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E SE STESSIMO RISCHIANDO UN "GOLPE BIANCO"?
Ovvero la scomparsa del potere legislativo
pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 13 ottobre 2009
Chi non si occupa di politica se non “calcisticamente” o comunque in modo superficiale, può pensare che Berlusconi l’abbia combinata grossa, favorendo l’intrigo istituzionale di cui si parla a proposito del Lodo Alfano bocciato e dei suoi risvolti. Naturalmente i “tifosi” del Premier la pensano “calcisticamente” nel modo opposto: sarebbe Silvio, poverino, a essere oggetto di una congiura di palazzo o dei Palazzi (del potere). Entrambe le ipotesi sono insufficienti a spiegare fino in fondo che cosa sta accadendo: chiamiamolo con il suo nome, ossia un tentativo o ancora di più un percorso verso un “golpe bianco”. Senza truppe, certo, e senza approfondimento, nel frastuono che circonda il Lodo Alfano e nel suo rovescio, il silenzio appunto sul “golpe bianco” o giallino che avremmo sotto gli occhi se solo li tenessimo spalancati ma tutti e due (metafora!).
Pensare che non è difficile da capire, neppure per i “calcistici” se solo volessero, figuriamoci per gli avveduti e i politicizzati che non fossero stravolti da troppo tempo dall’andare precipitoso delle cose in questo strampalato Paese. Seguitemi nel mio percorso che porta al percorso di chi persegue un “golpe bianco”. Quasi tre secoli fa il barone di Montesquieu teorizzava la separazione dei poteri per qualunque governo avesse voglia di funzionare con giustezza ed efficienza: il potere esecutivo, quello legislativo e quello giudiziario. Verifichiamola oggi, questa separazione,e hic et nunc, a casa di Berlusconi, Napolitano, Schifani, Mancino e compagnia più o meno cantante. Prendiamo una democrazia parlamentare come la nostra, e consideriamola come un tavolino a tre gambe (i tre poteri) a cui siedono ormai istituzionalmente Montesquieu e i suoi epigoni. Negli ultimi quindici anni gradualmente, sotto i nostri occhi prima politicizzati, poi spoliticizzati e adesso ripoliticizzati “resistenzialmente ” contro il “regime” (virgolettature indispensabili), una di queste tre gambe è stata tarlata dall’interno, indebolendosi vieppiù fino a sbriciolarsi negli ultimi tempi.Sto parlando ovviamente del potere legislativo.Chi è il potere legislativo? I parlamentari delle due Camere. Chi li elegge? Il popolo. Come li elegge? Attraverso una serie di cambiamenti della legge elettorale mirati complessivamente sia da Berlusconi che nella sostanza da tutti gli altri a far cooptare delle persone di loro fedeltà o interesse, invece che a far scegliere dei cittadini da parte di cittadini, dei rappresentanti da parte di elettori in libertà. Risparmio “calcisticamente” tutto il discorso sulle preferenze, dottrina da politologi meglio se illustri. Di sicuro il grado di libertà nelle scelte dei nostri rappresentanti si è ridotto al lumicino. C’è quindi una prima, profonda ferita democratica dal basso (insisto: non c’è in Italia oggi un partito davvero democratico, che rispetti l’etimo della parola, e che il Pdl sia un’azienda dichiarata mentre il Pd non lo sia non mi basta affatto). In Parlamento va dunque il cavallo di Caligola o la moglie, lo zio, il fratello, il nipote ecc.ecc. Sotto ogni sigla. Il tasso di pregiudicati e inquisiti è quello abnorme che sapete: sono nomi e fatti non smentibili, semplicemente “silenziabili” a comando quando proprio un Grillo, un Di Pietro o questo giornale non li segnala come dovrebbe fare chiunque per rispetto della democrazia. Non sto a sottilizzare su un aspetto determinante delle elezioni, affiancato alla legge elettorale modello cooptazione: la stampa è truccata, e ti dà notizie indirizzate e divise in due, pro Berlusconi o contro, quindi chi va a votare da questo punto di vista è un bambino preso a schiaffi dalla cattiva, parziale, strumentale (para)informazione esattamente mentre sta mingendo (metafora!).Cioè stiamo regredendo democraticamente in modo pauroso.
Il risultato è un Parlamento fantasmatico, poco presentabile e per nulla autonomo sul mandato popolare, che non produce leggi e vanifica quindi il potere legislativo, a sua volta sostituito dal governo che decreta in sua vece (Berlusconi nella sua commovente sincerità almeno lo ha detto: sono una manica di inutili fannulloni, datemi solo i capigruppo e l’Azienda che amministro andrà meglio…), e dalla magistratura che applica le leggi in assenza vera del legislatore. E’ ovvio che il tavolo della democrazia sia miseramente crollato, e che le due gambe rimaste duellino tra loro in uno scempio istituzionale e costituzionale, facendo credere al popolino che sia solo un “grave conflitto tra poteri”. Ma scherziamo? Qui c’è un golpe magari marroncino invece che bianco e noi facciamo finta di niente. E poi dice che uno si butta a sinistra… (Totò, metafora!).
o.b.
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