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IL BASTIAN CONTRARIO / Per favore,
non mordetemi sul collo
pubblicato su Il Corriere della Sera di Firenze del 18 marzo
2008
Dice Confucio che l’esperienza è una lanterna che ti
porti sulle spalle ma ahimé solo per illuminare il cammino
percorso. Dice Corvino che “siamo da Champions”. Come
mediare tra le due posizioni? Vediamo. Naturalmente nel calcio come
in buona parte nella vita è tutto un problema di risultati,in
un senso o nel suo contrario. Facciamo un po’ di conti.A Siena
segna Pazzini e – credo – la Fiore va a vincere la partita
perché malgrado tutto nel primo tempo l’alfabeto tecnico-tattico
diceva questo. A Liverpool, tra acqua e tramontana, ne entrano 5 invece
che 2, quindi non si tirano i rigori e si va a casa scornati.Al Franchi,ma
di Firenze, l’altro ieri invece che tre gol se ne fanno due
soli,e in dieci minuti,e con un uomo in meno,si fa la fine dei birilli
contro un ottimo Genoa e nonostante Frey si finisce per pareggiare
con il maledetto 2-2 che ci perseguita dalle sponde orobiche. Avremmo
con il senno di poi perfino 1 punto in più, ma staremmo di
umore peggio messi per l’uscita ingloriosa dalla Uefa.
Tentiamo dunque di trarre profitto da questi ragionamenti,afferrando
il Toro,cioè il Ciuccio,per le corna.Se la Fiorentina si fa
condizionare dagli infortuni e dalla stanchezza già domani
sera a Napoli,siamo punto e daccapo e mi tocca riscrivere più
o meno l’articolo di queste occasioni.Gramaglie,dispiacere,il
club che mostra il suo ghigno più raffinato,scontentezza generale.Quindi
si provi a dare continuità intanto con il Napoli,cercando la
vittoria.Eh,si obietterà,casomai meglio non prenderle e poi
rifiatare con i 3 punti sulla Lazio a festeggiar la Pasqua. Errore,
penso io. Non è una squadra da pareggio, la nostra, e questo
è il più bel complimento che in teoria si possa fare
a Claudio Cesare Prandelli. In questo sì conta la mano dell’allenatore,
che di solito non trema e quest’anno in trasferta meno che mai.
Quindi pur con i cerotti del caso ma anche con un Mutu che o sta benone
o recita “come se”,e tanto ci basta e basta agli avversari
per incutere loro timore reverenziale, domani sera è tempo
di affermazione di personalità.Il portiere c’è,Gamberini
purtroppo no ma si convenga che è soltanto a riposo per non
fare incetta di alibi,il centrocampo giovane magari rinforzato come
numero di adepti deve tenere tre partite a settimana se no son vecchie
glorie,e Pazzini magari con Osvaldo o Cacia sarà rincuorato.A
Napoli,Roma docet,si vince se si vuol vincere,si perde se si sgrana
il rosario come ha dimostrato perfettamente l’Inter dei record.
Attenzione: con questo non ho detto che si vince per forza.Anzi,sottoscrivo
qui ribaltando il concetto che l’importante è giocarsela
fino in fondo,senza rimorsi né rimpianti.Poi,visto il Napoli
com’è,si deciderà se è vero il detto del
“si muore” oppure no. Sono certo,chissà perché,che
questo modo di affrontare le partite è l’unico giusto
per Prandelli.E naturalmente per Confucio. Per Frey, capitolo buddista,pure.
Sulla filosofia orientale che pratica Andrea Della Valle il dibattito
è aperto. Ad maiora. Non malora.
O.B.
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