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  • Oliviero Beha
     
    18
    apr.
    2016

    Conte, la fedina penale all’estero

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    CT in uscita. Conte andrà al Chelsea
     
    CT in uscita. Conte andrà al Chelsea

    Andiamo a domino: la Juventus si conferma probabilissima scudettata, grazie all’immaturità e al nervosismo del Napoli troppo Pipita-dipendente, dimostrando che anche nelle giornate non proprio felici vince. Questo mentre la Roma deve affidarsi a Lazzaro-Totti e il Verona abbandona poco meno che matematicamente la serie A. Lo rimpiazzerà il Crotone, per la gioia non intercettata del callido Lotito che dopo il Carpisi vede recapitare dal campo nella massima serie in cui lotiteggia anche una piccola squadra città pitagorica lontana da ogni pronostico (ma an-che dalle scommesse?). Così Conte per tre volte e Allegri per due avranno compattato un lustro di vittorie come non accadeva dagli anni ’30 di Carcano. Ma secondo i sondaggi gli juventini amano di più Conte, forse perché per primo ha riportato la squadra ai fasti di pre-Calciopoli.

    Dunque, sempre a domino, veniamo ad Antonio Conte: da giorni è stato ratificato il suo contratto con il Chelsea, squadra blasonata e sufficientemente snobbina che quest’anno è andata a rotoli coinvolgendo nella caduta anche il Narciso degli allenatori, Mourinho. Conte è C.T. dellaNazionale dal dopo Mondiali brasiliani, e ha tappato un bel buco nell’estate di due anni fa al neo subentrato Presidente federale Carlo Tavecchio, sulle cui gaffes sono spuntati tomi (e Renzi allora, dal Gottardo di ier l’altro a ritroso?). Peccato che sulle sue spalle – di Conte, buon calciatore, capacissimo tecnico e raro motivatore – pesasse una situazione penal-calcistica poco cristallina. C’è una partita di qualche anno fa con lui in panchina senese, un Albinoleffe-Siena, affondata nelle carte dell’inchiesta ormai annosa detta “Last bet”, della Procura di Cremona, inchiesta sui condizionamenti delle scommesse e relative frodi sportive che deve ancora concludersi in tribunale. L’aspetto sportivo, come quasi sempre in questi casi, è stato risolto dalla Procura federale di Palazzi & friends e Conte ha avuto una squalificuccia per omessa denuncia su 2 partite. Per la Procura vera, quella appunto cremonese, l’attuale C.T. ha una richiesta di 6 mesi e un’ammenda di spiccioli (con le sterline del Chelsea l’equivalente di una cena con amici in un ristorante “mood” di Londra), col rito abbreviato. In questi giorni uno degli accusatori, un suo ex-giocatore, Filippo Carobbio, il principale “pentito”, ha ribadito che Conte di quella combine sapeva tutto e quindi… Negli stessi giorni un magistrato dal curriculum pesante come l’inchiesta sulla strage di Piazza della Loggia a Brescia, il procuratore capo di Cremona Roberto Di Martino, ha usato il verbo “rottamare” un tempo tanto caro al premier ma riferendolo a se stesso. Vuole andarsene in pensione perché i casi di cui si è occupato, compreso appunto quello delle scommesse di cui parliamo, l’avrebbero penalizzato nella carriera e isolato “in una magistratura dominata dallo strapotere delle correnti”: ha pestato troppi piedi o altro materiale escrementizio.

    Comunque vada la sentenza per Conte, per Tavecchio è una circostanza favorevole. È andato via lui, e il problema della compatibilità con la fedina sportiva è ormai “obliterato”. Verrà Donadoni? Speriamo. Sarebbe una clessidra eticamente rovesciata dopo quello che quest’ultimo ha fatto soprattutto nell’anno horribilis di Parma. L’unico calciatore che nel caso-scommesse aveva denunciato la corruzione, Simone Farina, del Gubbio, da un lato non ha più trovato contratti in Italia da giocatore, dall’altro è stato premiato da Blatter come esempio di correttezza e lealtà, e dicendo Blatter ho detto tutto dell’ipocrisia di questo mondo.

    Il mondo pallonaro che funziona per lo più mafiosamente, in cui molti ne fanno di tutti i colori ma tutti o quasi sanno tutto, e tacciono per evitare il rinculo della verità. Il mondo in cui la pubblicità delle scommesse e il loro giro vorticoso di denaro ha tracimato dappertutto, specie dopo lo scandalo di cinque anni fa. Un mondo di correi, pentiti (pochissimi), dissociati (uno…) dal sistema, omertà e grande diciamo “cameratismo”, esattamente come il mondo di sopra, di sotto e di mezzo che lo contiene. Prosit.

    Oliviero Beha, Il Fatto Quotidiano

    Postato da Redazione
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    Dopp. .
    18/04/2016 alle 20:43
    Tutti sanno,.mi chiedo perché con partite vendute e comprate alla luce del sole del nostro calcio..nessun esponente cinque stelle o qualche grande giornalista " grillino" ( magari anche dei giornaloni) fa una piccola denuncia? Stiamo tornando agli amputi hi splendori di una volta con risultati apparecchiati sismi, con squadre che smettono di giocare tre mesi prima, o altre di serie b che regalano punti con risultati ormai raggiunti..nessuno fa niente, ci si affida ai sarri o mazzarri ( trombato dal sistema a quanto pare) della situazione che strillano..poco è rimasto al di là della passione ingenua dei tifosi che per due partite buone vanno di nuovo allo stadio

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