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IL BASTIAN CONTRARIO / Vieri e oggi
pubblicato su Il Corriere della Sera di Firenze del 5 maggio 2008
Come sempre, quando si rompe un incantesimo comincia la caccia al colpevole: in attesa di conti più generali, nella boscaglia fiorentina la caccia è al cinghialone di Prato,che ha tristemente calciato alto un rigore decisivo (ma perché,quello di Liverani valeva di meno?) chiudendo muscolarmente e onnicomprensivamente la sua stagione sull’Arno.
Eppure prendersela con Vieri non solo non ha senso,ma casomai serve a coprire altre magagne.Vediamo perché.Se la “roulotte” (occhio,proto!) dei rigori,come la chiama Giampiero Galeazzi accademico della Crusca,fosse girata bene per la Fiorentina,adesso non ci sarebbe il problema Vieri.Nessuno farebbe caso al fatto che si sono buttati 210 minuti senza segnare contro una squadra certamente inferiore ai viola,nessuno rimarcherebbe che la squadra italiana che ha giocato di più quest’anno ha schierato meno giocatori,non fidandosi evidentemente Prandelli di acquisti altrui.Perché?Non credo per colpa di Vieri…
E veniamo a Bobone.Si è rimesso in palla atleticamente, ha cominciato l’autunno da ex giocatore,gradualmente tra un gol e un’apparizione decorosa tra campionato e Uefa ha tolto quella “ex” dalla sua definizione.Confesso che avevo fiducia in un suo ulteriore miglioramento dopo la pausa natalizia,anche perché riflettevo che :1)Pazzini,pur promettentissimo,continuava a segnare poco e rimane tatticamente un rebus;2) Nell’alternanza di governo in attacco, più affiorava la stanchezza altrui più ci doveva essere spazio per Bobo,essendo Osvaldo per ora poco più che un nome proprio e Cacia un Carneade almeno in viola;3)Per un fisico come quello di Vieri,giocare di più e con maggiore continuità sarebbe parso al profano la soluzione più logica per farlo entrare in quella forma da giocatore vero che lui è, o è stato.Tutto questo quando si celebrava un Bobone su e giù da Prato in ferrovia.Purtroppo non è accaduto quasi nulla di tutto questo,e anzi si è infilato il viale del tramonto con l’idea che per l’ex bomber il presente fosse ormai solo una lunga panchina e una corta presenza,idea spesso confermata dalla qualità in negativo delle sue performances.
Adesso che i nodi sono venuti al pettine e tutti assieme,come largamente previsto da mesi perlomeno da chi scrive anche su queste stesse colonne,un po’ di jella,molta stanchezza e una caterva di contraddizioni sembrano finire oggi nell’imbuto del Vieri colpito e affondato da un rigore calciato davvero coi piedi: e no,miei cari,troppo facile la caccia al cinghialone.Si vince insieme,si perde insieme.Con il senno di poi,che però a ragionarci sopra con un minimo di calma era in realtà il senno di pria, forse ci si deve domandare se si è creduto abbastanza in Bobo oppure no.A dicembre era legittimo farsi un po’ di conti,sapendo che la corsa per la Chamapions si sarebbe fatta più dura e per l’Uefa bisognava continuare a giocare fino a maggio.Bobo sì o Bobo no?E tutte le incomprensioni con Mutu,cioè la vera star della Fiorentina,da che cosa sono dipese in questi mesi?E potrei continuare.Invece voglio chiudere contraddicendomi e augurandomi un mio errore.
Ho scritto qui che sui due fronti o andava tutto o non andava nulla.Adesso non posso non pensare che con le ultime stille di adrenalina,di razionalità in campo e di superpremi partita la Fiorentina mantenga a Cagliari il vantaggio sul Milan giocando per vincere.Il perché è ovvio: se il Milan vince,la Fiore deve vincere per forza.Se il Milan non vince il derby, la Fiorentina può anche perdere.Dunque è obbligatorio giocare per vincere.Se no altro che la caccia al cinghialone da Fiesole a Prato,comincerà la caccia alle mosche già nella sede del club.

O.B.

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