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IL BASTIAN CONTRARIO / Walt de’ Medici o Lorenzo Disney?
pubblicato su Il Corriere della Sera di Firenze del 23 marzo 2008
Non è affatto sicuro che Marx quando scriveva che “nella storia gli avvenimenti si presentano due volte, prima come tragedia e poi come farsa”, intendesse riferirsi alla viabilità fiorentina. Intanto perché la tramvia referendaria può non essere necessariamente una tragedia, e poi perché il trenino ino ino di Cioni per i giovani d’estate non è detto sia una farsa. Forse una caricatura del problema-tramvia, questo sì. E magari un’ulteriore occasione per discutere dell’idea che si ha di una città, e di una città come Firenze. E’ possibile pensare oggi a Firenze solo in termini di contenitore di persone e cose, di logistica, di funzionalità?E’ questo il primo e magari l’unico autentico problema per degli Amministratori?
Intendiamoci, già il traffico basta da solo a far tremare i polsi. Ma se lo consideriamo solo un gigantesco problema, rischiamo di mancare di rispetto all’identità di Firenze. Che cosa è Firenze oggi, che personalità possiede, che idea dell’etica e dell’estetica hanno i suoi abitanti e naturalmente coloro che hanno eletto ad amministrarli?Una città è fondamentalmente come una persona, non può non possedere un’identità riconoscibile, pena la sua indistinzione. E viene prima l’indistinzione, la difficoltà a riconoscere Firenze per quello che è realmente, oppure tutto ciò che riguarda la sua mobilità?E se una città va da uno psicanalista, costui si preoccuperà prima di chi è oppure di come va al lavoro, a scuola, a fare giri turistici ecc. ?
Sarebbe dunque semplice parlare del trenino disneyano in ragione della sua repellenza oppure al contrario del suo appeal almeno teorico specie per i teen agers ormai dilatati fino agli 80 anni…Come ha certamente senso fare un referendum sulla tramvia, poi guarda caso disatteso dai più. Ma tutto ciò viene prima o dopo?Detto altrimenti, quanto conta il senso del bello, della storia, della memoria per comporre la psiche di Firenze?Poco, tanto, di più?Esteticamente c’è una scala di priorità da rispettare, oppure il punto è solo logistico?E che idea si ha della Firenze della generazione che viene?Una città disneyana o medicea, Walt de’ Medici o Lorenzo Disney?
E la questione fiorentina che gerarchie ha?Si può rischiare di programmare un futuro che cresca sul passato senza dissolverlo, oppure le scadenze elettorali istantanee dell’eterno presente non prevedono un’occhiata circolare che non passi sulle ruote immaginative di un trenino da Parco Giochi?In teoria tutto si può pensare se si ha il coraggio di pensarlo, ma dovrebbe essere collegato all’idea di fondo che si ha oggi di una città formidabile ma per come era ieri, o l’altro ieri. Il resto è un frazionamento del gusto, del senso di opportunità, della suprema questione ecologica (in questo caso non riferita al trenino cionesco…), del bene comune arduo da confinare su un vagoncino colorato “come se” si fosse altrove.

O.B.

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