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    05
    ott.
    2016

    Il “NO” è necessario ma non sufficiente

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    referendum-costituzionale

    La notizia che ier l’altro a Bareggio, comune contiguo a Milano retto dal PD, il capogruppo del M5S è stato espulso “manu militari” dall’aula perché reo di indossare una maglietta con una scritta per il “NO” è significativa per due ragioni, una ambientale e l’altra di carattere diciamo così personale. Ovviamente la circostanza sarebbe grave ma non seria: nessuna regola impediva scritte esposte in un consesso maggioritario legittimamente e dichiaratamente schierato per Renzi e il “SI” che non aveva bisogno di magliette. Basta e avanza la scritta talmudica sulla fronte del Golem. “Sarebbe” ho scritto, perché invece, presa a misura del clima instaurato da questo Referendum per riformare una Costituzione pavimento della casa comune degli italiani, se ne ricava una pessima impressione. E naturalmente la responsabilità di questo clima dipende dalle piroette di chi pur dopo una serqua di voti di fiducia parlamentari non ha potuto evitare la consultazione popolare. La ragione che ho chiamato personale, invece, rende un altro tipo di idea. Venerdì scorso sono stato invitato a partecipare all’assemblea nazionale di Campo Democratico nella sala delle riunioni della Direzione del PD. Ministri, sottosegretari, amministratori locali e naturalmente il luogo tappezzato di sigle piddine. Immediatamente trasferite in una serie di interventi che d’impeto o in conclusione confluivano nel “SI”, con motivazioni non proprio originali e attacchi anche viscerali al M5S.

    Questo giornale veniva citato naturalmente ad esempio degli arruffapopolo e con una dose industriale di ironia involontaria si attribuiva al fronte del “NO” un’artiglieria mediatico-televisiva colpevolizzata. Chi scrive può distrarsi, certo, ma finora non se ne era accorto. Il problema casomai per chi ha un minimo di avvedutezza è esattamente il contrario (e di solito non porta bene). Dopo le prime intemerate mi è stata data cortesemente la parola “in partibus infidelium”, per capirci. Perché sapevano chi ero e ho precisato fin da subito che ero nettamente per il “NO”, al referendum come alle Olimpiadi. Gli astanti hanno lievemente rumoreggiato ma sono stati ad ascoltarmi senza mutare espressione. Ho riassunto il “No” in una circostanza simile con l’esempio di chi rende la Costituzione riformata un insieme di regole del baseball, incomprensibili per un Paese calcistizzato che non lo conosce… Ma soprattutto mi sono chiesto e ho chiesto che Paese ci aspetta “dopo”, comunque vada il referendum cui il mio no va per evitare guai maggiori. E se pensavano che gli italiani la notte stessero svegli incerti sul quesito (posto come sappiamo artatamente), oppure non dormissero per altri motivi… Se persino con il “SI” Renzi non fosse a fine corsa per getto della spugna (economica? giudiziaria?) su un ring per pesi maggiori del suo, certo non rintracciabili tra i suoi cinici predecessori, e se il PD potesse andare avanti (cioè indietro) così, perdendo voti e prendendosela con i limiti del M5S, che riempie i loro buchi e non solo (non ci vuole un genio né Alfano per capire che in molte zone fanno da argine a una gioventù potenzialmente arruolabile dalle mafie..).

    Una volta terminato, non solo non mi hanno espulso ma in molti poi si sono detti d’accordo, referendum a parte su cui sono continuati tutti gli altri interventi. Ma che ci sia un problema del “dopo” è evidente immagino a tutti gli uomini di buona volontà o leggero buon senso. Campo Democratico è un’idea e un’area che dovrebbe contenere il PD e non solo quello, non il contrario. Questo Paese si salva “insieme”. Sono cose che scrivevo qui il 28 maggio 2014, e Renzi aveva appena riscosso il pienone paraplebiscitario alle Europee. Si è visto l’uso che ne ha fatto…

    Oliviero Beha, Il Fatto Quotidiano

    Postato da Redazione
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    Dopp.. .
    06/10/2016 alle 21:46
    Insomma un bel pareggio..come Italia Spagna..
    leno lazzari .
    06/10/2016 alle 13:34
    Io voglio soltanto veder cambiare la musica nel nostro paese ! ! ! E si badi bene, non intendo per questo "vedere il CDX al governo". Anche perché il CDX che abbiamo fa pena come la SX, anche se per motivi diversi . Il totale non cambia perché abbiamo in generale una classe politica composta di pagliacci prima ancora che incapaci . Ho molto sperato che Renzi potesse-volesse portare una svolta nel modo di fare politica in questo paese . Comincio a pensare, come tanti ingenui, tantissimi delusi dal vecchio e tantissimi incazzati che l'unica speranza di una soluzione di continuità sia l'azzardo del voto grillino . Se non altro perché penso che ben difficilmente potranno fare di peggio dei partiti tradizionali degli "ottimati" Perché, sic sempliciter, esperti di cose del governare che il nostro paese se lo sono mangiato boccone dopo boccone . Leno

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