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    03
    ago.
    2016

    Vecchio Cinema Inferno: questa è l’Italia quotidiana

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    banche-renzi

    Su queste pagine, ieri, Aldo Nove chiosava con acume la realtà italiana subcinematografica: dove sono finite maschere più che simboliche come Alberto Sordi, Paolo Villaggio o Ugo Tognazzi che rendevano, (apparentemente) esasperandola, la vita quotidiana di allora? Sintetizzando la sua tesi, non ci sono più perché la realtà si è incaricata di rappresentarsi da sola. Concordo pienamente con lui, è esattamente quello che sta accadendo all’insaputa – temo – dei più. Da due punti di vista: da un lato si è appunto spettacolarizzata qualunque forma di vita, pubblica e privata, non solo italiana. È tutto un set, uno studio tv, una dimensione pubblica che si percepisce come una droga. Chiunque, dal primo cittadino all’ultimo, sembra “dopato” dalla convinzione irragionevole che il suo attimo fuggente venga ripreso da qualcuno, non sia già più suo. E invece che dispiacersene, ne gongola. Dall’altro lato la spettacolarizzazione del quotidiano ha smozzicato l’arte di rappresentarla artisticamente, e non a caso salvo rare eccezioni ciò che va sotto la voce spettacolo di qualunque tipo è oggi assai più scadente di quello cui si assisteva solo venti o trent’anni fa. Fate i paragoni, con il cinema, il teatro, la tv. Oscar Wilde sosteneva che “la vita imita l’arte”. Poverino… Lo vedrei bene a combattere per esempio con Matteo Renzi piuttosto che con Bianca Berlinguer, spettacolarizzati al massimo anche se il loro mestiere sarebbe un altro. Cominciando dalla Rai, che non fossefosse diventata la BBC, beh, questo l’avevamo http://genericcialis-cheaprxstore.com/ supposto… Che poi il premier senta il bisogno di esonerare la Bianca nazionale, come un’allenatrice cui non si fa neppure iniziare la stagione perché lo scudetto è il referendum costituzionale, più che suggerire solidarietà alla direttora del Tg3 nominata con le stesse modalità con cui dopo sette anni viene defenestrata, dimostra che il leader del Pd è cialis dose duration sempre più timoroso e casuale, uno scherzo generic cialis della storia. Che spettacolo! Come è noto, anche i pugili hanno le categorie: Renzi che espelle la Berlinguer non fa eccezione, e si colloca clamorosamente nella stessa categoria di “peso” della nuragica estromessa. Ma sempre sulle tracce di ciò che scriveva Nove, parafrasandone appena l’orizzonte, che cosa c’è di più cinematografico natural substitute for viagra di un referendum di cui ancora non si fissa la data per studiare meglio quando è più conveniente per sé e per la guarnigione del “sì”, e non certo per il Paese che in fondoda presidente del Consiglio rappresenterebbe? L’obiezione è la solita: han semprefatto tutti così, sia nella spogliazione/vestizione della Rai che nel gestire l’agenda politica

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    secondo criteri di opportunità partigiana (per cortesia, non scriva l’Anpiper lamentarsi…). Obiezione che però affonda nelle diverse condizioni dell’Italia odierna. Stiamo vivendo il peggior periodo italiano dal secondo dopoguerra, con questioni e problemi certamente non solo economici che s’affollano tutti insieme. Matteo spalleggiato da quasi tutto il sistema mediatico non fa che indorare pillole, smentito dai fatti sempre e comunque tanto da suscitare quasi commozione, vedasi il pasticcio colossale delle banche letteralmente alla moviola più truffaldina possibile (anche qui, approved online pharmacy più una spettacolarizzazione che un enunciato serio). Un Inferno, insomma, salvo per quei pochi che hanno svoltato a spese di quasi tutti, che ci viene spacciato per un Purgatorio, se non per un quasi Paradiso dai Renzi, Boschi, Padoan e compagnia recitante. Niente di dantesco, e invece tutto di spettacolare, sull’ininterrotto palcoscenico nazionale. Ma che il teatro stia bruciando non entra mai nel copione… Oliviero Beha, Il Fatto Quotidiano

    Postato da Redazione
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    1
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    Dopp. .
    04/08/2016 alle 21:59
    A tu per tu di corbucci la mattina mentre gli altri partono per le vacanze sulla autosole e una esperienza sublime, da italiano vero

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