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  • Oliviero Beha
     
    24
    feb.
    2016

    Dopo B. il diluvio Dopo Renzi, solo il pediluvio

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    matteo-renzi-leopolda2013

    Se ne vanno in rapida successione Umberto Eco e Ida Magli, due giganti nei rispettivi campi, con seguito e clamori diversi anche da defunti. È presumibile che Renzi, consigliato dall’esperto della materia Franceschini, consideri un’offesa personale questa dipartita di Eco durante la sua presidenza, non particolarmente smagliante in ambito culturale. Il semiologo internazionale e lo statista di Rignano non paiono avere molto in comune, il primo con la sua biblioteca alessandrina il secondo con la sua cartella di tweet. Ma tant’è… E nessuno è per sempre. Anzi, mondanamente le dispute interne ed esterne di queste settimane vedono addensarsi fosche nubi sul capo del governo, e non c’è bisogno di evocare alcun rappresentante del solito bestiario tra gufi e pipistrelli per notarlo. Se Renzi dovesse cadere magnum gaudium presumibile dei suoi oppositori, e pronta voltura di gabbane dei suoi fedelissimi.

    A entrambe le categorie vorrei rivolgere alcune considerazioni, cominciando dalla seconda, ossia quella dei suoi vicini politici più o meno interessati, degli amici, degli estimatori, dei lacché e leccaculi a schiovere… Nel discutere del premier e dei suoi due anni di autopromozione, lo si è difeso in termini di rottamazione, novità, potere. La rottamazione è finita presto, la novità passando i mesi si è rivelata sempre meno nuova, il potere lo ha preso agli altri, ne ha distribuito un poco, il minimo indispensabile, ai suoi, ne ha tenuto il cuore per sé, tra un rimaneggiamento della Costituzione e un nascente Partito della Nazione. Mettiamo, per amore di ipotesi, che in tutto ciò ci fosse del buono, che le idee di Renzi intendessero davvero “cambiare verso” all’Italia, che i suoi avversari fossero e siano solo una banda scalcinata di invidiosi. Ebbene, dopo due anni la didascalia insopprimibile sotto la realtà del presente temo sia questa: Renzi non era abbastanza bravo a fare il Renzi, semplicemente non era all’altezza di ciò che aveva sbandierato, che ipotizzava come la strada giusta per risollevare il Paese. Non era abbastanza preparato, abbastanza colto, abbastanza mariuolo craxianamente, abbastanza seducente, insomma con una stamina politica sufficiente a reggere il peso di un simile, prometeico tentativo. Se dunque dovesse perdere in tale contesto, perderebbe per sua manifesta incapacità o velleitarismo e non per merito degli oppositori. Appunto l’altra categoria che qui preme. Nel 2010, quindi ben prima del famoso “complotto” ai danni di Berlusconi a colpi di spread, scrissi un libro dedicato a quello che lui avrebbe lasciato sul campo, Dopo di lui il diluvio (Chiarelettere). Sostenevo che la cattura del Caimano, successivamente rimesso nel bioparco prima dallo status debitorio dell’Italia e poi dalla magistratura, non avrebbe risolto il disastro italiano. Avrebbe lasciato un paesaggio deformato ( copyright Furio Colombo) dove non si intravedevano figure all’altezza di uno scempio epocale, e di conseguenza non ne manifestavo eccessiva allegria. Il berlusconismo era molto più radicato dello stesso Berlusconi.

    Adesso dovrei ripetermi, magari con un “Dopo di lui il pediluvio” , giacché la principale forma di comunicazione del Paese è ormai da un pezzo il cabaret. Da un’occhia ta intorno non si colgono segni di un cambiamento né i profili di coloro che possono rappresentarlo: francamente non vedo nulla di convincente, e quindi il dopo-Renzi magari inevitabile non mi riempie di ottimismo. Senza titillarmi con l’apocalisse né integrarmi nella palude credo che ci si debba apprestare a una lunga traversata del deserto: e c’è già chi ha monopolizzato le oasi…

    Oliviero Beha, Il Fatto Quotidiano

    Postato da Redazione
     commenti
    Commenti
    10
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    max .
    26/02/2016 alle 11:59
    E questo pessimo governo di destra non è certo voluto dagli elettori ovviamente.
    max .
    25/02/2016 alle 09:32
    Il bomba è ancora peggio del suo maestro berlusca. Prima si vota, meglio è.
      Dopp. .
      26/02/2016 alle 00:50
      Ma come ti permetti? Berlusconi ha distrutto questo paese, Renzi cammina sulle macerie e ogni tanto si ficca in tasca un pezzo buono..questa può essere la metafora e poi questa mania di considerare le donne come un oggetto Renzi non l'ha ancora mostrata, per non parlare di arbitri e calciatori corrotti e i giornalisti ovviammete ai quali ha costretto a dire le cose che lui voleva..cosa che Renzi non si sognerebbe ami o sbaglio?
        max .
        26/02/2016 alle 11:40
        Io dico quello che mi pare... Conosco molto bene la politica italiota e renzi è ancora peggio del suo maestro berlusca.
      Dopp. .
      26/02/2016 alle 00:56
      Votare e roba contro natura in questo paese come far vincere una piccola squadra il campionato..
        max .
        26/02/2016 alle 11:50
        Votare è democrazia e speriamo di farlo presto...
      Dopp. .
      26/02/2016 alle 01:01
      " il m5s vuol far resuscitare Berlusconi...del pierò finocchio..Totti neanche un pelo di dè Rossi" ...
        max .
        26/02/2016 alle 11:44
        L'erede di berlusca è proprio renzi ovviamente. I 5stelle sono l'opposto ovviamente.
    Dopp. .
    24/02/2016 alle 23:41
    Chissà se eco prima di scrivere avesse immaginato una carriera diversa magari su un palcoscenico o dietro altree scrivanie del mondo, chissà cosa ne sarebbe stato dei pavarotti, i grandi attori o registi italiani se non avessero creduto in certe qualità...tutti siamo quelli che vorremmo fare ma non tutti possono riuscirci
    max .
    24/02/2016 alle 15:10
    L'unica vera speranza sono ovviamente i 5stelle. E infatti il regime marcio italiota li detesta, ovviamente.

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