• Biografia
  • articoli
  • rubriche
  • scrivimi
  • Oliviero Beha
     
    Home > Il badante > articoli > Chi blatera di adozioni senza saperne nulla
    17
    feb.
    2016

    Chi blatera di adozioni senza saperne nulla

    Condividi su:   Stampa
    parlamento-italiano

    Voglio sperare che a chiunque abbia avuto a che fare con la questione adozioni, direttamente come genitore o possibile genitore oppure mediatamente come parente od operatore del settore o magistrato del ramo ecc., stiano venendo i capelli dritti: volano insulti al Senato per la votazione della legge sulle unioni civili, si blatera di “canguri” e “super canguri”, si usa la formula step-child adoption non propriamente comprensibile per la stragrande maggioranza degli italiani, di cui se ne fottono. È vero, vige la solita menata della politica come arte del possibile che si serve di qualunque artificio linguistico pur di portare a casa un risultato che è di parte per costituzione (con la minuscola, per cortesia…), e quindi in realtà scolora quasi sempre il tema sul tappeto per evidenziare la trama strumentale di esso. Ma ci sono volte in cui la questione su cui ci si confronta politicamente, pur in un Parlamento così autoscreditatosi negli anni, dovrebbe rimanere impressa come una scritta talmudica sulla fronte dei nostri modestissimi golem: il disegno di legge di cui si discute credo debba essere una di queste.

    Premetto che ne parlo con cognizione di causa, essendo tra coloro che ne hanno avuto pratica diretta e non teorizzano à la page. E che non me ne può fregare di meno se la mia posizione di fronte ai vari risvolti assunti nella legge Cirinnà venga giudicata di sinistra, di destra o di centro. Mi premono piuttosto la chiarezza, la comprensibilità e in definitiva la logica con cui tentare di affrontare la questione, indipendentemente dai valzer nelle urne della maggioranza scomposta e ricomposta magari in grazia della famosa o famigerata “libertà di coscienza”. Come se tutte le altre volte la coscienza fosse un optional.

    Sui diritti civili delle coppie omosessuali nulla quaestio, mi auguro, come nei Paesi civili, nozze comprese per garantirli completamente. Sessualmente non si sceglie, si è, e il tutto va di conseguenza. Il nodo da sciogliere pare essere quello delle adozioni da parte di due genitori dello stesso sesso, ma all’ombra del cosiddetto “diritto di aver un figlio”. Ebbene, considerare l’avere un figlio un diritto è semplicemente una follia, che già nel linguaggio si scontra piuttosto con i doveri che la maternità/paternità impongono eticamente e socialmente. Mi suona tanto da ultima spiaggia del consumo: voglio un figlio, me lo compri se non posso averlo naturalmente? Lo considero insensato sia per una coppia etero che omo, a mio modestissimo avviso l’utero in affitto è un abisso non una conquista della scienza. Dal momento che il mondo è stracolmo di bambini orfani o abbandonati o partoriti scriteriatamente. A questo proposito se fa scandalo una coppia gay che voglia allevare un figlio, come può non scandalizzare la cosiddetta “famiglia normale” troppo spesso autrice delle peggiori nefandezze in nome di un modernismo immaturo e imbarbarito? E qui si pone in tutta la sua importanza e complessità la vicenda adozioni.

    Non è lo schematismo d’antan madre-padre che garantisce la buona riuscita di un’adozione, ma la qualità delle persone, etero od omo che siano. Invece di opporre nelle becere dispute parlamentari il conservatorismo vaticano al progressismo parascientifico, tornare a un minimo di buon senso sia pure dentro il perimetro dei diritti civili per tutti mi parrebbe indispensabile per non precipitare, buttando via con l’acqua sporca anche il bambino, espressione ahimé quanto mai puntuale. Ma il ronzio di fondo dell’aula non sembra tener presente niente di tutto questo. In ballo come sempre c’è Renzi e i suoi, non noi e i nostri (figli e nipoti)…

    Oliviero Beha, Il Fatto Quotidiano

    Postato da Redazione
     commenti
    Commenti
    1
    Lascia un commento
    bruno contigiani .
    22/02/2016 alle 20:06
    Gentile Signor Beha, trovo che questo articolo, sia veramente interessante oltre che toccante. Non conoscevo questa sua parte della vita, generalmente la leggo su temi sportivi e la ascoltavo alla radio. Grazie e un cordiale saluto Bruno Contigiani

    Lascia un Commento

    L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

     
    Facebook
    Newsletter
    Resta sempre aggiornato sulle novità del sito di Oliviero Beha
    * Questo campo è obbligatorio