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    14
    set.
    2016

    Il Movimento, da classe diligente a classe dirigente

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    beppe_grillo_amministrative

    Prima dell’endorsement dell’ambasciatore Usa pro “sì”, mi parevano principalmente due gli aspetti delle ultime settimane capitoline così turbolente per il M5S (e per l’urbe, ovviamente). Ma prima c’è l’ambasciatore Usa che mi sento di ringraziare pubblicamente contrariamente ai fautori del “no” di cui faccio parte, diciamo per lancio dell’asciugamano pugilistico nella pochezza del boxeur avversario e della sua produzione costituzionale. Pensate il danno che avrebbe fatto al fronte di coloro che ritengono una sorta di “monnezza” arrangiaticcia la riforma di cui parliamo un parere opposto ed energico dell’uomo di Obama: provate a immaginare lui che dice “no”, e che si becca una serqua di critiche sull’invadenza, la nostra storica sovranità limitata, gli Usa che vogliono il nostro male ecc. ecc. Per quel poco che conosco la simpatica cialtroneria connazionale, niente di peggio di questo “sì” stropicciato dal terminale di un impero che sta per scegliere tra il trappolone (è una traduzione del cognome…) iperberlusconiano e una guerrafondaia dinastica per di più non in forma scudetto: il minimo è una reazione alla Sordi rovesciato, da “italiano a Washington”, del “fatevi gli affari vostri”. E invece Renzi&C. gongolano. È proprio vero che “deusamentat…”.

    Ma torniamo ai grillini. Dopo le sliding doors degli assessori qualche spirito illuminato si è degnato di notare che in realtà “tutto dipende dalla mancanza di una classe dirigente”. A sì? E chi doveva tirarla fuori questa classe dirigente? Il M5S comunque giovane e neofita, cui l’intelligenza di Casaleggio e la popolarità vitalistica di Beppe Grillo, seguite dall’impegno di tanti adepti di ogni età, hanno permesso di arrivare in un lustro scarso a primeggiare nelle Politiche del 2013? Per loro, anche considerando il lavoro parlamentare e amministrativo negli enti locali, va pesato un tempo brevissimo per crescere e strutturarsi, per passare appunto da classe “diligente” che rispondeva sul web e in piazza alle intemerate di Grillo, con tutti i suoi limiti e difetti una persona perbene, a classe davvero dirigente. Il tutto in un Paese che, distruggendo la borghesia piccola e media e favorendo un’oligarchia ridondante solo tra i confini e stracciona all’estero, appunto non ha più da un pezzo una classe dirigente. E destra e sinistra avrebbero avuto il tempo per costruirla o ricostruirla. Solo che di avere un’idea complessiva diPaese non gli è mai venuto in mente lontanamente, occupati com’erano a spartirsi per bande il presente azzerando il futuro collettivo. Di qui la protesta, l’esasperazione e il successo del M5S. Senza classe dirigente, ma incazzati neri proprio perché essa latitava a spese di tutti. Il secondo aspetto affascinante, che nulla toglie a errori anche clamorosi fatti fin qui, è lo stupore politico e politologico degli “altri”, di chi ha imperversato fino a ieri o ancora imperversa (cfr. Renzi e l’ambasciatore Usa), per l’affezione e la fiducia che tuttavia il M5S ispira alla propria base. Ma come, ne abbiamo viste di tutti i colori, c’è stato un gregge transumante in Parlamento, una gara a chi si vendeva di più eppur qualcuno li votava, a destra come a sinistra (considero il centro di Alfano un puntino geofisico), e nei paraggi di un Movimento dilettantistico ma ancora più che “decente” ci si aspettava un abbandono in massa dei seguaci? Forse non si è valutata appieno la disperazione da cui il M5S è stato generato. Per questo si ciancia di classe dirigente e ci si stupisce che complessivamente i grillini non si siano suicidati in massa. Non lo facciano, e occhio agli attentati…

    P.S. Non è necessario essere del M5S per registrare la realtà…

    Oliviero Beha, Il Fatto Quotidiano

    Postato da Redazione
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    pasqualino .
    14/09/2016 alle 13:11
    Una interessantissima lettura, non concordo su molti punti. La questione del dilettantismo andrebbe approfondita e circostanziata ma ne verrebbe fuori un papiro. La classe dirigente...... che dire, il sistema ha generato mostri, secondo me, se ci teniamo quella che abbiamo dove vogliamo andare? E formiamo le "nuove leve" nella "scuola" e con le "vecchie leve", chiudiamo questo abominevole circolo vizioso e torniamo al punto di prima.

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