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    18
    feb.
    2016

    A che punto siamo con Renzi?

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    Gli azzardi del premier
    In Europa con vista sull’Italia
    di Stefano Micossi, www.inpiu.net

    Nelle sue comunicazioni ieri al Parlamento in preparazione della riunione oggi del Consiglio europeo, il premier Renzi ha indicato l’intenzione ‘di mettere il veto’ a ogni proposta tesa a limitare il peso dei titoli di stato nei bilanci delle banche.  A parte il dettaglio tecnico che questa è una materia di mercato interno, sulla quale in Consiglio si vota a maggioranza qualificata, è probabilmente vero che con l’opposizione dell’Italia quell’idea tedesca non può raggiungere un sostegno sufficiente, dunque è destinata a cadere. In modo abbastanza irrituale, Renzi ha anche attaccato le due principali banche tedesche, accusate di avere ancora in pancia molte attività ‘tossiche’ – una cosa che proprio non si fa.

    Mi chiedo se il nostro premier sa che in questo modo egli ha seppellito la possibilità di completare l’unione bancaria con l’assicurazione europea dei depositi. Infatti, agli occhi dei negoziatori tedeschi, l’assicurazione dei depositi è possibile solo se le banche della periferia meridionale ridurranno significativamente i loro portafogli di titoli pubblici, in modo da contenere il rischio di nuovi circoli viziosi perversi tra debiti sovrani e attivi bancari. In effetti, nelle condizioni attuali essi vedono l’assicurazione europea dei depositi come un sostituto del famigerato eurobond: un sistema per fare condividere ai tedeschi i rischi dei debiti pubblici eccessivi della periferia (in particolare dell’Italia, che al momento è ritornata al centro delle preoccupazioni sulla stabilità finanziaria dell’eurozona). Il problemino forse un po’ sottovalutato è che così l’Italia rinuncia a costruire l’ombrello che potrebbe proteggerla dalla prossima tempesta finanziaria.

    Lo scambio polemico al Senato con Mario Monti ha messo in luce ancora una volta che Renzi parla soprattutto per l’opinione pubblica interna e si preoccupa molto meno delle ricadute sui negoziati europei in corso, dove la sua politica degli annunci clamorosi non sta raccogliendo consensi. Inoltre, alimentando in questo modo i sentimenti anti-europei dell’opinione pubblica italiana, Renzi ha imboccato una pericolosa deriva populista, dalla quale faticherà poi a districarsi anche se lo volesse – anche perché alla fine temo non avrà grandi risultati da mostrare. Naturalmente, per il bene dell’Italia, spero di sbagliarmi.

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