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    15
    feb.
    2017

    M5S, un quarto (corrotto) di secolo dopo

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    grillo-m5s

    Dopo “la mucca nel corridoio” Bersani abbassa il tiro su Renzi che “mette solo le dita negli occhi”: mica male la situazione dell’ex partito comunista più forte dell’Occidente, ne ha fatta di strada per confliggere in un vicolo. Il tutto mentre cade il 25º anniversario di Tangentopoli, quella cosa di Mario Chiesa sputtanato dalla ex moglie, delle banconote nel cesso, di Craxi capo dei “mariuoli” che tale lo definiva, della giustizia fiammeggiante del pool (da misurare su come hanno passato gli anni da allora: Di Pietro è come Davigo? Sicuri?). Nel frattempo impietoso l’Istat snocciola per l’Italia il peggior rosario economico del continente, e una generazione degenera. Ma che volete che sia di fronte allo sprezzo del ridicolo del Pd, o a qualche bello spirito in libera uscita che propone di incorniciare l’attuale stagione politica (politica?!!!) nella contrapposizione tra “populisti” e “responsabili”? Ossia tra Grillo e – in magazzino – Salvini e tutti gli altri, l’establishment.

    C’è un nesso con la stagione di Mani Pulite? Credo proprio di sì, a partire dall’osservazione che “deus amentat ecc.” già nel linguaggio. Passi per il vocabolo “populisti”, cui si può benissimo dare un significato positivo se si tratta di coinvolgere il popolo nel meglio e non nel peggio della politica, ma “responsabili”? Allora siete pazzi, non ci fate ma ci siete. Chiunque dotato di minimo senno si chiede “responsabili in che senso”, responsabili di che? E non c’è bisogno di essere un ultras pentastellato per rispondere sinteticamente: dello sfascio italiano, cominciato tanto tempo fa ma paradossalmente acuito dai postumi di Tangentopoli, dalla corruzione dei tempi ferita ma non uccisa che come un animale rinvigorito da allora ha cambiato i connotati del Paese.

    Non si tratta di dar ragione a Davigo, che ne ha da vendere, ma di guardarsi intorno: oggi vivere decentemente essendo onesti e ripudiando corrotti e corruttori non perché nessuno ti corrompe ma perché l’insieme ti repelle, ti fa male dentro (se c’è ancora un dentro), è in Italia più che nel resto del mondo un’impresa disperata. Mi piacerebbe che anche uno solo, tra coloro che appiccicano l’etichetta di “giustizialista” a chi ritiene di essere purtroppo sempre più circondato da figuri amorali per cui va tutto bene basta che convenga, negasse l’assunto. Nel 1992 (la cui serie tv ha contribuito a confondere le idee e a svuotare la possibile etica conoscitiva di chi allora non c’era) presumo che molti tra i grillini fossero ancora nella loro provincia prenatale o troppo giovani per immagazzinare l’esperienza di quel periodo. Poiché di esso molto già si parla e doverosamente anche in queste pagine, mi limiterò a un etto di immaginazione. Come sarebbe oggi il Paese se insieme ai manigoldi del CAF anche il PDS ci avesse rimesso le penne. Chiedere a Greganti, il duro che non parla ma che mentre leggete credo sia ancora a Dubai. A fare che? Per conto di chi? Con quali denari? Certo non si sarebbe arrivati fin sulla soglia non dirò della scissione bensì del pollaio sulla pelle dei beneamati “elettori di sinistra”.

    Come sarebbe oggi il Paese, il cui sistema mediatico è indaffarato a scompigliare il Di Maio attraverso il Marra e la Raggi come se da questo dipendesse non la sorte della politica politicante con vantaggi annessi ma quella di un’Italia in coma, se il M5S fosse nato allora in mancanza di qualunque partito cosiddetto di opposizione. Che cosa sarebbe accaduto se a un’opinione pubblica reduce dall’esperienza del “popolo dei fax” fosse stato possibile incanalarsi in una maggiore partecipazione, così che all’erezione di un momento non subentrasse la tristezza animalesca post-coitale. L’ultima domanda è anche per Dagospia…

    Oliviero Beha, Il Fatto Quotidiano

    Postato da Redazione
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    Dopp. .
    15/02/2017 alle 23:30
    Fa tenerezza sentire Emiliano spendersi per ligittimare Renzi al prossimo giro..come i cinque stelle che intortano su questioni di superiorità etiche e quell'altro che a ottant'anni pensa di dare ancora le carte ai tavoli..la gente si interessa al circo solo se ci sono tornaconti( anche miseri..
    Dopp. .
    15/02/2017 alle 23:16
    Il paese è finito da prima del 1992, un po' di benessere collettivo, qualche euro in busta paga, un cellulare nuovo hanno fatto passare gli anni come se l'importante era potere sopravvivere e basta magari permettendo si qualche lusso..in una visione solo consumistica si sono bruciate valorese coscienze, si sono messe sotto il tappeto le urla di disperazione che si sono mischiate in un carnaio di corruzione morale senza fine, cosa vuole l'opinione pubblica se non dare la colpa di volta in volta a tizio o a caio di questo macello sociale?

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