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    07
    set.
    2016

    Siamo ostaggi tra cure alternative e malasanità

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    dario-bellezza

    Vent’anni fa moriva di Aids Dario Bellezza, poeta romano estetizzante, gattaro e dalla risata indimenticabile. Tranquilli, non voglio legare l’anniversario alla situazione di Roma e all’implosione grillina, che giustamente colma l’evidenza giornalistica. E comunque per molto meno, per un briciolo di senso di opportunità e di rispetto per me e il M5S che mi ha chiamato a governare Roma, nei panni della Muraro menzognera mi sarei dimesso da un pezzo. E neppure riferirlo alle altre notizie che premono, dal Renzi cinese un po’ buffo e preoccupato tra i “Grandi della terra” che la stanno riducendo così all’ex leader Maximo D’Alema promosso a “signor no” perché capeggia l’opposizione al referendum costituzionale renziano, “così salta definitivamente il partito della Nazione”. Ah sì? Si vota no per quello usando un rispetto “recitato” per la Costituzione per liberarsi da chi ti ha provato a rottamare? Ma questa povera Costituzione che colpe ha dei D’Alema dalla cui costola berlusconizzata è spuntato Renzi, e dei Renzi che si affidano alla manomissione della medesima per distrarci dal baratro? Sì, d’accordo, ma… Bellezza? Bellezza (nella foto) lo cito perché rimanda a Umberto Veronesi, e all’intemerata sacrosanta di tre giorni fa del più famoso e longevo oncologo italiano contro le cure alternative antitumorali spesso pozzo di sciagure.

    Recentemente per evitare la chemio ci hanno rimesso la pelle una giovane di 18 e una donna di 34 anni. Sono queste notizie, e l’allarme che suscitano, a richiamare il famigerato “principio di realtà” su cui si dovrebbe basare la politica, per rappresentare i cittadini nei loro bisogni primari tra i quali magari un posticino per la salute ce lo troverei… Invece di solito la sanità è considerata alla stregua di un bancomat regionale elettoralistico e di un’agenzia del personale, sempre sub politico. Per cui va bene tutto o non va bene nulla, Renzi piuttosto che D’Alema, la Raggi o Giachetti ecc., ma in mezzo alle parole troppo spesso vacue della politica quando ti confronti con casi come quelli citati da Veronesi sei costretto a misurarti con la realtà, spesso la tua personale o famigliare. E l’insensibilità di una classe dirigente nei confronti della quotidianità e della persona si fa ancora più nitida.

    Bellezza, dunque: è morto di Aids per aver rifiutato le chemio del caso ed essersi affidato a un fattucchiero di poco momento con strani intrugli e iniezioni ancora più strane. Vent’anni fa l’Aids cominciava a essere decisamente sotto controllo, e non più incurabile come nella decade precedente. Dario se ne è andato malissimo, come peggio non avrebbe potuto. Quindi tutte le ragioni a Veronesi, anche perché ormai ci si è messa anche la Rete a sfoderare da un pezzo irresponsabili rimedi miracolosi contro il cancro. Su tutto ciò purtroppo c’è una nutrita e pericolosa letteratura… Ma anche la medicina ufficiale e la sua organizzazione professionale e logistica troppo spesso si dimenticano di avere a che fare con delle persone, e curano schematicamente quando non macchinalmente le malattie. A volte si nega la morfina indispensabile a un malato terminale per non assumersene (il medico) la responsabilità. Caso estremo, certo, ma sintomatico, che ho toccato con mano. Questo non dovrebbe spingere a medicine alternative inventate e non sperimentate, ma spiega lo stato d’animo di chi vi si affida. È una zona grigia, in cui non dovrebbe esserci spazio per la “malasanità”. E comunque l’allarme di Veronesi è più politico delle fibrillazioni di partito e delle guerre ciniche o pacioccone che i nostri eroi si fanno in continuazione: tra la recita e la realtà in mezzo c’è una voragine.

    Oliviero Beha, Il Fatto Quotidiano

    Postato da Redazione
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    2
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    Dopp. .
    08/09/2016 alle 22:35
    ma Renzi in che clinica F curare i suoi figli.? Fa come la scuola? Prende l'elicottero e va nei raparti cosiddetti " deccellenza" ?
    Dopp. .
    08/09/2016 alle 22:29
    I medici di aziende ospedaliere pubbliche lavorano nell esasperazione da anni..vanno capiti nell loro dignità.( ci siamo passati tutti nelle sue varie forme in questi tritacarne).mica possono fare i miracoli, tra sindacati che vogliono fotterli e politici corrotti che ciurlano nel manico..la salute è diventata una roba di facciata per la povera gente..mentre la privatizzazione fa arricchire qualcuno, qualcun'altro muore per far spazio a nuove barelle..la cosa primaria per tutti..trattata con meno amore della messa a nuovo di un nuovo centro commerciale

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