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  • Oliviero Beha
     
    12
    ott.
    2015

    Potere alla ragione, non solo alla regione…

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    Nobel per la Pace 2015  assegnato al Quartetto per il dialogo nazionale tunisino
     
    Nobel per la Pace 2015 assegnato al Quartetto per il dialogo nazionale tunisino

    Nobel Pace / Un popolo sensibile e pudico
    Che potrebbe essere il futuro dell’Islam

    Domenico De Masi, www.inpiu.net

    Undici milioni di abitanti, per la maggioranza berberi arabizzati che parlano arabo e si identificano con la cultura araba; 4.200 dollari di Pil pro-capite; il 97% della popolazione appartenente alla religione musulmana: queste le coordinate essenziali della Tunisia. Qui, il 17 dicembre 2010, un giovane ambulante si diede fuoco per protesta contro il dittatore Ben Ali, costretto poi a dimettersi pochi giorni dopo. Di qui la Primavera Araba animata da movimenti popolari che si svilupparono in diversi Paesi musulmani. Quel popolo, soprattutto giovanile, che riuscì a ottenere una costituzione democratica attraverso “l’introduzione rivoluzionaria di nuovi diritti”, fu tradito dalla colpevole inerzia dell’Occidente, che ora, con il Premio Nobel assegnato al “Quartetto Arabo”, solo in minima parte riscatta le sue colpe di omissione.

    Come ha scritto Tahar Ben Jalloun, “più che mai i musulmani hanno bisogno di tornare ai testi e di separare ciò che è religioso da ciò che è politico, per restituire all’Islam il suo senso autentico: sottomissione allo spirito di pace e tolleranza… Lo sguardo che il mondo arabo posa sull’occidente, a sua volta diverso e simile, è uno sguardo di rimprovero, di insoddisfazione, di attrazione ambigua e di rifiuto”. Come noi occidentali siamo ossessionati dal futuro, così i musulmani sono ossessionati dal passato. La religione ebraica esiste da 5.770 anni; quella vedica d 3.500 anni, quella buddhista e quella confuciana da 2500 anni, quella cristiana da 2000 anni, quella islamica da 1400 anni. Si tratta, dunque, del parto più recente dell’istinto spirituale degli esseri umani. Tra gli islamici possiamo distinguere musulmani radicali, ortodossi e tradizionalisti; musulmani laicizzati e razionalisti; musulmani scettici, tiepidi, agnostici, miscredenti; musulmani estremisti fino al terrorismo.

    Quanti siano, tra i musulmani, gli apocalittici e quanti gli integrati, è difficile dire. Tutti gli islamisti, occidentali o orientali che siano, si affannano ad assicurare che gli estremisti sono un’esigua minoranza, anche se sono essi che dominano la scena, provocando la stupidità o la perfidia occidentale che cade puntualmente nei suoi tranelli. In Tunisia sono questi gli estremisti che hanno seminato morti, mentre la stragrande maggioranza della popolazione difende la propria eroica predilezione per la pace e la democrazia. Il premio Nobel al “Quartetto tunisino” rappresenta un apprezzamento occidentale per la parte positiva di quella coscienza musulmana che nel popolo tunisino si manifesta attraverso il pudore, la sensibilità, la dolcezza e la creatività.

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