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IL BASTIAN CONTRARIO / Dalla provincia
al Granducato
pubblicato su Il Corriere della Sera di Firenze del 4 marzo
2008
Elaborare una soddisfazione grande grande per lasciarsela alle spalle
non è un’impresa facile,un po’ come al contrario
l’elaborazione del lutto dei tragici greci.E’ esattamente
quello che si chiede (e all’istante) alla Fiorentina di oggi.Intanto
perché c’è subito l’Everton, per un ottavo
di finale dell’Uefa difficile e sentito: ho scritto “sentito”
e non “visto” anche perché mi dite chi e quanti
lo vedranno?Ed è possibile che si debba ringraziare il digitale
di La7 se non sarà proprio un’andata “al buio”?
L’elaborazione della gioia è poi importante perché.
come per le persone singole così per le squadre dotate di una
personalità precisa, è quasi più difficile saper
vincere che saper perdere.Infine perché attraverso il calcio,la
vittoria sulla Juventus con tutto quel che significa per la storia
e per la cronaca,il primo successo in questo campionato contro una
squadra star,non solo la Fiorentina ma un po’ tutta Firenze
può dimostrare la voglia di uscire dalla provincia per entrare
nel Granducato.Insomma,detto in soldoni: battere la Juventus deve
essere una piattaforma di lancio,non un alibi per calate degli zuccheri.Va
bene festeggiare,corredare Peretola di viola,far sentire i Papi Neri
e gli Osvaldi come dei nuovi Medici,ma solo se tutto ciò significa
un passo avanti sulla strada della maturità complessiva.
In questo senso chi si ricorda oggi di Corvino e addirittura lo antepone
a Prandelli,come se fra i due ci fosse una “competition”
(se c’è,non ci dovrebbe essere…),sbaglia due volte.La
prima perché in discussione non è mai stata l’esperienza
da tagliaerbe,cioè da animale calcistico da campo,dell’uomo
del Sud,ma casomai risvolti della sua personalità e ipotesi
di conflitti di interesse in un ambientino che taglia e cuce come
pochi altri.Sia Kuz che il Papa Nero che Osvaldo erano comunque investimenti
in prospettiva che ora già si affacciano alla ribalta .
La seconda ragione per cui sbaglia chi fa graduatorie tipo “oggi
meglio Corvino di Prandelli”,è che dimentica quanto conti
la mano,la parola,l’esempio,il tempismo di un allenatore vero.Sono
giocatori che altrove finora non erano parsi dei fulmini di guerra-nel
caso dei due “hombres del partido” di Torino,perlomeno-
anche perché evidentemente non c’erano le condizioni
e un Prandelli favorevoli.Alla serenità del tecnico e alla
sua voglia di impresa si deve il doppio cambio decisivo,e addirittura
mi sono chiesto fino all’ultimo perché non avesse sostituito
anche Pazzini con Cacia.Se Corvino entrasse di più nella dialettica
con la critica,a meno di non considerarla pregiudizievole nei suoi
confronti,forse il primo a guadagnarci sarebbe lui.Dato a Pantaleo,e
a Cesare soprattutto,quello che è loro,per favore andiamo avanti.Abbiamo
appena cominciato.Forse.
O.B.
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