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    23
    mar.
    2016

    Il diritto di vivere e quello di morire con dignità

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    testamento-biologico

    È diventata definitiva la prima sentenza di adozione per una coppia maschile omosessuale, il difficilmente comprensibile stepchild adoption, da parte del Tribunale dei minori. Di questo delicatissimo tema ho scritto più volte, prima, durante e dopo l’approvazione del ddl Cirinnà sulle unioni civili, emendato come si sa. Riepilogando, sono “naturalmente” (l’avverbio è ironicamente polisemico) a favore di tutti i diritti civili dei gay e della loro possibilità di adottare bambini, esattamente come per le coppie etero. Sono invece decisamente contrario, e spaventato, alla maternità surrogata, a quell’utero in affitto di cui trattano la sentenza appena citata, il caso Vendola e più in generale la storia e la cronaca. Non è cosa di oggi, insomma, né è un problema degli omosessuali ma di tutti, a proposito del perché oltre che del come si fanno figli invece di adottare quelli già nati.

    Contrastando così forti interessi del tutto materiali dietro il business adozioni, in luogo di scivolare lungo la china dell’acquisto e della selezione del neonato: la storia del figlio come diritto è un boomerang impietoso così come la giustificazione del “si è sempre fatto” o della legge “che in altri Paesi esiste”. E allora? Sarei intellettualmente disonesto se non riconoscessi che in mezzo a tante bufale il governo Renzi ha almeno portato a casa una legge che le maggioranze degli ultimi vent’anni hanno colpevolmente ignorato. In questo stesso periodo il destino mi ha immerso razionalmente ed emotivamente nell’altro lago dell’esistenza, quello opposto, verso cui siamo diretti, dalla nascita alla morte.

    Se ne è andato dopo sofferenze indicibili un amico carissimo, per il cosiddetto “solito tumore”. Al suo capezzale ho rivissuto di persona tutto quello che negli anni scorsi si è tramutato in “spettacolo mercificato”. Dico di Eluana Englaro in coma da una vita – che non era una vita –, di Vespa che la mostrava nel fiore degli anni, di Berlusconi “che l’aveva trovata bene” senza vederla, di Quagliariello che per comodità di politica politicante da senatore del Pdl rinnegava la sua storia perché “la militanza obbliga a coniugare il senso di appartenenza con la tua coscienza”, ecc… E di Piergiorgio Welby, Luca Coscioni… Il mio amico moriva ma il protocollo non prevedeva la morfina, e poi mai abbastanza morfina, e comunque antidolorifici che la facessero finita con un soffio di vita che non era più tale, senza speranza e con dolori intollerabili. C’era qualche pazzoide di medico che pensava addirittura di rioperarlo dopo odissee di chemio. Si dice che questo diritto a morire sia impossibile da noi perché, scritto da osteria, “c’è il Vaticano”. Che sia quindi una questione religiosa, di fede nella vita sempre e comunque anche quando essa se n’è palesemente andata. In quei giorni in cui l’unica cosa era “staccare la spina” mi sono reso conto che il Vaticano non basta. Per lasciare in scena questo obbrobrio che non ha nulla né di umano né di cristiano c’è bisogno di una compagnia di attori variegata: di medici che premettono il protocollo all’evidenza, di parenti (non era questo il caso) pronti a denunciarli se non si sono accaniti nelle terapie fornendo ai medici un alibi perfetto, di una politica che del testamento biologico si è dimenticata da un pezzo, salvo svegliarsi strumentalmente e cinicamente se può diventare una questione utilizzabile in aula o in piazza.

    Si ciancia di diritti, al figlio, alla vita del figlio: sembra non essere un grande problema il diritto a morire decentemente, senza la sofferenza che ti fa perdere la dignità. Poco più di una settimana fa Renzi è andato a trovare testamentariamente Pannella: ma avranno parlato del senso della vita e di quello della morte?

    Oliviero Beha, Il Fatto Quotidiano

    Postato da Redazione
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    Emanuele66 .
    23/03/2016 alle 13:00
    Sì dovrebbe avere il diritto di morire ed ancor più di vivere, secondo le proprie convinzioni filosofiche NON di quelle altrui. In paesi come il nostro il diritto è confuso coll'opportunita o colle apparenze... suicidati ma non dirlo tanto meno osa chiedete aiuto perche si sa: si corre in aiuto di chi non ne abbisogna nel paese delle convenienze. Un tema importante: forse dovremmo adottare un terminale per capire il valore di una vita, prima di comperare l'utero ed il DNA altrui. Il solito Vendola, i soliti noti.

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