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  • Oliviero Beha
     
    19
    mar.
    2016

    Le primarie Usa sul web

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    New Hampshire Voters Head To The Polls For State's Primary

    La via per la Casa Bianca
    di Pietro Macchi, www.inpiu.net

    E’ curioso analizzare l’immagine che i candidati alla presidenza degli Stati Uniti vogliono dare di sé attraverso il proprio sito web. Per noi italiani è ancor più curioso vedere quanto siano

    concreti nel presentarsi. Andiamo per ordine. Accedendo al sito di Donald Trump colpisce subito la pagina iniziale che, dopo un grande grazie, chiede: sei un robot? Anche da Ted Cruz bisogna dimostrare di non essere una macchina per poter proseguire nella navigazione. Anonymous ha minacciato di colpire Trump ma le difese devono essere tenute alte da tutti i candidati, basti pensare che il 2015 è stato l’anno più buio della storia per quanto riguarda i crimini informatici. “Make America Great Again”, “This Is Our Time”, “Thank you. Onward”, “This is your movement”, sono gli slogan rispettivamente di Trump (Partito Repubblicano), Cruz (Partito Repubblicano), Clinton (Partito Democratico) e Sanders (Partito Democratico). Dopo i rispettivi slogan la richiesta immediata di un contributo economico alla campagna elettorale fa capire quanto sia importante disporre di molto denaro per rimanere in gioco. Senza giri di parole, subito appare la cosiddetta “call to action”: dona, sostieni, partecipa. Per trasparenza tutti dichiarano chi paga. Bernie Sanders, con una scritta tra parentesi, ci tiene a scrivere che non è sostenuto da miliardari. E, come Ted Cruz, impone un passaggio dalla pagina di richiesta di finanziamento prima di poter accedere al sito vero e proprio. Già da questi particolari si evidenziano le prime differenze tra candidati.

    Donald Trump apre con una sua grande foto, le dita in segno di vittoria, l’espressione del viso benevola. Sicurezza e affabilità. Hillary Clinton è tra la gente sorridente. Rassicurante. Ted Cruz è di spalle, di fronte ad una platea di uomini e donne dove, a guardare bene, ci sono poche persone di colore. Di contro Bernie Sanders apre con un mosaico di volti rappresentanti cittadini di ogni età e razza. Non c’è la sua foto. Le immagini d’apertura dei siti già raccontano molto della personalità dei candidati, di ciò che vogliono dire e forse già rappresentano i voti raccolti sino ad oggi. Concentrandosi su Hillary Clinton e Donald Trump, attualmente in testa ai rispettivi schieramenti, spicca la maniacale attenzione ai particolari. Nell’immancabile “shop on line” il sito della Clinton accoglie il navigatore con l’immagine di due giovani sorridenti, una ragazza bianca ed un ragazzo di colore. Entrando nella sezione abbigliamento, per ogni abito, troviamo un giovane modello o modella (anche un bambino e un neonato) diversi per aspetto, origine, colore della pelle, forma degli occhi. Dall’altro lato niente borse per Donald Trump il cui shop si presenta con una galleria di immagini dei prodotti in vendita. Il cappellino mimetico compare spesso.

    Per finire, anche il carattere tipografico usato è scelto per assecondare l’elettorato di riferimento. Un font dall’aspetto classico per Trump (Old Standard TT –serif font di Alexey Kryukov) già in uso alla fine del XIX secolo ed uno più moderno per (SharpUnity – Sharp Sans di Lucas Sharp) non dissimile dal Gotham usato dal presidente Obama. L’uso delle scritte in maiuscolo, quasi un segno di comando, sono molto usate da Trump a differenza di Illary Clinton che invece, unitamente al suo disadorno “sans”, usa il minuscolo per comunicare con tono amichevole. Il sito di Trump è in inglese, quello di Hillary Clinton ha anche la versione in spagnolo. Dettagli, messaggi, immagini che accompagnano il visitatore in una comunicazione che non può sbagliare. Tutto deve essere curato alla perfezione nella corsa alla poltrona più importante del mondo.

    Postato da Redazione
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