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    19
    mag.
    2016

    La fifa nera dei furbetti del tripodino

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    roma2024-referendum

    Riusciranno almeno in questo a farci rimpiangere il “sobrio Monti”, che tra le sue nequizie non annovera la candidatura di Roma olimpica 2020. Non ce la potevamo permettere, affermò l’allora premier dossier alla mano. Forse che adesso la situazione economica del Paese è così migliorata da cambiare idea con numeri equivalenti? Dice Renzi, dice Malagò, dice Montezemolo con tutta la compagnia cantante imbarcata per l’evento che ha già incamerato molti milioni per il solo Comitato Promotore, con il tono da “Dio lo vuole” di Brancaleone alle Crociate: “È una grande occasione che non possiamo perdere”. A sì? E allora che aspettate ad appoggiare la verifica popolare di un referendum capitolino come chiedono i radicali? Di che avete paura? Se non siete i classici “furbetti del tripodino” olimpico sottoponetevi al giudizio di base, giacché tra l’altro i referendum di stagione, quello scorso sulle trivelle e quello autunnale sulla Riforma costituzionale, hanno già subito o stanno subendo il cosiddetto “trattamento mediatico renziano”.

    Non potete almeno salvare la faccia facendo raccogliere le firme in pace nei tre mesi a venire, invece di mettere in atto pressioni improprie come quelle fatte pervenire al Comune commissariato in cerca di sindaco? Se è la “grande occasione” che dite, al netto delle apocalissi finanziarie degli ultimi organizzatori a 5 Cerchi, fatevi forti del consenso dei cittadini in un momento in cui ci sarebbe tanto bisogno di più democrazia in tutti i campi. Invece il coraggio leonino del Coni, Ente da rivedere come tutto l’insieme olimpico attuale, divenuto un business che ha sempre meno a che fare con lo sport originario e sempre più con doping e altre finezze, partorisce solo astuzie da scantinato per guadagnare tempo e dissuadere dal voto. Se qualche politico ha un po’di coscienza, batta un colpo. Basta votare “sì” ai Giochi romani sulla scheda… e passa la paura di lor signori. Oppure no?

    Oliviero Beha, Il Fatto Quotidiano

    Postato da Redazione
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