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  • Oliviero Beha
     
    09
    nov.
    2016

    E’ il mondo che va così oggi…

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    Donald Trump vince le elezioni americane

    L’elezione netta di Donald Trump può scandalizzare, deve preoccupare ma ha una sua logica oltre ad una sua legittimità democratica (molto più dubbia, pare, se avesse vinto la Clinton in base ai sospetti sui metodi di voto…). Voglio dire che da un lato non è un caso che politologi e giornalisti abbiano nella stragrande maggioranza sbagliato le previsioni (pensare che c’era Renzi pro Hillary… adesso speriamo che smetta di tifare Fiorentina…) come per il Brexit, dall’altro che la realtà ha i suoi percorsi magari sotterranei, sottopancia o sottotraccia, ma non per questo meno veri. C’è un generale rifiuto dell’establishment, negli Usa come in Europa, e chiamarli semplicisticamente “populismi” è solo dimostrazione di poca chiarezza, vecchiaia, paura degli osservatori. Anch’io sono spaventato, ma credo che i conti si facciano con la quotidianità e i suoi problemi. Intercettati da Trump soprattutto “perché non era la Clinton”, una dinastia intesa come potere, come a suo tempo Bush. Votarono a Roma “contro l’inerzia del Pd” per Alemanno con gli stessi criteri nel 2008… Adesso si tengono o ci teniamo Trump, di cui hanno riso tutti e per lo più con ragione. Ma le elezioni si vincono nel Paese prima che nei congressi di Partito, ed è questa la lezione. E’ un mondo sfasato, un capitalismo truccato (ed è inutile obiettare “ma appunto, Trump…”, per le ragioni su esposte), una società troppo ingiusta, presbite e miope. Le reazioni elettorali sono scomposte, certo: ma reagiscono a una brutta situazione. E’ quella che va cambiata, contro i Trump là e contro la solita casta, Renzi compreso qua. Per questo malgrado tutti gli errori e limiti il M5S continua a prendere voti: li prende “contro”…Almeno questo è il mio modestissimo parere.
    o.b.

    Comunque vada, avremo i Paesi spaccati in due
    Almeno un’analogia c’è, tra tante differenze di ogni tipo e una interdipendenza neppure troppo vaga, tra il voto della notte passata negli Usa e il referendum istituzionale verso il quale si aggetta l’Italia di Renzi e di Bersani: comunque vada, non una crepa ma una voragine si sarà aperta nel corpo sociale travestito per i media subpolitologici da corpo politico. Se soltanto una generazione fa, quando l’attore Reagan scorrazzava nelle urne e noi, affidati all’austerity di Enrico Berlinguer, faticavamo a non ridere con l’ultimo western de “l’impero del bene”, ci avessero detto che in confronto quelli erano tempi d’oro (per dire…), avremmo sghignazzato. Anche allora la politica era un ininterrotto baratto con il potere finanziario ma non in modo così dipendente come oggi: chiunque vinca per la Casa Bianca, sarà comunque la vittoria di Hillary Trump, perché sarà stata votata la dinastica Clinton come “non Trump”, o meglio come una Trump non così dichiarata, un po’ ecologica e molto ipocrita. Oppure avrà prevalso Trump perché “è quello che è”, qualcosa di barbaro ma non ambiguo e rappresentativo del più che deficitario “spirito del tempo”. In ogni caso, politica nel senso più nobile sconfitta e in soffitta, ostaggio dei poteri forti e senza visioni del futuro, e un continente di tale importanza spappolato nell’idea antropologica d’insieme.

    Renzi tifa Hillary, che immagino abbia qualche relazione con la sua committenza, mentre strapersonalizza tutto, dalla Leopolda al voto. Assistendo alla sua ultima performance, è stato impossibile non ripensare alle doti cabarettistiche di Berlusconi, sia pure all’occaso, quando prima del voto del 2013 spolverava sedie… In confronto alle intemerate da bar del Nostro, oggi, quella era alta politica, almeno quanto a espressività di un fenomenale uomo di spettacolo che ci siamo tenuti per un ventennio quasi fosse uno statista… E anche qui, vinca il “no” secondo logica per il cumulo di pasticci e stropicciate di una riforma gomitolo, tirando il capo del quale vien via tutto anche senza bisogno del fior fiore dei costituzionalisti, oppure il premier riesca a sostenere con tutti i mezzi il suo “sì”, di certo avremo il paesaggio sempre più deformato del Pd in briciole e più in generale di una politica che tra Napolitano e Mattarella fa venire le lacrime agli occhi per il futuro di figli e nipoti. In fuga, peraltro… Quello che non sembra chiaro o non viene raccontato esplicitamente dai media così occupati a simulare la superficie della realtà intrecciata con gli interessi dei loro editori, è lo stato delle cose: il Pd è già finito da un pezzo nelle strade e nelle case, non dirò nelle sezioni evacuate, la lizza da capitan Fracassa di Renzi si svolge sul palcoscenico di un teatrino ormai vuoto. In un Paese in cui purtroppo le scosse sismiche si incaricano di sostituire il dramma alla metafora. Basta guardarsi intorno, basta uscire dalla Leopolda o da qualunque altro luogo deputato ma irrelato dal contesto quotidiano, fatto da una crisi che ingoia sempre più singoli e famiglie. E loro si preoccupano del Pd… Ma su, tutti padri della patria si rivoltano nella tomba in questa totale mancanza di serietà e consapevolezza, che affida tutto alla approvazione di una “riforma costituzionale” quale puro (impuro) pretesto, che in realtà non importa a nessuno dei duellanti politici, attenti esclusivamente al loro “particulare”. La storia li giudicherà, d’accordo, ma siamo sicuri che non sia sufficiente la cronaca? P.S. Leggo che Grillo segue il mio invito al responsabile economico del Pd, Filippo Taddei, di “girare i soldi della Ryder Cup di golf ai terremotati”. Taddei in tv ha negato fosse così. Se è vero, magari in un gioco delle tre carte, per cortesia potrebbe dimettersi?

    Postato da Redazione
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    3
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    Dopp. .
    09/11/2016 alle 23:20
    Coi soldi ti compri il mondo..penso che Renzi 2.0 punterà molto su questa massima trumpiana
    Dopp. .
    09/11/2016 alle 23:14
    Riotta parlava di " a memo di clamorosi ribalto i non vedo come possa vincere quello la.."..ne l'edicola fiore i personaggi di strada riescono fare analisi politiche più convincenti di sti pupazzi dei salotti buoni che dopo br exit e trump ora sperano magri di prendere una tramata anche con il sì di Renzi..povero paese
    Dopp. .
    09/11/2016 alle 23:09
    Ruderi cup de che? Alfano e la ministra si spendono..da vespa per far vedere che loro sono da sempre per la grande America e balablab..ora pensano di comprarsi consenso con trump...trovo ridicolo che cinque minuti quello che era un mostro diventa una risorsa..la stessa voglia di demolire e trovare difetti in trump diventa elogio sfrenato in Renzi..Mahh..per non dire altro

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