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  • Oliviero Beha
     
    21
    mar.
    2016

    Higuaìn come Diego ma ricorda Batigol

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    Gonzalo Higuaìn
     
    Gonzalo Higuaìn

    Si continua con una vittoria di distacco tra Juventus e Napoli: la prima festeggia Buffon e il suo interminabile eppur terminato record di imbattibilità di quasi 1000 minuti; il secondo continua a recuperare in (quasi) ogni situazione grazie all’arte di chi segna sempre e comunque, un Higuain che si è trascinato dietro tutto lo stadio con un’altra doppietta in una situazione difficile. Ed è a 29 gol, una media strabiliante che gli permetterà quasi sicuramente di battere femaleviagra-cheaprxstore il record di più di mezzo secolo fa del suo connazionale, Antonio Valentin Angelillo. Gonzalo non ha la “faccia sporca” e non è un “angelo”, ma trasforma in pepita di gol tutto ciò che tocca. A Napoli materializza il ricordo vincente di Diego Armando, ed invece per il ruolo e il fascino che esercita sul suo popolo lo paragonerei piuttosto can i buy viagra in canada all’ennesimo argentino, quello che è stato Gabriel Omar Batistuta per Firenze per anni. Il tutto avviene mentre i giochi del campionato si radicalizzano prima della sosta per le Nazionali, almeno in testa: a otto giornate dalla fine la fiammella napoletana e il sangue di San Gennaro restano rispettivamente accesa e in attesa di scioglimento miracoloso, anche se la Juventus è come Eddy Merckx una sorta di cannibale, ma tra i confini. Fuori, è sfortunata e punita dagli arbitraggi così come gode spesso di un occhio di riguardo in patria. Il derby vinto ieri a spese di un Torino scapato ma penalizzato (impossibile non ammonire l’autore del rigore, quindi passibile di espulsione, mentre sui fuorigioco la rapidità rende troppo spesso assai labile is viagra covered by insurance plans la decisione…) ne è stato la più patente delle dimostrazioni. E in ogni caso non è proprio condivisibile il giudizio severissimo dato sulla Juventus in Europa dall’accademico prof. Sacchi, che l’aveva definita una sorta di “Rosenborg de’ noantri”.

    A Monaco ha fatto prendere a tutta l’Allianz Arena la più intensa delle strizze, guarendo dalla stitichezza i tifosi di un club titolatissimo. Non viagra for high blood pressure era scontato che si riprendesse dalla “tranvata” del Bayern, con relativa penultima eliminazione dalle Coppe di una squadra italiana, l’ultima essendo poi stata la Lazio. E non siamo neppure a Pasqua.

    Per la terza piazza, ovvero i preliminari di Champions che significano una barca di soldi e soprattutto la possibilità di guadagnarne parecchi altri, restano la Roma e a cinque punti l’Inter, che sembra aver ripreso a giocare. E la Fiorentina? Sta ripetendo il marzo fallimentare di un anno fa. Con i quattro buyviagraonline-rxstore.com punti lasciati contro Verona e Frosinone sarebbe lì, così invece contando gli scontri diretti è a 6 punti da Spalletti e C. Peccato. Tre mesi fa era seconda a un punto dall’Inter, e occasioni così non ricapitano. Altro che Leicester! Sappiamo tutti chi ringraziare… Almeno però si consenta con Sousa che vede svanire il piazzamento ambito e non con la dirigenza che ancora vaneggia (“Niente è perduto”: ma conche faccia?) e rimanda a grandi acquisti sempre del giorno dopo. Ci si consola nel frattempo con il talento sbocciante anche in Nazionale di Bernardeschi, un fantasista speciale che talvolta esagera nei solipsismi ma ha tutto per venir fuori (e quindi, conoscendo la proprietà, essere venduto benissimo all’asta…). Sarà la desinenza, ma vedendolo giocare penso ai versi di Palazzeschi e all’idea di “Rio Bo”, parafrasata in “chissà se ce l’ha una stella così una grande città”, o similia. Ancora più interessante è la ressa in fondo. Spacciato il Verona, per gli altri due posti c’è bagarre e ristrettezza di classifica.

    Almeno per la retrocessione scommetterei che l’esito rimarrà incerto fino in fondo, o quasi. Scommetterrei? A proposito di scommesse, avreste scommesso sul record di Buffon? Lui l’avrebbe fatto? E sull’estraneità processuale del nostro C.T., Antonio Conte? Scommettereste? Pensare che in giro in tv è tutto uno spot per le scommesse, e poi c’è perfino http://cialisotc-bestnorxpharma.com/ chi si stupisce che alterino i risultati del campo… Scommettete, gente, scommettete…

    Oliviero Beha, Il Fatto Quotidiano

    Postato da Redazione
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    homofaber .
    23/03/2016 alle 01:18
    Ovviamente concorde sull'Higuain semmai raffrontabile, calcisticamente, con Batigol più che - impossibilmente - con Dieguito; altrettanto sintonizzato sulla Juve storicamente arbitrata double fischio (talvolta persino perseguitata oltre confine, avvantaggiata fino alla sconcezza in landa); purtroppo adusi ai veleni o agli integralismi (senza entrare nel merito) dell'Arrigo da Fusignano; tutti spettatori di un campionato diviso in tre (fin qui, è spesso capitato) ma forse mai così livellato in basso (quante partite inguardabili e non certo per scarso rispetto verso lo 0 a 0 breriano); d'accordo quindi quasi su tutto, mi permetterei una riflessione in più sulla Viola (senza entrare direttamente nelle vicende societarie): formazione titolare e panchina alla mano, credo andrebbe maggiormente sottolineato il lavoro e la preparazione di Paulo Sousa, che ha comunque creato una squadra vera (pur oggettivamente limitata per qualità e ricambi) che non ha mai chinato lo sguardo, partendo forse troppo lanciata (ma credo sia questione di preparazione: ricordiamo che in pre-campionato ha affrontato e battuto, pur solo in quel brogliaccio ossessivo di amichevoli, Barcellona e Chelsea) ma comunque con un andamento sinora penso più che soddisfacente (anzi, di più) rispetto alle proprie risorse. Paulo Sousa era formidabile organizzatore tattico, playmaker, già in campo, e fu allontanato dalla Juve non certo per il suo rendimento di calciatore ma per la sua vena birichina di tombeur (de femmes); Moggi l'avrebbe tenuto assolutamente, ma il Lippi permaloso e, per l'occasione, anche ferito diede l'aut-aut. Il portoghese che si 'vende' e parla poco (ma vi assicuro ha testa fine e talento), fece le prime prove da viola l'anno seguente: ceduto al Panathinaikos, eliminò proprio la Juve dalla Champions segnando il primo gol (su punizione) del decisivo 3-1 di Atene. Certo, ha carattere un po' introverso, è poco incline alle grancasse e pubblicamente si espone poco; però credo sia un potenziale eccellente allenatore (e comunque resta una degnissima persona)
    Michele Pescara .
    22/03/2016 alle 13:11
    Buongiorno signor Beha. Sono juventino e le chiedo: - perchè si parla così tanto solo del rigore di Alex sandro e della sua ammonizione (con quindi relativa esplulsione)e non del rigore su cuadrado (stesso intervento, neanche punito) - perchè si parla solo di arbitri non è che si vuole nascondere la mediocrità del Toro - a Torino, neanche a Monaco, la Juve ha subito almeno 1 gol del bayern irregolare c'era un rigore per fallo di mano di Vidal ma comunque è riuscita a pareggiare. Chiedo solo un po' più di coerenza visto che la juve ha usufruito in campionato un rigore contro il Chievo senza che il difensore dei clivensi venisse ammonito. Ma per gli sfavori la Juve è sempre in debito. Vero?

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