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    20
    apr.
    2017

    “Mio nipote nella giungla”: intervista a Oliviero Beha

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    Stefano degli Abbati intervista Oliviero Beha, autore di “Mio nipote nella giungla” per la rubrica “I TEMI DELL’UMANO- LA NARRAZIONE DELLA BIOETICA: (16/4/17)”.

    Mio nipote nella giungla
    Oliviero Beha
    Collana REVERSE
    Casa Editrice CHIARELETTERE
    176 pagine, Brossura

    Leggi il prologo completo

    Tra racconto, confessione e pamphlet, in uno stile accattivante, il libro più crudo e più chiaro di un critico feroce dei nostri giorni alle prese con il futuro da inventare di nipoti, figli, fratellini, sorelline…
    Un manuale appassionato di sopravvivenza pratica e intellettuale che non nasconde i pericoli senza consegnarsi alla rassegnazione.

    “Non le do pubblicamente la mia solidarietà per non farLe danno.”
    Giulio Andreotti dopo la chiusura di Radio Zorro da parte della Rai

    “Non capisco come Beha possa pensare di lavorare ancora in tv, o alla radio, o in un giornale medio-grande se continua a scrivere libri come questo.”
    Marco Travaglio, prefazione a “Diario di uno spaventapasseri”

    “Tu, Oliviero, possiedi doti straordinarie di autentico cantore.”
    Dario Fo, prefazione alle poesie di Meteko

    “Con la freddezza di un chirurgo, fa un’analisi caustica e spietata, prendendo di mira i paradigmi della cultura contemporanea.”
    Franco Battiato, prefazione a “Il culo e lo stivale”

    Soprattutto per un giovane, o per un neonato, il futuro è una muraglia altissima, apparentemente insuperabile e la giungla in cui siamo precipitati sembra inestricabile: difficile trovare una direzione. A proteggere il novello Mowgli dalle insidie e dai pericoli non ci sarà nessuna pantera Bagheera, dovrà cavarsela da solo. Ma qualcosa per lui possiamo fare da qui, ora, senza aspettare: chiarirgli le idee, avviarlo o riavviarlo al coraggio e alla libertà di pensiero.

    E questo libro ci prova, cercando di accorciare le distanze tra noi abitanti di una palude maleodorante, certo italiana ma sempre più planetaria, e la “vegetazione” minacciosa che attende i nostri nipoti. Acuto e tagliente come sempre, Beha questa volta racconta il presente per superarlo, per trovare le parole che non abbiamo più e quelle che non abbiamo ancora, sospesi tra un passato senza ricordi consapevoli e un avvenire pressoché indecifrabile. La salute come merce, la “sindrome da cucina” che avanza, la desertificazione del sapere, il clima impazzito, la memoria truccata, la politica ma anche la camorra e l’Isis, il “fondamentalismo finanziario” del denaro, il messaggio evangelico tra banche, massonerie e mafi e, la paura, l’amicizia, gli altri spariti dai nostri orizzonti… insomma la vita che siamo al tempo di Facebook, Instagram e Snapchat. “Un oggi usurato ed estenuato, consumato ancor prima di esserci.” Ecco qualche utensile per il nostro Mowgli e per noi che siamo qui. Senza illusioni ma con un afflato umano intergenerazionale che non spenga le fiammelle interiori di speranza.

    Oliviero Beha è uno dei più noti giornalisti italiani e conduttori radiotelevisivi. Le sue trasmissioni, regolarmente censurate da ogni parte politica, hanno avuto grande seguito e continuano a essere ricordate dal pubblico. Ha scritto per “la Repubblica” e vari quotidiani e settimanali, ed è ora editorialista de “il Fatto Quotidiano”, di cui è cofondatore. Molti i suoi libri, anche di poesie. Per Chiarelettere ha pubblicato: “Italiopoli”, “I nuovi mostri”, “Dopo di Lui il diluvio”, “Il culo e lo stivale”.

    Postato da Redazione
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