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    03
    ott.
    2016

    Giochi e smanie di candidatura

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    Thomas Bach, Presidente CIO

    Ci sarebbe da commentare la differenza che ancora permane tra Juve e Napoli, mai così vicine sul piano complessivo del campionato e della Champions fino a ieri mattina, mai così lontane dopo la giornata che ha visto la Juve vincere “come al solito”anche senza sforzo e il Napoli stralodato di Sarri perdere inopinatamente a Bergamo. La lontananza non è tanto in classifica e neppure nei valori tecnici, perché se la Juve ha i campioni il Napoli avrebbe il gioco, quanto in mentalità e logistica societarie: la Juventus continua a essere affamatissima per tradizione e gruppo sanguigno, il Napoli è virtuoso e la gestione De Laurentiis gli ha fatto un gran bene, ma ancora ad intermittenza. Le lodi lo sbrodolano, i campioni se le dimenticano. Ci sarebbe poi da rimarcare l’indagine della Demos di Diamanti, Ilvo non quello del Palermo, che ci dice come negli ultimi anni gli italiani che si dicono tifosi di calcio sono sempre meno. Dice per scandali e corruzione… Ma va…?! E contemporaneamente gli italiani vanno sempre meno a votare… Ci sarà qualche attinenza “tifosa” tra i due cali come scrivo sciaguratamente da secoli?

    Non guasterebbe poi riprendere la notizia che il Museo Bartali di Ponte a Ema, nelle mani disattente e maldestre del Comune, è in condizioni sempre più disastrate, con i cimeli a prova provata di ladro. Eppure il sindaco Nardella oltre a promettere riguardo nei confronti del Museo aveva perfino condiviso pubblicamente l’idea di dedicare a Ginettaccio (contiguo al paese dei Renzi…) il nuovo stadio. E Nardella più di Bruto è un uomo d’onore… Vogliamo almeno pensare al Museo?

    Ci sarebbero insomma tante notizie e tanti aspetti, ma cedono il passo almeno ora all’incontro che domani il Presidente del Coni avrà con quello del Cio, sceso a Roma apposta per la candidatura nostrana bocciata dal Campidoglio. E la cosa è troppo stringente, perché il mio timore è che nella speranza che “la Raggi non mangi il panettone” la candidatura sopravviva. Ora è meglio essere ancora più chiari con chiunque non voglia capire ma sia in buona fede, giacché chi invece ha mangiato la foglia, l’albero e la foresta è ovvio che difenda, ammantandoli, i propri interessi: qui i Giochi c’entrano poco, c’entra “la candidatura per i Giochi” che ha significato a quanto ammesso dagli stessi richiedenti finora una ventina di milioni, e altri 140 brevi manu sarebbero (stati) previsti nella legge di stabilità. Intanto afferrare i finanziamenti, poi si vede.

    Il presidente tedesco del Cio, Thomas Bach, cognome importante e passato da olimpionico, verrà pure dallo sport: ma il Comitato che presiede padrone dei Giochi e delle loro candidature, irrorato dai soldi degli sponsor e dei diritti tv, a Rio ha nominato 8 nuovi membri (in attesa che Malagò ci finisca di diritto appena Pescante andrà in pensione), di cui uno italiano, il presidente della Federbob e Skeleton (hai capito che roba). Gli altri non sono capi dell’atletica o del calcio internazionale, bensì, nel mazzo: la moglie dell’uomo più ricco dell’India, un colombiano presidente della Banca interamericana del Commercio, il più importante produttore cinematografico del Sudafrica, altre figure di sportivi assai addentro alla politica e al mondo del credito, delle assicurazioni e dei Casinò… Insomma il Cio è un’altra cosa, è uno “Spectre dello sport con sede nei paradisi fiscali”come lo aveva ben delineato Pietro Mennea, forse competente nel settore.

    Quindi è solo una faccenda di soldi, e subito, perché per esempio lo sponsor più longevo (da Amsterdam 1928) del“tripode”, la Coca Cola, distribuisce mance a tutti Italia compresa ma punta su Los Angeles, per rifarsi con gli interessi (impianti solo da riverniciare…). E questo l’allegra “compagnia Malagò” lo sa benissimo. È che non viene spiegato dai media, corrivi, corrosi, collusi. Del resto fate con me un test significativo: cercate su Google “incidenti stradali mortali causati da Grillo, dal figlio dell’ex Presidente del Coni, Petrucci, e da Malagò”. Vogliamo scommettere che trovate solo i primi due? Ah, benedetta informazione…

    Oliviero Beha, Il Fatto Quotidiano

    Postato da Redazione
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    Commenti
    4
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    Dopp. .
    03/10/2016 alle 22:10
    Il senso di eder in nazionale?
    Dopp. .
    03/10/2016 alle 22:06
    Ah..""".se Pietro mennea avesse avuto uno dei tanti procuratori che vanno di moda..che talento sprecato..poteva fare tanti soldi....
    Dopp. .
    03/10/2016 alle 22:02
    La nuova Rai di Renzi sta puntando sul disorientamento, cercare di annacquare un idea di opposizione, su un cambiamento finto , naïf, con programmi che scadono nella noia e nel ripetitivo per far dire che la novità è lui , il re..
    Dopp. .
    03/10/2016 alle 21:56
    Woow, è verissimo..la spectre neoplutokratika massonica ha censurato su malago..ma il filone e lo stesso delle uccisioni democratiche..di quei poveracci in America che avevano deciso di svuotare il bidone? Ma a che serve far finta di indignarsi difronte a tanto schifo? I sondaggi dicono che...

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