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IL BASTIAN CONTRARIO / Quanta strada da Zidane a Melo
Pubblicato sul Corriere della Sera di Firenze del 9 giugno 2009
Mentre impazzano le polemiche sul progressivo “impoverimento” del campionato italiano con le eventuali partenze di Kakà e Ibrahimovic, la Fiorentina sembra opportunamente alla finestra.Il nome più gettonato nelle conversazioni, del club, degli addetti, dei disdetti e dei tifosi, è quello di Felipe Melo: resterà?Se ne andrà? E nel caso chi arriverà?
Mi viene in mente il caso di Zinedine Zidane, uno dei fuoriclasse più puri, chimicamente, calcisticamente puri, degli ultimi vent’anni. La Juve lo cedette per un’offerta “monstre” del Real Madrid.Aveva già comprato o bloccato Buffon, Thuram e Nedved e soprattutto aveva impostato un’idea di squadra diversa.Quindi quella che era parsa una bestemmia tecnica, era semplicemente una scelta.Paragonare Zidane a Nedved benché contemporanei e spesso attivi nella medesima zona di campo, è quanto mai improprio perché discendono da o risalgono a impostazioni tattico-agonistiche differenti.Perché questa premessa per parlare della Fiore e di Melo, in questo periodo di “ciapa no”, che è il nome che i “cartari” danno a quel “tresette” al contrario che vede vincere chi fa meno punti, come parrebbe il caso dei Nostri mentre gli altri si privano di campioni per ragioni di bilancio o di scontentezze?Vediamo: il punto, per dirla alla Zidane, non è se vendere o meno Melo ma perché farlo e perché non farlo. Se davvero offrono una barca di denari, o giocatori ritenuti più indispensabili che utili alla causa da Prandelli, Melo si può benissimo vendere.Ma si deve sapere prima che Fiorentina si vuole per oggi e domani, lasciando perdere il dopodomani. Montolivo in che posizione è meglio che giochi? Avrà la sua graduale trasformazione in regista alla Pirlo giovane, davanti alla difesa, come si dice da qualche anno?Farà il centrocampista a tutto campo? Sarà invece pensato per giocare più avanti?E in tutti questi casi chi gli si immagina vicino? Il discorso vale sia che Melo resti, sia che parta. Se resta, resta un eccellente incontrista un po’ scapato e rischioso, da utilizzare a tutto campo e non certo davanti alla difesa.Per cui se resta a recuperare palloni per Montolivo, o Montolivo gioca alla Pirlo oppure il prossimo acquisto è un Cigarini, per intenderci, magari non italiano visto che in quel ruolo è venuto fuori ultimamente solo D’Agostino e neppure di primo pelo. E se invece viene convenientemente ceduto, allora va ridisegnato un centrocampo con cursori alla Melo (che invece faceva il regista…).Certo, Iniesta o Xavi mi piacerebbero vicino a Riccardino e sarebbero una certezza.Ma credo che investire bene non significhi per forza investire molto né rischiare molto, se si hanno le idee chiare.E quelle non si comprano al mercato.Ad maiora.

O.B.

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