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  • Oliviero Beha
     
    17
    ago.
    2016

    L’autunno bollente dell’ormai ex rottamatore

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    renzi-al-bivio

    Ci vorrebbe un’Olimpiade al mese da qui a Natale (meglio se non organizzata in Italia “alla brasiliana”…) per permettere al governo italiano di mischiare un po’ di carte, ovviamente a partire da quelle mediatiche. Ti incolli alla tv e la medaglia d’oro della Bacosi e quella d’argento della Cainero, cecchine cui va tutta la nostra ammirazione, spingono in giù, molto in giù, escludendola dai titoli la notizia che l’Italia è a crescita zero mentre si affonda non in pedana ma nel debito pubblico. Si dirà: la Rai è particolarmente patriottica, sensibile ai trionfi olimpici, e infatti ha ricordato in tutte le salse il suo ruolo di “servizio pubblico” per la dipartita di Ettore Bernabei, motivatamente celebrato come eponimo della tv pubblica negli anni precedenti alla sua berlusconizzazione. Per come l’ho conosciuto, vedendo l’impaginazione dei tg avrebbe sorriso: sia per la furbizia di poco conto ma di forte impatto sul teleutente distratto che premetteva le medaglie alle notizie economiche da panico, sia per l’agiografia diffusa che gli veniva dedicata. Riteneva questa tv semplicemente il contrario di quella che aveva pensato e attuato lui in tutt’altri tempi, dichiaratamente alle prese con la politica ma con un occhio al Paese nel suo insieme. Il paradosso è che quella tv, al contrario di questa inconsistente e auto solubile, forniva ragione di critica, ma ad un livello di cultura di chi la faceva e chi la criticava più che rispettabile, per di più in un’Italia economicamente molto lontana dalla sofferenza e dalla presbiopia di quella di oggi.

    Perché questo è il punto che sembra sgusciare via dalle considerazioni di tutti, sempre posposto ad altre esigenze: è economicamente, e da ogni altro punto di vista, il momento più difficile di questo Paese dal secondo dopoguerra, e “non si può parlare al guidatore” di un autobus mal pilotato e male indirizzato, perché il dialogo politico è praticamente estinto, come la classe dirigente che se ne dovrebbe assumere la responsabilità. Dopo due anni e mezzo di governo Renzi questi dati dovrebbero essere sufficienti per un bilancio vero, serio di come va il Paese. E invece divampano le Olimpiadi, e manca poco che Padoan cerchi di convincerci per conto Renzi che la crescita zero non è poi così male. Come in un gigantesco casinò, si parla invece solo – e nella maniera mediatica che sappiamo – del referendum costituzionale, cambiando il premier e i suoi fedeli continuamente i tavoli da gioco. Prima era lo Chemin de fer del referendum su di lui (“troppo personalizzato”, persino per Napolitano…), poi si è passati al Blackjack della “materia innovativa” interna allo stesso, adesso tocca alla roulette della “marcia indietro del Paese” se vincono i “no”.

    Dimenticando in fretta che Renzi doveva rottamare per cambiare, non partorire leggi elettorali pensate per lui che vanno bene solo finché non favoriscono altri, nel caso il M5S. O buttarsi su riforme costituzionali palesemente congegnate sulla sua misura, che è francamente quella che è… Il tutto mentre i suoi avversari di ieri e di oggi rimangono quelli che hanno affossato l’Italia e che lui doveva scalzare per far rinascere il Paese. Che dati alla mano invece è moribondo, e passa le vacanze in patria forse più per carenza di mezzi o paura di spendere che per precauzione anti-Isis.

    Autunno bollente, tra i nodi del sistema bancario con i postumi di una direttiva europea recepita con un ritardo che può avere risvolti penali, e il timore che sulle tracce della Fiat scappino all’estero in parecchi. Eppure il contesto sembra contare poco: il casinò del referendum è tutto quello cui il governo sembra tenere. Per questo ha messo in moto ogni suo croupier ancora disponibile…

    Oliviero Beha, Il Fatto Quotidiano

    Postato da Redazione
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    oreventuno .
    18/08/2016 alle 16:09
    Distrazione di massa, distrazione di massa, ogni argomento è buono. Oggi le Olimpiadi, domani chissà. Questo signore, il ballista di Rignano, che a mio avviso proprio perchè giovane è il peggiore rappresentante della politica nazionale che l'Italia si sia meritato, con virate di 180 gradi dice ogni giorno tutto ed il contrario di tutto. Balle 24 ore su 24, ma ormai pare sia divenuto carta conosciuta da Milano a Catania, e la sua popolarità è ai minimi storici. Non ha fatto nulla per snellire la burocrazia di questo Paese, ha partorito una pessima legge sul lavoro in funzione delle oligarchie finanziarie internazionali, si è schierato sempre e comunque con i poteri forti e tante altre schifezze. Risultato: un Paese in brandelli con un debito pubblico cresciuto. Doveva rottamare, chiudere le tante municipalizzate a partecipazione pubblica o quanto meno razionalizzarne i costi, chiudere l'inutile CNEL, le Province, porre fine alla spartizione politica del potere e tanto altro. Invece ? Abbiamo un parlamento eletto con una legge " incostituzionale " che si è arrogato il diritto di modifiche costituzionali. Mi domando se non sarebbe stato opportuno per la Boldrini, donna eletta dalla sinistra, dare un segnale di dissenso all'inizio di questa porcheria passata a colpi di ghigliottina,e dimettersi dalla sua carica. Siamo alla follia pura e questo è un ulteriore momento per dire no senza se e senza ma al referendum e far capire al governo ed a Renzi che è giunto il momento del go home.E la minoranza del PD cosa vuole, cosa aspetta a tagliare i ponti con questo signorino ed i suoi amici ( Verdini, NCD ecc,ecc, ). Ma pare che abbiano decretato la loro morte politica. Sono solo poco più che cadaveri viventi ! Che delusione !

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