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BASTIAN CONTRARIO / Prospettive
viola
28 giugno 2008
Non c’è bisogno di rifarsi a Piero della Francesca per
vedere tra le righe del lavoro dei Della Valle,di Prandelli e di Corvino
tracce di “prospettive viola”.Intendo dire,da una tribuna
contraria sì ma non aprioristicamente e solo nel senso della
libertà di pensiero,quindi di volta in volta soltanto “bastiana”
se la realtà lo merita, che molti segnali stanno andando in
una direzione sensata,e che se non si ripeteranno errori o nequizie
del passato le cose potrebbero marciare complessivamente nel verso
giusto.Vincente,ma complessivamente,in un’occhiata che tenga
insieme il campo e il fuori campo.
Partendo dagli Europei,non c’è una squadra tra le quattro
semifinaliste che sia un riferimento al calcio “vecchio”
italiano, che il progetto-Fiorentina vorrebbe appunto ringiovanire.
C’è chi è giovane di suo,come la maggior parte
degli spagnoli,chi lo è in parte sul piano anagrafico e in
parte su quello dell’affermazione inedita,come i russi,chi lo
è per metà come i giovani tedeschi,chi lo è indipendentemente
da chi scende in campo,come forma dello spirito,e cioè i turchi.In
tutte queste forme di giovinezza c’è una voglia di nuovo
che è parente di quella che si intravede a Firenze,dal lato
campo-calcio.
E la prima raccomandazione in omaggio a una prospettiva nel tempo
è per gli aspetti strutturali,impiantistici della faccenda.Ragionevoli
sullo stadio,la città sul Franchi e sulla sua destinazione,
l’amministrazione e la proprietà del club sull’eventualità
“nuovo stadio” che se non ragionevole e soppesata mi mette
come quasi sempre i brividi.Ragionevoli sul centro sportivo, magari
cominciando a far chiarezza su che cosa sia diventata la collina dove
invece che calcio si vendemmia il “Violone”.
Poi c’è da capire come si vuol organizzare il club,nella
funzionalità,nella comunicazione,nell’immagine che di
esso si vuol dare. Deve essere una sorta di monarchia che è
impensabile discutere da fuori, appoggiata su marchingegni medievali
che impediscono a tecnico,giocatori e staff di parlare liberamente
ovviamente a condizione di non essere offensivi o insensati? Oppure
si può cominciare a “umanizzare” i rapporti senza
capestri,lavorando sulla “sanità interpersonale”
e sulla “igiene mentale” del gruppo, così che maturi
l’insieme anche fuori dal campo? Si può ipotizzare che
l’ambiente-Fiorentina,quello per intenderci del “terzo
tempo” iniziativa da coltivare, cresca complessivamente alla
luce del rispetto reciproco e non all’ombra del timore di infastidire
o di perdere qualcosa,della meritocrazia misurabile come fa di solito
Prandelli in campo e non degli “amici degli amici”, insomma
di un avvenire più respirabile da tutti i punti di vista?
Infine c’è quello che importa al tifoso che di tutto
ciò che ho scritto finora di solito se ne frega come fa sempre
più spesso del resto (e difatti…difatti), ossia la campagna
acquisti,condotta finora con raziocinio e generosità dal club,devo
pensare d’intesa piena tra Corvino e Prandelli.Se a questo punto
resta Mutu. Ed essendo da completare la rosa a centrocampo e in difesa.Capisco
non si possa o voglia prendere il mio pupillo Zyrianov (ne sono il
procuratore per la zona di Monte Sacro,a Roma),decisivo per la Russia
quanto e più di Arshavin (di cui a quel che mi dicono abbiamo
la versione montenegrina,Jovetic). Ma insomma a centrocampo meglio
un cursore tecnico in più che uno in meno. Prospettive viola,dunque.Non
facciamole appassire,siamo così mal messi nel resto che vedere
una cosa che funziona e può funzionare ancora meglio con un
briciolo di equilibrio e di armonia consola antichi cuori fiorentini
in cerca di rotonde soddisfazioni.
O.B.
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