www.olivierobeha.it
 homepage  IPSE  LIBRI  GIORNALI  POESIE  SCRIVI  BEHABLOG
 
IL BASTIAN CONTRARIO / Per favore, non mordetemi sul collo
pubblicato su Il Corriere della Sera di Firenze del 18 marzo 2008
Dice Confucio che l’esperienza è una lanterna che ti porti sulle spalle ma ahimé solo per illuminare il cammino percorso. Dice Corvino che “siamo da Champions”. Come mediare tra le due posizioni? Vediamo. Naturalmente nel calcio come in buona parte nella vita è tutto un problema di risultati,in un senso o nel suo contrario. Facciamo un po’ di conti.A Siena segna Pazzini e – credo – la Fiore va a vincere la partita perché malgrado tutto nel primo tempo l’alfabeto tecnico-tattico diceva questo. A Liverpool, tra acqua e tramontana, ne entrano 5 invece che 2, quindi non si tirano i rigori e si va a casa scornati.Al Franchi,ma di Firenze, l’altro ieri invece che tre gol se ne fanno due soli,e in dieci minuti,e con un uomo in meno,si fa la fine dei birilli contro un ottimo Genoa e nonostante Frey si finisce per pareggiare con il maledetto 2-2 che ci perseguita dalle sponde orobiche. Avremmo con il senno di poi perfino 1 punto in più, ma staremmo di umore peggio messi per l’uscita ingloriosa dalla Uefa.
Tentiamo dunque di trarre profitto da questi ragionamenti,afferrando il Toro,cioè il Ciuccio,per le corna.Se la Fiorentina si fa condizionare dagli infortuni e dalla stanchezza già domani sera a Napoli,siamo punto e daccapo e mi tocca riscrivere più o meno l’articolo di queste occasioni.Gramaglie,dispiacere,il club che mostra il suo ghigno più raffinato,scontentezza generale.Quindi si provi a dare continuità intanto con il Napoli,cercando la vittoria.Eh,si obietterà,casomai meglio non prenderle e poi rifiatare con i 3 punti sulla Lazio a festeggiar la Pasqua. Errore, penso io. Non è una squadra da pareggio, la nostra, e questo è il più bel complimento che in teoria si possa fare a Claudio Cesare Prandelli. In questo sì conta la mano dell’allenatore, che di solito non trema e quest’anno in trasferta meno che mai.
Quindi pur con i cerotti del caso ma anche con un Mutu che o sta benone o recita “come se”,e tanto ci basta e basta agli avversari per incutere loro timore reverenziale, domani sera è tempo di affermazione di personalità.Il portiere c’è,Gamberini purtroppo no ma si convenga che è soltanto a riposo per non fare incetta di alibi,il centrocampo giovane magari rinforzato come numero di adepti deve tenere tre partite a settimana se no son vecchie glorie,e Pazzini magari con Osvaldo o Cacia sarà rincuorato.A Napoli,Roma docet,si vince se si vuol vincere,si perde se si sgrana il rosario come ha dimostrato perfettamente l’Inter dei record.
Attenzione: con questo non ho detto che si vince per forza.Anzi,sottoscrivo qui ribaltando il concetto che l’importante è giocarsela fino in fondo,senza rimorsi né rimpianti.Poi,visto il Napoli com’è,si deciderà se è vero il detto del “si muore” oppure no. Sono certo,chissà perché,che questo modo di affrontare le partite è l’unico giusto per Prandelli.E naturalmente per Confucio. Per Frey, capitolo buddista,pure. Sulla filosofia orientale che pratica Andrea Della Valle il dibattito è aperto. Ad maiora. Non malora.

O.B.

Tutti gli articoli ^




 
la riproduzione dei contenuti di questo sito è consentita purché ne venga citato l'Autore e linkata la fonte
realizzato da Snoopers