettivo di arricchire e mantenere pochi alle spalle di molti. DA QUESTA RAI NOI CI DISSOCIAMO!

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