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    20
    feb.
    2016

    Eco, una star dei segni senza eredi

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    umberto-eco

    Se ne va onusto di fama, opere e studi Umberto Eco, la cui biografia ci ricorda che oltre sessant’anni fa entrò in Rai. Misurate la differenza con le nomine di oggi… Ho sentito parlare di lui per la prima volta da adolescente. Mio zio, Ferruccio Rossi-Landi, assai meno noto universalmente ma altrettanto stimato nel mondo accademico come semiologo anticipatore un po’ di tutte le letture moderne della materia, ne era stato in qualche modo il maestro e mentore: lo stesso Eco, che ne aveva catturato la cattedra universitaria, lo ricordava su “Repubblica” quando lui se ne andò per un ictus davvero prematuro, trent’anni fa. Eco è entrato in tutte le dinamiche intellettuali dell’ultima metà di secolo, fino alla dimensione onnivora e mercantile del romanzo. Nei primi anni ’80 c’era un giovane studioso che ne seguiva le tracce, tanto da meritarsi qualche paragone con Eco in un asse ereditario specialistico tutto da formare. Mai formato, però. Trattasi infatti solo di Aldo Grasso, sufficientemente gratificato dal ruolo di  illustre recensore televisivo. Stimmate dei tempi… Umberto Eco lascia un alone di interesse mediatico formidabile sulla battigia, e forse delle mine brillanti di intelligenza nella sabbia del mercato ancora da analizzare.  Fa effetto invece che un caposcuola come in buona sostanza è stato sembri oggi, nell’epoca renziana, un dinosauro di una curiosità intellettuale temo in via di estinzione.

    Oliviero Beha

    Postato da Redazione
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    Dopp. .
    23/02/2016 alle 22:52
    Il renzianissimo volo..può essere il suo erede..
      max .
      24/02/2016 alle 01:59
      Tra Eco e volo c'è un abisso ovviamente.
    max .
    23/02/2016 alle 10:45
    L'epoca renziana è ancora peggio di quella di berlusca... Incredibile ma vero, purtroppo.
    Emanuele66 .
    21/02/2016 alle 12:26
    In quanti raccolgono testimoni scomodi? Quanti si ostinano a cernire i cocci di bottiglia dai sassi levigati, in una spiaggia? Troppa fatica, poco riconoscimento. Quello che ci si da autonomamente, per la cosa in se, sono sottovalutati: fatica sprecata, mi dicono. Sarà sprecata davvero? Intanto per dirla con Ruggeri ed una sua canzone ... che bello! ... il lavaggio del cervello.... Chi si ostina ad esaminare i costumi, a studiare l'uomo? Chi lo fa se poi nessuno ascolta?

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